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Alimentazione

Dieta Atkins | Come Praticarla? Funziona Veramente?

Dallo scrittore Myprotein Lorenzo Candela, studente in Biologia – Nutrizione.


La Dieta Atkins


La Dieta Atkins, o Atkins Nutritional Approach (Approccio Nutrizionale Atkins), è una dieta a ipoglucidica creata dal Dr. Robert Atkins.

La sua idea consisteva nel fatto che il sovrappeso derivasse principalmente dall’assunzione di carboidrati raffinati, come zucchero, farina, cibi ricchi in fruttosio.

Secondo i principi della dieta, togliendo i carboidrati, il corpo ottiene l’energia necessaria per il suo funzionamento dai grassi, che, insieme alle proteine, vengono assunti senza alcun limite.

Questo è un errore concettuale di fondo: si crede che mangiare in quantità libere grassi e proteine non permetta all’organismo di ingrassare. Sarà vero? Fino a un certo punto.


Meccanismi

Il pilastro centrale per ottenere il dimagrimento sta nel riuscire ad ottenere tramite la dieta un numero di calorie inferiore rispetto a quelle che consumiamo giornalmente.

Il fatto di eliminare una classe di macronutrienti porta spontaneamente a mangiare meno dal momento che le scelte alimentari sono ridotte ed è più facile raggiungere la sazietà.

dieta atkins

Anche la combinazione grassi e proteine è un potente stimolatore del senso di sazietà a lungo termine, che è un punto di forza di ogni dieta low carb e chetogenica (dove anche i corpi chetonici contribuiscono in questo meccanismo).

Eliminando i carboidrati dalla dieta vengono mantenuti e incentivati i processi di liberazione e di ossidazione dei grassi.

Purtroppo aumentare la beta ossidazione degli acidi grassi non significa dimagrire di più se il bilancio calorico non è negativo, come espresso in precedenza.


Come Praticarla?


La dieta Atkins prevede 4 fasi: approccio, perdita di peso, pre-mantenimento e mantenimento definitivo (per il resto della vita)

#1 Approccio: è una fase di adattamento che dura circa due/tre settimane, finalizzata a portare il corpo allo stato di chetosi. L’assunzione di carboidrati è limitata a né più né meno di 20 grammi derivanti tutti da fonti poco dense, come le verdure a foglia larga.

Non dà grosse indicazioni sull’introito proteico netto, ma consente di mangiare liberamente fonti proteiche, ponendo paletti sui formaggi.

#2 Perdita di peso: in questa fase in ogni settimana il limite giornaliero di carboidrati aumenta di 5 grammi netti, al fine di trovare il livello critico di carboidrati per il dimagrimento. La fase continua fino al quasi raggiungimento del peso target.

ornitina

#3 Fase prima del mantenimento: l’assunzione di carboidrati è aumentata circa di 10 grammi alla settimana, al fine di trovare la quantità di carboidrati che permette di mantenere il proprio peso senza ingrassare.

#4 Mantenimento definitivo: in questa fase si cerca di mantenere le abitudini assunte mediante le fasi precedenti e, cercare di evitare il tipico recupero di peso post-dieta. Si sceglie istintivamente la fonte dei cibi, ma si inizia a recuperare peso, bisogna ripercorrere le fasi precedenti.


Funziona Veramente?


Più che dare un giudizio sull’eventuale successo di questa dieta, è opportuno chiedersi: quanto è sostenibile rispetto a diete che possono dare un dimagrimento simile?

Gli aumenti di 5/10 grammi di carboidrati settimanali sono poco quantificabili e spesso complicati da eseguire.

Infine, non meno importante è la fase di mantenimento definitivo: ritornare alle fasi precedenti qualora si accumuli peso non è un consiglio concettualmente esatto dal momento che quando si introducono nuovamente i glucidi, il corpo accumula peso che non è necessariamente grasso, ma acqua.

In più non è una dieta che si presta bene agli atleti: la quasi totale assenza dei carboidrati potrebbe influenzare negativamente le prestazioni, soprattutto per atleti di endurance.

Molto più semplicemente si potrebbe ricorrere a diete chetogeniche standard, cicliche e TDK, che meglio potrebbero prestarsi alle esigenze degli atleti (CKD e TDK in particolare), o anche semplici low carb se ci si trova bene nelle fasi di dimagrimento.

Nella fase di mantenimento più che fossilizzarsi sul peso, si dovrebbe porre enfasi sul concetto di composizione corporea andando a osservare i cambiamenti relativi di FM e FFM.


Conclusioni


Concludo dicendo che è sbagliato farsi ingannare dalla “dieta miracolosa del momento”, perché le diete miracolose non esistono: esiste la fisiologia, la biochimica e la soggettività degli individui.

Quello che si deve fare è elaborare un piano alimentare che rispetti questi principi importantissimi, che sia sostenibile a lungo termine, che preveda periodi di stop (full diet break) e momenti di libertà durante il periodo ‘’di dieta’’.

Ricordiamoci che è importantissimo rispettare il benessere mentale di sé stessi o degli altri, senza il quale il successo di ogni piano dietetico è molto spesso compromesso.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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