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Alimentazione

Burro o Margarina? | Alimenti a Confronto

Dalla scrittrice Myprotein Le Fitchef, food blogger ed esperta di alimentazione.


Margarina O Burro?


L’uso di grassi in cucina, è utile a mantenere le carni tenere e i prodotti da forno fragranti, ma il tipo di grasso impiegato può modificare in molti modi le qualità nutrizionali del prodotto finito.

Nei decenni passati la margarina ha conquistato buona parte del mercato, a scapito del burro.

Una politica commerciale e pubblicitaria aggressiva, la proponeva come alternativa più salutare, economica e “leggera” (claim commerciale del tutto privo di senso, ma che riesce sempre a conquistare il favore degli acquirenti meno informati), esaltando la totale assenza di colesterolo in questo prodotto, ma tacendo in merito all’alto contenuto di grassi vegetali idrogenati trans, i quali rappresentano un vero e proprio pericolo per la salute cardiocircolatoria.

Nel nostro caso, sebbene burro e margarina non presentino differenze sostanziali dal punto di vista calorico, a parità di peso secco, è bene osservare alcune considerazioni in merito al loro impatto, a lungo termine, sul nostro benessere, soprattutto per quanto riguarda la compliance cardiovascolare.


Calorie


Un cucchiaio (10 g) di burro apporta mediamente ​​71 calorie, esattamente come lo stesso quantitativo di margarina ( ad esclusione di quei prodotti ai quali viene aggiunta una quantità di acqua extra per ottenere maggior volume), la maggior parte delle quali provengono da grassi.

Mentre la margarina non contiene colesterolo, 10 g di burro ne contengono circa 21 mg.

La margarina non apporta vitamine, neanche in tracce, mentre il nostro solito cucchiaio di burro apporta circa il 7% di RDA di vitamina A, e piccole quantità di vitamina E e K.


Grassi


Rispetto al burro, la margarina ha un quantitativo totale di grassi leggermente superiore. Il consumo eccessivo di grassi è responsabile dell’aumento del rischio di obesità e dei fattori di rischio obesità relati per tutte le patologie cardiovascolari e metaboliche come il diabete di tipo 2.

Sarebbe quindi opportuno mantenere il consumo di grassi al di sotto del 35% delle calorie totali assunte quotidianamente con l’alimentazione.


Grassi trans


Il burro non è una fonte significativa di grassi trans, mentre la margarina, nelle sue formulazioni più classiche, è spesso ricca di quelli che sono universalmente considerati la peggiore classe di grassi dal momento che, non solo procurano un incremento del colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, ma causano inoltre il decremento del colesterolo LDL, il colesterolo “buono”.

I grassi vegetali alla base della composizione della margarina, sono generalmente liquidi a temperatura ambiente, cosicché, allo scopo di ottenere un grasso solido, questi oli vengono idrogenati, con la produzione di grassi trans.

Il consumo sicuro di grassi trans idrogenati è stimato al di sotto dell’1% delle calorie quotidiane provenienti dall’alimentazione, all’incirca 2 g.

Se si consuma carne rossa quotidianamente questo quantitativo è già al limite, lasciando poco spazio ad altri grassi dannosi provenienti da prodotti commerciali.

Anche se la margarina è priva di colesterolo, il contenuto di grassi trans idrogenati la rende un alimento qualitativamente peggiore del burro, sebbene anche quest’ultimo vada consumato con parsimonia, proprio per il suo discreto contenuto in colesterolo.

Bisogna inoltre prestare attenzione alla lettura delle etichette, anche le margarine che riportano il claim “senza grassi trans” non sono necessariamente davvero prive di grassi trans idrogenati.

 

La dicitura “0 g” non significa che questa classe di grassi sia del tutto assente nel prodotto considerato. Le attuali norme sull’etichettatura infatti, consentono di definire a zero grassi anche quegli alimenti che presentano lipidi in quantità uguali o inferiori a 0,5 g per 100 g.

A meno che non si osservi un regime strettamente privo di carne rossa, latte e derivati, è altamente raccomandabile evitare prodotti commerciali contenenti grassi vegetali idrogenati. La quantità di grassi saturi provenienti dall’alimentazione non dovrebbe superare i 15 grammi quotidiani, per un adulto sano e mediamente attivo.

In ogni caso, anche i vegani devono osservare scrupolosamente le etichette degli alimenti industriali a loro riservati, soprattutto dal momento che molti di questi spesso sono ascrivibili in tutto e per tutto al junk food, soprattutto quando si tratta di alimenti precotti o a lunga conservazione


In Conclusione


In conclusione, è preferibile spendere un po’ di tempo e denaro in più alla ricerca di un buon burro di qualità, invece che accontentarsi di una margarina industriale, magari abbellita da qualche espediente pubblicitario che fa riferimento al fitness o, misteriosamente, al benessere.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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