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Acido Alfa Lipoico e Dimagrimento (ALA) | Tutto Spiegato!

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, Dottore in scienze e tecnologie alimentari, Laureando in Biological Sciences e istruttore certificato CSEN.


Acido Alfa Lipoico E Dimagrimento


L’acido alfa lipoico (1,2-dithiolane-3-pentanoic acid, ALA) è un cofattore essenziale per gli enzimi mitocondriali ed è stato descritto come antiossidante biologico e potente radical scavenger (Somani et al., 2000).

In maniera molto semplice possiamo definire “scavenger” molecole in grado di eliminare specie radicaliche man mano che le stesse vengono prodotte, in grado inoltre di inibire l’iniziazione di una reazione radicalica (SOD), interromperne la propagazione o dare origine ad un radicale “meno reattivo” e stabile (vitamina E ed acido ascorbico appartengono a questa categoria).

Come antiossidante diretto, l’ALA agisce proprio come scavenger di specie ossidanti dell’ossigeno (ROS), responsabili, tra l’altro, dei processi di perossidazione dei lipidi di membrana. Come antiossidante indiretto, può formare complessi stabili chelando metalli di transizione quali, Mn2+, Cu2+ e Zn2+.

Acido Alfa Lipoico E Dimagrimento (ALA) | Tutto Spiegato!

Tornando all’ALA, viene isolato chimicamente per la prima volta nel 1951 da Reed e Gunsalus da estratti di fegato. E’ una molecola di piccole dimensioni, prodotto endogenamente (in quantità relativamente basse) a livello mitocondriale a partire dalla cisteina e dall’acido ottanoico, ma principalmente introdotto con la dieta.

La sua particolare struttura gli permette di prendere parte a reazioni di ossido-riduzione (redox) e di fungere da trasportatore di elettroni.

Cofattore enzimatico di diverse reazioni risulta in grado di neutralizzare varie specie reattive dell’ossigeno (ROS), chelare metalli di transizione, prevenire danni proteici e perossidazione dei lipidi di membrana e attraverso l’iterazione con la vitamina C e il glutatione (Biewenga et al., 1997).


1. ALA E Alimentazione


Negli alimenti si trova legato in modo covalente alla lisina delle proteine (lipoillisina), caratteristica che ne abbassa leggermente la biodisponibilità rispetto ad assunzioni in forma “libera” (integratore o farmaco).

E’ presente in tessuti animali e vegetali ricchi di mitocondri come patate, broccoli spinaci o carni rosse (fegato e cuore in particolare).

Per quanto riguarda gli alimenti di origine animale è bene precisare che la quantità di mitocondri è direttamente proporzionale al livello di attività dell’organismo, quindi animali attivi presenteranno tessuti metabolicamente attivi come cuore, fegato e reni saranno ricchi di mitocondri (ad esempio è stato riscontrato come nella carne bianca di vitello vi è solo un decimo della quantità di ALA rispetto alla carne di animali selvatici).

Va da sé che negli allevamenti intensivi (ridotto movimento degli animali) la % di ALA nel tessuto muscolare sarà nettamente minore rispetto a selvaggina o animali liberi di pascolare.

E’ infine bene precisare come le normali preparazioni domestiche (come la cottura) determineranno una perdita che in media può essere attorno al 20%. Ad esempio la cottura di carne alla griglia (quella meno impattante) determina in media la perdita del 5% (Mattulat A: Determination of the lipoic acid content (LAC) of animal tissue. Thioctäsure 1990; II: 69-73).


2. ALA e Glucidi


Essendo cofattore di numerosi enzimi che intervengono nella decarbossilazione ossidativa del piruvato e di altri chetoacidi è facile intuire il ruolo di primaria importanza che esso ricopre nel controllo del metabolismo glucidico.

Presenzia infatti una tapa obbligatoria del ciclo di Krebs, assumendo in questo modo un ruolo fondamentale nell’”eliminazione” del glucosio e nella produzione di energia utilizzabile sia a livello muscolare che neuronale. Numerosi studi hanno evidenziato la capacità dell’ALA di potenziare la sensibilità all’insulina (pazienti con diabete di tipo 2), di migliorare il trasporto di glucosio e l’ingresso dello stesso all’interno delle cellule anche attraverso strade “alternative” rispetto a quelle legate all’azione insulinica.

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Questa introduzione generale, ci servirà per capire un po’ più nel dettaglio i meccanismi di azione e le proprietà attualmente studiate ed attribuite a questo composto.

Iniziamo parlando di sport, in cui questo composto ha senz’altro delle “prospettive” interessanti, in primis poiché gli atleti per via dell’attività fisica vanno incontro a una produzione radicalica maggiore rispetto ad un soggetto normale e sono quindi sottoposti ad uno stress ossidativo notevole.

Inoltre il suo ruolo nel metabolismo glucidico e nella produzione di energia non può passare in secondo piano (Krebs e glicolisi). Integrazione di ALA sembra inoltre essere in grado di aumentare le scorte energetiche nelle cellule muscolari e cerebrali oltre a migliorare l’utilizzazione di glucosio e produzione di ATP.

Ad esempio è curioso notare come i tessuti muscolari di alcuni pesci che necessitano di energia in modo particolare (salmone che ad esempio deve risalire corsi d’acqua) ne contengano concentrazioni elevate (abbiamo già anticipato la correlazione tra attività fisica, massa mitocondriale e ALA).

