Allenamento

Morfotipo | Quale è il vostro? Consigli di alimentazione e allenamento


Definizione


 

Il termine “morfotipo” (o anche detto “biotipo” o ancora “somatotipo”) si vuole riferire al tipo di costituzione corporea caratteristica di un individuo.

 

In generale l’anatomia di ogni specie viene determinata da alcuni geni che fanno sì che i nostri occhi siano
proprio due e che il piede si trovi proprio all’estremità della gamba articolato con la caviglia e tutti gli altri
singoli dettagli delle strutture anatomiche.

 

Questo non significa che ogni persona è uguale, al contrario si possono classificare le persone in tre principali gruppi in base a delle particolari caratteristiche costitutive.

 

Queste caratteristiche si evincono dalla costituzione corporea, da particolari rapporti di dimensione e
lunghezza di distretti anatomici e anche sulla base di stati patologici caratteristici.

 

Ma quale è l’utilità dell’utilizzare un morfotipo? Il vantaggio è da ricondursi a una maggiore personalizzazione dell’allenamento e della alimentazione.

 

Morfotipo | Quale è il vostro? Consigli di alimentazione e allenamento

 

Questi due infatti sono maggiormente efficaci quanto più aderiscono alle proprie soggettività.

 

Conoscere il morfotipo rappresenta una sorta di anamnesi del soggetto che si approccia alla palestra e permette di indirizzarsi verso la migliore strada di allenamento e alimentazione facendo particolare attenzione a specifici problemi.

 


Qual è il vostro Morfotipo?


 

La classificazione somatotipica più comune è quella di Sheldon. Questa prevedeva tre principali classi:

  • Ectomorfo: magro, struttura corporea esile, alto. Questo biotipo è portato ad accumulare poco grasso, ha gli arti lunghi e sottili e la sua struttura non è predisposta costruire grandi masse muscolari. La circonferenza del polso è inferiore ai 16‐17 cm, la circonferenza della caviglia è inferiore ai 22 cm e il peso va sotto l’altezza (in cm meno 100) di più di 10 kg.
  • Mesomorfo: muscoloso, struttura corporea prestante e altezza media. Questo biotipo possiede una struttura ossea media, la quantità di adipe è bassa, il bacino è sottile mentre le spalle sono larghe. Questa struttura predispone il mesomorfo a sviluppare una maggiore massa muscolare. Il peso di un “mesomorfo” oscilla tra i 5 kg in più e i 5kg in meno della altezza, la caviglia ha una circonferenza di 22‐ 24 cm mentre il polso fra i 16 e i 18 cm.
  • Endomorfo: grasso, struttura corporea rotondeggiante e di ridotta statura. Questo biotipo presenta un bacino largo e una struttura ossea robusta; queste due caratteristiche predispongono all’accumulo di grasso. La caviglia supera i 24 cm di diametro, il polso supera i 18 cm mentre il peso supera l’altezza di 10 kg.

È da tenere a mente che la descrizione di ogni biotipo rappresenta un prototipo ideale, ogni soggetto presenta infatti delle caratteristiche intermedie e una osservazione della persona nel complesso porta ad una sua categorizzazione.

La classificazione di Sheldon non è l’unica, esistono infatti morfotipi basati su concetti più “orientali” che prendono in considerazione anche il temperamento e la psicologia e addirittura le capacità intellettive del soggetto.

 

 

Altri somatotipi si basano sui rapporti tra i vari assi corporei. Altri morfotipi si basano sule zone di principale accumulo di grasso, si sta parlando del morfotipo Ginoide o Androide. Di seguito le caratteristiche:

  • Androide: predisposto all’accumulo di grasso nella zona superiore del tronco, ovvero dal bacino in su. L’accumulo del grasso è rapido così come un suo consumo, questo biotipo ben si adatta ai ritmi della luce ovvero è maggiormente attivo al mattino mentre verso sera tende al riposo. Questo biotipo è caratteristico degli uomini.
  • Ginoide: questo morfotipo è predisposto all’accumulo di grasso dalla vita in giù e difficilmente riesce a liberarsi di questo accumulo adiposo. Questo biotipo risulta meno attivo al mattino e più vivace alla sera. Questo biotipo è caratteristico delle donne.


Come agire in base al proprio morfotipo


 

Le scelte basate sulla considerazione del proprio morfotipo seguono un criterio logico. Ad esempio un morfotipo ectomorfo dovrebbe privilegiare esercizi multiarticolari e ridurre le attività di cardio.

 

Un mesomorfo risulta favorito nello sviluppo di importanti masse muscolari senza troppa predisposizione all’accumulo di grasso, questo dà il via libera ad un allenamento basato su esercizi multiarticolari sostenuto da esercizi di isolamento mirati e ogni tanto dell’esercizio cardiaco.

 

L’endomorfo dovrebbe concentrarsi su esercizi che puntano alla perdita di grasso e lavorare con multiarticolari e esercizi di isolamento.

 

L’alimentazione dovrebbe essere coerente alle proprie tendenze: se si è portati ad accumulare grasso
bisogna stare attenti all’introito di carboidrati e grassi e viceversa se si fa fatica ad accumulare massa.

 

Il morfotipo ginoide dovrebbe privilegiare un allenamento a ripetizioni più elevate per la parte inferiore del corpo mentre più incentrato sulla ipertrofia per la parte superiore; il volume di allenamento dovrebbe essere elevato. L’alimentazione dovrebbe essere molto curata.

 

Al contrario un morfotipo androide può sentirsi un po’ più libero nelle proprie scelte alimentari e fare allenamenti di medio volume e di intensità non troppo elevata per via della predisposizione a produrre cortisolo.

 


Considerazioni finali


L’osservazione delle caratteristiche corporee può suggerire importanti considerazioni. È ovvio che l’allenamento può solo portare allo sviluppo del proprio potenziale e questo prima o poi raggiunge il suo
limite.

 

Morfotipo | Quale è il vostro? Consigli di alimentazione e allenamento

 

Ciò non deve però essere inteso come un limite per il proprio potenziale: una regola che vale sempre è che l’impegno porta a risultati. Questo significa che anche se non si è portati allo sviluppo, per esempio, dei bicipiti un costante impegno nel loro allenamento porterà sicuramente a grandi risultati.

 

Infine le indicazioni sullo stile di allenamento devono essere un punto di partenza e non un qualcosa su cui rimanere fossilizzati: se un approccio non funziona bisogna trovare ciò che funziona per noi stessi anche se “va contro il nostro morfotipo”.

 

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Alberto Baduini

Alberto Baduini

Scrittore ed esperto

Studente di fisioterapia, appassionato allenamento con i pesi, agli anelli e calisthenics.


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