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Allenamento

Elettrostimolatore Muscolare | A Cosa Serve? Funziona Davvero?

Dallo scrittore Myprotein Sergio Chisari, personal trainer certificato e atleta (sergiochisarifitness.com).


Elettrostimolatore Muscolare


Oggi parliamo di elettrostimolazione muscolare, a cosa serve, se funziona, come e in quali casi potrebbe essere impiegato.

L’elettrostimolazione è una tecnica che si basa sull’eccitazione delle cellule nervose, quindi delle fibre muscolari, attraverso gli impulsi elettrici; tali impulsi, propagati attraverso degli elettrodi applicati sulla zona che intendiamo allenare e  collegati ad una macchina, l’elettrostimolatore, servono appunto a stimolare la contrazione muscolare.

Le onde elettriche che partono dal dispositivo possono essere modulate con varie  schede dai parametri diversi tra loro, a seconda della zona interessata o del tipo di stimolazione che intendiamo dare.

L’impiego di questo dispositivo però, va detto, al di là di quelli che sono i proclami pubblicitari, non dovrebbe riguardare un muscolo sano in un soggetto in forma ed allenato; a tal proposito, parecchi hanno avanzato infatti pareri negativi.


A Cosa Serve?


L’elettrostimolatore viene applicato su gruppi muscolari ben definiti, lavora pertanto su un solo distretto alla volta e questo può portare, se utilizzato da un atleta che si allena regolarmente ed in ottima forma, a possibili squilibri nella sua catena muscolare: è doveroso qui ricordare che ogni muscolo agonista trova un suo equilibrio, infatti, nel suo immediato antagonista con cui lavora in sinergia, mentre l’elettrostimolatore lavora SOLO sul muscolo su cui vengono applicati gli elettrodi.

Lo squilibrio che si crea a carico dell’apparato muscolare può creare anzi danni notevoli.

Se invece si decide di allenare ugualmente tutti i gruppi muscolari come avviene normalmente in palestra ma stando comodamente seduti sul divano di casa, come recitano gli spot pubblicitari con tanto di testimonial muscolosi e tonici, il tempo richiesto per farlo totalmente e completamente sarebbe infinitamente più lungo di quello impiegato in una nostra seduta quotidiana in palestra con la “ghisa”: non risolvendo così nemmeno uno dei problemi che spinge spesso ad acquistarlo, cioè la mancanza del tempo di andare ad allenarsi in palestra.

elettrostimolatore muscolare

Pensiamo invece se ad utilizzarlo fosse un podista, magari un maratoneta per sedute di allenamento medio-lunghe: considerando infatti che nella corsa i distretti muscolari impiegati sono almeno quattro (quadricipite, femorale, polpaccio, tibiale), calcolando che debbano essere elettrostimolati tutti e che non si possa farlo contemporaneamente (a meno che non si disponga di più dispositivi), una seduta di 50-60 minuti di corsa verrebbe dilatata almeno in 3 ore e mezza, se si vogliono stimolare virtualmente tutti e quattro i distretti!!!!  Detto tra noi, non ne vale la pena.

Esiste anche l’uso delle stimolazioni elettriche per il recupero attivo di un allenamento, ma, anche in  questo caso, chi ne fa uso più spesso?

Generalmente  l’ atleta professionista, cioè chi per professione (ad esempio il top runner) si allena 6 volte alla settimana, anche  in due sessioni quotidiane:  per un atleta amatore, che si allena 4/5 volte alla settimana, con una sessione di allenamento al giorno, il riposo è assolutamente più che sufficiente a recuperare.

Inoltre, c’è un altro fattore da tenere in considerazione:  il movimento di contrazione muscolare determinato dagli impulsi elettrici che partono dalla macchina è puramente meccanico; la macchina non può tener conto, infatti, dei processi ormonali importantissimi che si verificano durante lo sforzo muscolare e dell’attivazione di tutti i  propriocettori muscolari ed articolari, oltre che della sintesi proteica.


Per la riabilitazione

Naturalmente quelli che vi ho descritto sono alcuni dei motivi per cui l’elettrostimolatore, a mio parere,  non dovrebbe essere utilizzato su un soggetto sano e ben allenato; il discorso varia leggermente quando si parla invece di riabilitazione da un infortunio.

Quando non ci sono, per riabilitare l’infortunio o per evitare l’immobilità in attesa del recupero, sport alternativi e il riposo obbligato è piuttosto lungo e supera la settimana, allora l’elettrostimolazione può essere consigliata: se non si è in grado di allenarsi correttamente e costantemente, gli elettrodi applicati sul muscolo in riabilitazione possono  aiutarlo a non perdere  tonicità ed elasticità; anche in questi casi, però, il fai-da-te casalingo sarebbe da sconsigliare, in quanto l’utilizzo dello strumento in fase di recupero da un infortunio deve sempre essere monitorato, pena, ad esempio, un sovraccarico a livello tendineo nella zona.

Inoltre un esame come l’elettromiografia è fondamentale proprio per verificare che la contrazione del muscolo stia avvenendo nella maniera corretta. Inoltre, trattandosi di un muscolo lesionato, le pause durante la stimolazione devono sempre essere particolarmente lunghe, perché la stimolazione elettrica affatica naturalmente  il muscolo: anche in questo caso sarebbe necessario un monitoraggio da parte di personale competente.


Conclusioni


In conclusione, dei tre ambiti in cui l’elettrostimolatore si ritenga possa essere utilizzato, e cioè quello estetico, quello terapeutico e quello sportivo, ritengo che sia altamente consigliato (anche se, ripeto,  meglio non utilizzarlo a casa senza un supporto fisioterapico competente) solo per il secondo ambito: a livello estetico, massaggi, drenaggi, rassodamenti possono fare altrettanto bene lo stesso lavoro, dell’ambito sportivo si è già detto.

Molti lo acquistano, infine, per dimagrire, credo che questo sia anzi  il settore dove venga più ampiamente pubblicizzato: ricordate che l’elettrostimolazione non serve a bruciare calorie.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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