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Alimentazione

Zenzero Proprietà Dimagranti | É Vero? Come Assumerlo?

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Zenzero: Cos’è?


Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale (Cina, India e Brasile), è provvista di rizoma (“radice rigonfia” modificazione del fusto con principale funzione di riserva contenente per la maggior parte amido) carnoso e densamente ramificato.

Presenta un odore aromatico caratteristico; un sapore pungente ed aromatico; di colore, internamente, dal giallo chiaro al bruno.

La radice viene raccolta, lavata ed essiccata per circa 8 giorni. Se la cuticola esterna viene lasciata in sede si parla di zenzero grigio, se invece viene tolta si fa riferimento allo zenzero bianco, di esclusiva produzione in Giamaica.

Il nome del tubero deriva dal primitivo sanscrito “srngavera” che significa “corno” analogicamente ai molteplici corni presenti nella sua forma. Con il diffondersi della pianta in vari stati si è poi giunti alla denominazione botanica latina di “zingiberis” (a metà strada tra l’antico nome in lingua pali (lingua indiana) “singivera” e l’arabo “zanjabil”).


Un po’ di storia

Gli Atzechi fecero un grande uso dello zenzero e lo ritenevano un dono fatto dal Dio: “Quetzacoatl” (nome atzeco del dio serpente piumato dell’antica Mesopotamia, fra le divinità più importanti per molte civiltà messicane e centro-americane).

Gli arabi ne detennero per molto tempo il commercio e lo usavano sottoforma di zenzero candito nei loro harem come afrodisiaco femminile. Greci e Romani usavano molto questa spezia per aromatizzare il pollo e le lenticchie.

La scuola Medica di Salerno, la più importante istituzione medica in Europa del Medioevo, gli diede un importante ruolo per contrastare “il freddo dello stomaco, dei reni e del polmone” e per “accendere di amor novello”. Mattioli, medico umanista toscano (1501 – 1578) la riporta con il nome di “Gengevo” e sottolinea come abbia “la qualità di riscaldare, di far dirigere e di muovere leggermente il corpo”, concludendo che “è utile allo stomaco, vale a tutti gli adempimenti della vista e mettesi negli antidoti!”


Proprietà


Nella medicina islamica si parla di pianta che stimola la digestione e intensifica l’attività sessuale. Nella letteratura di ogni epoca rientrano gli effetti antisettici e cicatrizzanti. Nella medicina popolare è sempre stato usato per le qualità digestive e corroboranti. E’ stato indicato per tutte le malattie da raffreddamento, nella febbre, nelle digestioni lente, nell’anemia, nella dismenorrea e nella prevenzione delle malattie infettive. Per uso esterno veniva utilizzato come antidolorifico nelle forme reumatiche. Nella tradizione occidentale erboristica e culinaria viene utilizzato come antinfiammatorio, antisettico, antiossidante, decongestionante e stomachico. [1]


Principi attivi

Il rizoma contiene i principi attivi della pianta ovvero, 1-4% di olio essenziale e un’oleoresina. La composizione dell’olio essenziale varia in funzione della provenienza geografica delle piante, ma i principali costituenti, gli idrocarburi sesquiterpenici (responsabili dell’aroma), sembrano essere una presenza costante.

Questi composti comprendono -zingiberene, -ar-curcumene, -?-sesquifellandrene e ?-bisabolene. Inoltre, sono presenti aldeidi monoterpeniche e alcooli. I costituenti che conferiscono l’odore acre alla droga e probabilmente anche parte delle sue proprietà antiemetiche sono stati identificati nei composti noti come gingeroli e nei corrispondenti prodotti di deidratazione, noti come shogaoli.

Zenzero Proprietà Dimagranti


Cosa dice la scienza

Al di là degli aspetti storici e la “medicina popolare”, facendo riferimento a quanto riportato dalla letteratura scientifica cerchiamo di fare il punto della situazione sui possibili effetti e sulle modalità di impiego dello zenzero.

Partiamo col dire che se normalmente per la maggior parte delle spezie non ci sono grosse differenze fra le spezia fresca e quella secca, lo zenzero risulta esplicare azioni diverse in base alla forma utilizzata. Come detto lo zenzero fresco si presenta come una radice nodosa di colore beige e con la polpa bianca.

Si trova sia con la pelle, zenzero grigio, sia scorticato, zenzero bianco, quando lo si acquista è preferibile la prima forma perché la pelle permette una più lunga conservazione.

Lo zenzero essiccato o in polvere, ha meno sapore di quello fresco, e può essere conservato per molto tempo senza particolari precauzioni se tenuti in un luogo fresco e asciutto. L’olio essenziale, è infine un concentrato di principi attivi ma ha dei costi molto elevati per via della difficoltà di estrazione e purificazione dello stesso.

Il gingerolo contenuto nello zenzero sembra essere un ottimo carminativo perché ripristina la giusta acidità gastrointestinale e aiuta a combattere la flautolenza e il meteorismo, favorendo l’eliminazione dei gas intestinali e contrastandone la nuova formazione è inoltreun calologo, cioè aumenta la secrezione biliare.

Almeno otto studi clinici hanno valutato gli effetti della radice di zenzero sui sintomi della cinetosi. Quattro di questi studi hanno dimostrato che la radice di zenzero per via orale è efficace nella profilassi della nausea e del vomito.