Animali diabetici a cui venne somministrato ALA mostrarono miglioramenti in primis nei riguardi della sensibilità insulinica e nel lungo periodo, di conseguenza, nella composizione corporea (abbassamento dei livelli di glucosio ematico e utilizzo dello stesso a scopo lipogenico).

Sempre per lo stesso principio i ricercatori suggerirono ruolo positivo dell’ALA nell’aumento di scorte di glicogeno muscolare disponibilità di glucosio per le cellule muscolare facilitando di conseguenza i processi anabolici (aumenti in massa muscolare).

Alcuni studi, citiamo ad esempio (Burke DG et al., 2003) hanno suggerito come l’acido alfa lipoico coingerito con creatina possa essere in grado di aumentare l’assorbimento a livello muscolare mostrando incrementi nei livelli di creatina totale e fosfocreatina rispetto a placebo che assumevano soltanto creatina.

In questo studio i soggetti assunsero rispettivamente 20g di creatina monoidrato + 100g saccarosio e 1000mg di ALA.


3. ALA E Grasso


L’ALA sembrerebbe inoltre in grado di favorire la predita di grasso come già intuibile dal paragrafo precedente probabilmente per azione indiretta, ovvero, aumentando la sensibilità insulinica e l’assorbimento di glucosio verrà meno anche l’effetto inibitorio che la stessa è in grado di instaurare.

Alcuni ricercatori hanno osservato come su 360 obesi il gruppo che assumeva 1800mg di ALA al giorno dopo 20 settimane riscontrò maggior perdita di peso rispetto al controllo (Koh et al. 2011).

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Abbiamo fin qui fatto una panoramica generale sugli effetti principali, in particolare legati all’attività fisica, senza andare troppo nello specifico nei meccanismi di azione, le evidenze scientifiche sulle possibili implicazioni metaboliche dell’ALA sono però diverse e in continua evoluzione (polineuropatie diabetiche, sistema vascolare, agente ipotensivo oltre che antinfiammatorio).

Quali sono però i limiti di un’eventuale supplementazione?

Il problema “centrale” dell’utilizzo di ALA come supplemento è quello legato alla biodisponibilità (stimata a circa il 30%) e all’assorbimento gastro-intestinale.

Un ulteriore limite, intrinseco è legato invece all’instabilità, difatti l’ALA è in grado di polimerizzare a tal proposito la tipologia di preparazione, la qualità della materia prima e la conservazione dello stesso sono fattori che giocheranno i ruoli più importanti.


4. Tossicità


Infine, per quanto riguarda la tossicità, possiamo affermare che l’assunzione giornaliera di 50mg/d non sia stata collegata fino ad oggi con alcun effetto collaterale specifico anche in pazienti on problemi epatici o renali. Studi co dosaggi più elevati dai 100 ai 600mg/d hanno evidenziato una bassa tossicità mentre dosaggi superiori hanno mostrato effetti avversi quali nausea, vomito, vertigini, situazioni ascrivibili a stati di ipoglicemia.


  1. Kate Petersen Shay1, Régis F. Moreau1, Eric J. Smith1,2, Anthony R. Smith1, and Tory M. Hagen1,2 – Alpha-lipoic acid as a dietary supplement: Molecular mechanisms and therapeutic potential – Biochim Biophys Acta. 2009 October ; 1790(10): 1149–1160. doi:10.1016/j.bbagen.2009.07.026.
  2. Goraca, A.; Huk-Kolega, H.; Piechota, A.; Kleniewska, P.; Ciejka, E.; Skibska, B. Lipoic acid – biological activity and therapeutic potential. Pharmacol Rep. 2011, 63, 4, 849-858.
  3. Carlson, D. A.; Smith, A. R.; Fischer, S. J.; Young, K. L.; Packer, L. The plasma pharmacokinetics of R-(+)-lipoic acid administered as sodium R-(+)-lipoate to healthy human subjects. Altern Med Rev. 2007, 12, 4, 343-351.
  4. Packer, L.; Witt, E. H.; Tritschler, H. J. Alpha-Lipoic acid as a biological antioxidant. Free Radic Biol Med. 1995, 19, 2, 227-250.
  5. Bast, A.; Haenen, G. R. Lipoic acid: a multifunctional antioxidant. Biofactors. 2003, 17, (1-4), 207-213.
  6. Suzuki, Y. J., Tsuchiya, M. and Packer, L. (1992) ‘Lipoate prevents glucose-induced protein modifications’, Free Radic Res Commun, 17(3), 211-7.
  7. Mattulat A: Determination of the lipoic acid content (LAC) of animal tissue. Thioctäsure 1990; II: 69-73
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  10. Koh et al. Effects of alpha-lipoic Acid on body weight in obese subjects. Am J Med. 2011 Jan;124(1):85.e1-8
  11. Cremer DR, Rabeler R, Roberts A, Lynch B. Long-term safety of alphalipoic acid (ALA) consumption: A 2- year study. Regul Toxicol Pharmacol 2006;46:193–201
  12. Jacob S, Henriksen EJ, Schiemann AL, et al. Enhancement of glucose disposal in patients with type 2 diabetes by alpha-lipoic acid. Arzneimittelforschung 1995;45:872–4.
  13. Burke DG1, Chilibeck PD, Parise G, Tarnopolsky MA, Candow DG. Effect of alpha-lipoic acid combined with creatine monohydrate on human skeletal muscle creatine and phosphagen concentration. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2003 Sep;13(3):294-302.


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Scrittore ed esperto


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