Alimentazione

Anacardi Proprietà | Perchè Fanno Bene? Ecco La Verità

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Anacardi Proprietà


L’Anacardio (Anacardium occidentale L.) è un albero da frutta tropicale originario del Brasile (Amazzonia). I Portoghesi lo introdussero in India nel XVI secolo ed oggi l’India e l’Africa orientale ne sono i maggiori produttori.

Appartiene alla Famiglia delle Anacardiaceae, e ha una caratteristica forma di fruttificazione. Infatti l’anacardio fornisce due tipi di frutti intimamente uniti: uno fresco, la “mela d’anacardio” (chiamata in Brasile “mela di acagiù”), e uno secco, la “mandorla o nocciola d’anacardio” (chiamata in Brasile “noce di acagiù o mandorla di acagiù”). E’ una pianta sempreverde appartenente alla famiglia Anacardiaceae.

Questa famiglia comprende 60-74 generi composti da 400-600 specie, tra le otto specie del genere Anacardium, solo gli anacardi di origine occidentale sono commestibili.


Profilo Nutrizionale


Analizziamo ora la composizione e i valori nutrizionali. Gli anacardi vengono considerati un alimento “pregiato”, in virtù del rispettivo contenuto lipidico insaturo (estraibile sotto forma di olio di anacardi) che rappresenta circa il 49% del peso complessivo; l’olio di anacardi è, dal punto di vista gustativo e organolettico, molto simile a quello di mandorle e si presta bene al consumo alimentare.

L’olio di anacardi (come la materia prima grezza) è l’unico alimento, assieme all’olio di palma, a contenere la forma delta di vitamina E (?-tocoferolo). Gli anacardi contengono anche il 35% di proteine (a medio valore biologico) e il 16% di glucidi totali.

Per quanto riguarda la composizione in macronutrienti risulta costituito (100g di parte edibile, fonte INRAN), 15g proteine (contenenti un pool amminoacidico che si caratterizza per la prevalenza di ac. glutammico, arginina, acido aspartico e leucina, mentre sono contenuti in misura inferiore triptofano, metionina e cistina); 46g lipidi (saturi 9g; monoinsaturi 27g; polinsaturi 8g); 18g carboidrati; 3g fibra.

100g di anacardi apportano circa 600 kcal e risultano ricchi di potassio, fosforo, calcio, rame e seppur in minor quantità, in ferro; tra le vitamine troviamo principalmente vitamina E e niacina.

anacardi proprietà

L’ anacardio è stato coltivato essenzialmente per la preparazione di prodotti alimentari e medicinali utilizzando i frutti interi di anacardio, cioè, la mela ed il kernel. Il kernel (seme) è il prodotto principale che si ricava dall’ anacardio. E’ stato stimato che circa il 60% degli anacardi in seme si consumano sotto forma di snack, per lo più tostati e salati. Il resto viene invece utilizzato in pasticceria e prodotti da forno, spesso come sostituto di arachidi e mandorle (Azam-Ali e Judge, 2001). Oltre al suo sapore gradevole, il consumo diffuso di anacardio è dovuto alle sue proprietà nutrizionali.


Profilo lipidico

Tali proprietà sono principalmente legate al fatto che i lipidi presenti sono rappresentati da grassi monoinsaturi (MUFA) e acidi grassi polinsaturi (PUFA), capaci di ridurre i livelli ematici delle lipoproteine a bassa densità (LDL) e quindi i rischi di malattie cardiovascolari (Hu et al. 2001).

Dati della letteratura riportano che il profilo degli acidi grassi totali è formato per il 79% da MUFAs e PUFAs (Gallina Toschi et al 1993; Venkatachalam e Sathe et al. 2006). La riduzione delle malattie cardiache coronariche associati al consumo di noci di anacardio è anche correlata con la presenza di altri composti bioattivi, come i tocoferoli, lo squalene e i fitosteroli (Kris-Etherton et al. 2001).


Profilo amminoacidico

Per quanto riguarda le analisi sul profilo aminoacidico, esse mettono in luce un’elevata quantità di acido glutammico (tra il 13,6 ed il 22,4 %), leucina (tra il 6,2 e l’8 %) ed acido aspartico (5,6-10,2 %) (Aremu et al. 2006, 2007; Venkatachalam e Sathe et al. 2006).

Studi sulla composizione minerale hanno evidenziato un’elevata concentrazione di potassio (fino al 38%) seguito da magnesio e calcio e, in misura minore, da ferro e zinco (Akinhanmi et al. 2008; Aremu et al. 2006).


Produzione


La produzione degli anacardi come li troviamo in commercio a partire dal frutto si articola in 5 step.

#1 Preparazione del seme: vengono dapprima eliminate eventuali impurità e selezionato il seme in base alle dimensioni, a questo punto si procede al processo di arrostimento e torrefazione (umidità finale tra 15 e 25%).