Sembra avere inoltre attività anti ematica. Uno studio ha dimostrato come l’azione emetica periferica del solfato di rame venisse inibita in cani trattati con una dose intragastrica dell’estratto di zenzero, al contrario lo stesso estratto di zenzero non ha inibito nei piccioni l’emesi indotta attraverso l’apomorfina ad esempio. Questi risultati suggeriscono che l’attività antiemetica dello zenzero sia periferica e che non coinvolga il sistema nervoso centrale. L’azione antiemetica dello zenzero è stata attribuita all’azione combinata degli zingeroni e degli shogaoli.

Per quanto riguarda le proprietà antinfiammatorie iniziamo col dire che uno dei meccanismi dell’infiammazione è l’aumentata ossidazione dell’acido arachidonico, che, metabolizzato dalla cicloossigenasi e dalla 5-lipossigenasi, porta a produrre la prostaglandina E2 e il leucotriene B4, due potenti mediatori dell’infiammazione. Studi in vitro hanno dimostrato che l’estratto di zenzero con acqua calda inibisce l’attività della cicloossigenasi e della lipoossigenasi nella cascata dell’acido arachidonico; quindi, l’attività antiinfiammatoria della droga può essere dovuta nella diminuzione nella formazione di prostaglandine e leucotrieni.

La droga è risultata essere anche un potente inibitore della trombossano sintasi e ha aumentato i livelli della prostaciclina senza contemporaneamente provocare un aumento delle prostaglandine. Uno studio cinese ha mostrato che 113 pazienti affetti da dolori reumatici e dolori cronici a carico della fascia lombodorsale cui era stato iniettato un estratto di zenzero al 5-10% nei punti dolenti o nei noduli reattivi hanno beneficiato della scomparsa totale o parziale del dolore, della diminuzione dell’edema alle giunture e del miglioramento o della ripresa della funzione articolare.

È stato riportato che la somministrazione orale di polvere di zenzero a pazienti affetti da reumatismi o malattie dell’apparato muscoloscheletrico diminuisce in varia misura il dolore e l’edema.

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Ma cosa dicono gli studi per quanto riguarda perdita di peso e consumo di zenzero? Iniziamo col dire che alcuni studi sembrano dimostrare effetti regolatori nei confronti di glicemia (ipoglicemizzante), e l’utilizzo di zenzero in pazienti diabetici può essere di aiuto proprio per le caratteristiche ipoglicemizzanti, il meccanismo in cui indurrebbe tale effetto è stato studiato attualmente soltanto su ratti (estratto etanolico di zenzero) affetti da diabete di tipo 1, purtroppo il meccanismo di azione non è stato ancora compreso del tutto.

Un altro studio ha cercato di stabilire le possibili relazioni tra consumo di un estratto caldo di zenzero (decotto) sul dispendio energetico (termogenesi), appetito, sazietà e fattori di rischio metabolici in individui in sovrappeso. 10 uomini di età compresa tra i 37 e i 42 anni con un BMI medio del 27.2 sono stati sottoposti a calcolo del metabolismo basale (calorimetria indiretta) 6h dopo il consumo di una colazione a base di un decotto contenente 2g di zenzero o privo dello stesso come controllo. Sono poi stati monitorati ad ogni ora sensazioni di sazietà, appetito e sono stati prelevati campioni ematici dopo 3h dalla colazione.

I risultati hanno dimostrato un lieve effetto termogenico successivo al consumo del decotto (43 kcal/d) paragonato alla colazione “controllo”, i risultati delle analisi su sazietà e appetito hanno invece dimostrato risultati più interessanti (metodo VAS visual analog scales). Le analisi ematiche non hanno invece dimostrato correlazioni con glicemia, insulina, lipidi o marker infiammatori.

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Questo studio dimostra quindi come probabilmente lo zenzero possa avere un effetto termogenico sull’individuo aumentando il metabolismo basale dello stesso e come possa essere utile nel controllo dell’appetito, per quanto riguarda l’effetto sui pathway metabolici legati a glicemia e insulina non vi sono stati riscontri. In ogni caso sono necessari senz’altro ulteriori studi per poter affermare che lo zenzero possegga tali proprietà. (Ginger consumption enhances the thermic effect of food and promotes feelings of satiety without affecting metabolic and hormonal parameters in overweight men: A pilot study – Muhammad S. Mansour1, Yu-Ming Ni1, Amy L. Roberts2, Michael Kelleman2, Arindam RoyChoudhury3, and Marie-Pierre St-Onge1,2 – Institute of Human Nutrition, Columbia University, New York, NY 10036).


Conclusioni


In conclusione, lo zenzero é sicuramente ricco di principi attivi che possono apportare benefici all’individuo. L’utilizzo in cucina come spezia o nella preparazione di decotti sembrano essere le modalità più semplici per introdurre questo “alimento” a tavola. Reperti storici riportano il suo impiego fin dal 1300 (Aztechi), tutt’ora viene sottoposto ad esami, studi ed esperimenti scientifici al fine di comprendere a pieno i meccanismi e i possibili effetti nell’utilizzo dei suoi principi attivi, sarà dunque necessario attendere ulteriori conferme o nuovi risultati in grado di definire a pieno proprietà e benefici dello stesso.

Riferimenti


Myprotein

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Scrittore ed esperto


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