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Allenamento

Frog Stand Nel Calisthenics | Come Eseguirlo Correttamente?

Dalla scrittrice Myprotein Silvia De Bortoli, personal trainer e atleta di calisthenics (www.calisthenics.it).


Calisthenics In Generale


Siamo abituati ormai già da un po’ di tempo alla spettacolarità dei video su youtube di grandi atleti e performer che esibiscono con estrema disinvoltura skill “calisteniche” estreme.

Mentre alcuni di voi potrebbero trovare in tali video uno stimolo diretto nel voler iniziare tale disciplina, altri  potrebbero sentirsi intimiditi non sapendo minimamente da che parte cominciare, e tanto meno sapendosi orientare tra ciò che è alla propria portata o meno.

Partiamo subito col dire che lo sport calistenico non è, e non deve essere mera prerogativa di super atleti.

Io infatti non mi rivolgo solo ai giovanissimi, ma anche ai meno giovani che con costanza e passione possono intraprendere questa disciplina (non dimentichiamo che una delle atlete femminili più forti attualmente in Italia ha 47 anni ed ha cominciato questo sport molto tardi).

frog stand

Ora al di là dell’etimologia greca che vede tradotta la parola calisthenics in “bella” + “forza”, sappiamo che l’applicazione sul campo trova le più svariate forme di interpretazione.

C’è chi interpreta questo sport come una mera prova di forza su esercizi di base come trazioni, dip fino ad arrivare a zavorrarli all’incredibile; chi si concentra su movimenti di freestyle acrobatico ed esplosivo con piegamenti pliometrici in verticale libera oppure con volteggi e 360 alla sbarra.

Chi ancora preferisce essere meno acrobatico e concentrarsi sui cosiddetti lever dai classici back, front e le statiche di planche, maltesi, evolvendo sempre più verso abilità quasi impossibili come il victorian; chi ama reinterpretare l’uso degli anelli oltre ciò che viene considerato classico nella ginnastica artistica…insomma le “skills” (abilità) sono parecchie ed in continua evoluzione.

In tutto questo caos apparente troviamo però dei denominatori in comune che delineano il “Calisthenics”.

Le espressioni di forza massimale e sub massimale in angoli di movimento “insoliti ed estremi” combinati ad alti livelli di coordinazione ed equilibrio rendono il Proprio Corpo il re indiscusso di questa disciplina.

L’uso dei pesi è secondario, facoltativo, eventualmente funzionale a potenziare dei movimenti di base (ad esempio le trazioni), o spettacolarizzante volto a sottolineare la prestanza atletica in una determinata skill (es. Human Flag con qualcuno posto sopra).

frog stand

La certezza è che il Calisthenics se correttamente eseguito vi potrà condurre a soddisfazioni inimmaginabili attraverso un lungo viaggio di auto conoscenza, auto scoperta ed evoluzione continua.

La rapidità dei vostri progressi i progressi dipenderà da un insieme di fattori: l’età, le condizioni di mobilità generale, il fatto di aver godere di un transfer sportivo (avendo praticato sport affini in precedenza), la predisposizione genetica, la frequenza, la qualità, la pianificazione degli allenmenti.

Come in tutto ci sarà dunque chi sarà più avvantaggiato e chi un po’ meno; ma questo non deve farci demordere, al contrario ciascuno di noi dovrebbe essere stimolato in questo percorso prefiggendosi di volta in volta obiettivi che siano alla propria portata per poi, una volta raggiunti, passare ad un obiettivo che sia sul gradino leggermente più in alto.

Se siete all’inizio del vostro percorso calistenico, vi consiglio di mettere un attimo da parte tutti questi “super nomi delle skill”, e di concentrarvi su voi stessi.

Tutto inizia con un ponderato lavoro di mobilità articolare associato ad un rinforzo generale, strutturale partendo dalle basi.

Le basi prevedono esercizi con schemi motori “collaudati fin dalla nascita” (push, pull, lunge, squat, bend) e movimenti multiarticolari che coinvolgano tutti i piani di lavoro dello spazio tridimensionale (frontale, sagittale, traverso).

frog stand

Dopo queste solide fondamenta si potrà cominciare un po’ alla volta a parlare di propedeutiche dirette alle skills. Sfatiamo il mito che le gambe nel calistenico non si devono allenare.

Le gambe vanno allenate eccome! Non è solo un fattore estetico (perché avere le braccia grosse e le gambe secche non è un bel vedere), ma è una questione di armonia e funzionalità strutturale del corpo!

Desidero concludere questo articolo lasciandovi con il video dedicato ad un particolare esercizio che non richiede particolari doti di forza e che coltiva anche l’aspetto ludico, poiché, ricordiamoci, il calistenico deve anche renderci soddisfatti di noi stessi, ci deve appassionare e divertire.


Frog Stand


L’ esercizio affonda le sue radici nello yoga e lo potete inserire nelle vostre routine di allenamento in parallelo al potenziamento con gli esercizi di base.

La Frog Stand e le sue varianti possono essere approcciate già da un livello base proprio per migliorare la forza delle braccia, prendere confidenza con l’equilibrio imparando ad attivare in maniera sempre più sinergica la muscolatura addominale con la muscolatura di spinta.

La frog stand yogica, se rivisitata in chiave calistenica può evolvere in figure sempre più complesse con carichi maggiori di leva in orizzonatale (Planche) o in Verticale eseguendovi addirittura dei piegamenti sulle braccia.

Ecco qui il video!

Buon Calisthenics!



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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