#2 Il secondo step consiste nella rimozione dello strato esterno solitamente tramite impianti meccanici per via delle proprietà caustiche dell’olio contenuto nello strato esterno (olio di guscio di anacardo);

#3 A questo punto si procede ad un ulteriore riscaldamento per favorire la pelatura;

#4 Dopo la pelatura gli anacardi subiscono un’ulteriore selezione in base a dimensioni, colore e peso per essere collocati nelle diverse categorie commerciali, quelli che non rispecchiano gli standard verranno utilizzati per la preparazione di preparati (burro di anacardi ad esempio);

#5 L’ultimo step consiste nel confezionamento in atmosfera modificata per aumentare la shelf-life del prodotto (Fitzpatrick et al. 2011).

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 Perchè Fanno Bene?


I possibili benefici legati al consumo di anacardi possono pertanto essere diversi e legati alla composizione degli stessi.

Il contenuto di acidi grassi monoinsaturi (66% degli insaturi) conferiscono a tale alimento proprietà simili a quelle dell’olio di oliva nella ridurre il livello di trigliceridi ematici.

Una ricerca pubblicata nel “British journal of Nutrition (BlomhoffR, Carlsen MH) ha dapprima identificato la frutta secca con più alto contenuto di antiossidanti, cercando poi di evidenziare il loro consumo con effetti cardio-protettivi confermati da un altro studio pubblicato sulla stessa rivista (Kelli JH, Sabate J), in cui vengono analizzati 4 grandi studi epidemiologici dimostrando come il consumo di frutta secca almeno 4 volte a settimana riduceva fino al 37% il rischio di insorgenza di cardiopatia coronarica paragonati agli individui che non ne consumavano affatto, inoltre, ogni porzione in più nell’arco della settimana sembra abbassare in media un ulteriore 8.3% di tale rischio.

Il buon contenuto in rame, componente essenziale di molti enzimi (citiamo: superossido dismutasi implicata ad esempio nelle difese antiossidanti o la lysyl ossidasi implicato nella formazione del tesuto connettivo legando elastina e collageno), ha un ruolo essenziale in moltissimi processi biologici tra cui utilizzo e assimilazione del ferro, eliminazione dei radicali liberi, sviluppo di ossa e tessuto connettivo e produzione del pigmento melanina contenuto in pelle e capelli.

Dunque è ormai noto come la frutta secca possa avere effetti cardio-protettivi ma spesso il loro consumo viene evitato per l’alto contenuto calorico e la conseguente paura di aumentare di peso. Uno studio pubblicato nella rivista “Obesity” ha dimostrato come individui che consumano almeno due volte a settimana sono meno soggetti a possibili incrementi di peso rispetto a chi non le mangiava affatto o meno. Questo studio svolto in Spagna, ha analizzato 8865 persone per 28 mesi riportando il 31% di probabilità in meno di aumentare di peso nei soggetti che mangiavano frutta secca tra cui anacardi almeno due volte a settimana.


Allergia

Uno dei problemi legati al consumo di anacardi può essere rappresentato da possibili allergie allo stesso. La frutta secca/frutta con guscio rappresenta uno degli alimenti che più comunemente può determinare un’allergia (insieme a latte, uovo, crostacei e soia) sia nell’adulto sia nel bambino.

Si deve sottolineare come l’anacardo stia divenendo un allergene sempre più in causa nella insorgenza di allergie sia cutanee che generalizzate, in particolare per il suo progressivo aumento nel consumo ad esempio come snack e come componente di numerose preparazioni della cucina asiatica assieme alla noce del Brasile e al sesamo. La noce di anacardio contiene vari allergeni: delle oleoresine che possono indurre delle dermatiti e si pensa possono causare anche manifestazioni gastrointestinali e manifestazioni sistemiche.

L’allergia alla noce di anacardio può interessare qualsiasi età, e può iniziare anche in età inferiori ai 3 anni. Un fattore molto importante è che sono sufficienti anche minime quantità per scatenare i sintomi allergici, quali l’annusare, il toccare o l’assaggiare, senza ingestione. Sono state riportate reazioni allergiche quali la sindrome orale, quali reazioni anafilattiche, angioedema/orticaria, asma bronchiale, ecc.


Conclusioni


In conclusione, gli anacardi possono essere considerati, come la maggior parte della frutta secca, un alimento, che se consumato abitualmente nelle giuste quantità, può apportare senza dubbio benefici all’individuo.

Il consiglio è dunque quello di aggiungerlo se non già presente all’interno del proprio piano alimentare, alternandolo o mescolandolo con altra frutta secca come fonte di acidi grassi essenziali ed insaturi, vitamine liposolubili e minerali importanti per il nostro organismo, senza dimenticare che il trucco per un’alimentazione sana ed equilibrata è variare il più possibile le scelte a tavola e senza esagerare con un alimento in particolare.



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Scrittore ed esperto


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