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Alimentazione

Rapporto Peso Altezza | Qual è Quello Ottimale?

Dallo scrittore Myprotein Domenico Grullo, studente in Medicina e Chirurgia.


Rapporto Peso Altezza


Tra i tanti parametri biometrici a nostra disposizione, cioè quegli strumenti che applicati alla vita umana sono in grado di misurare e valutare le grandezze biofisiche e quantificare determinati comportamenti, troviamo il BMI (Body Mass Index) o Indice di Massa Corporea, che mette in relazione il peso del soggetto con il quadrato della sua altezza in metri.

E’ sicuramente uno degli strumenti più utilizzati per valutare la salute e la forma fisica del soggetto.

La formula matematica è: Peso (in kg)/Altezza2 (in metri)

ad esempio un soggetto che pesa 70 kg e alto 1,65 metri avrà un BMI di 25,7.

Il range ideale per una persona dovrebbe essere tra 20 e 25: infatti in questo intervallo di BMI la Organizzazione Mondiale della Sanità ha riscontrato la più bassa incidenza di malattie cardiovascolari, di diabete, ipertensione, malattie osteoartrosiche e altre patologie potenzialmente letali.

In questo intervallo infatti il soggetto è considerato normopeso e quindi con la minor probabilità di ammalarsi di patologie croniche attribuite maggiormente all’elevata percentuale di massa grassa o a gravi deficienze ponderali.

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Gli intervalli a sinistra e a destra di quello che è considerato l’intervallo ideale comportano l’insorgenza di varie patologie.

Al di sotto dei 18,5-19 (a seconda dell’intervallo considerato dai vari autori o dai vari specialisti) si parla di magrezza o soggetto sottopeso, che può diventare magrezza grave quando l’indice scende al di sotto di 16-16,5.

Già al di sotto dei 18, ma con incidenza sempre maggiore, avvicinandoci ai valori più bassi dell’intervallo la magrezza eccessiva può comportare l’insorgenza di endocrinopatie, che riguardano le ghiandole come tiroide, paratiroidi, pancreas, surrene, timo e fegato, malattie gastrointestinali, abbassamento delle difese immunitarie e quindi infezioni ricorrenti ma anche la comparsa di lesioni neoplastiche e malattie muscoloscheletriche.

Infatti, a seconda della causa della magrezza del soggetto (disturbi alimentari, impossibilità nel procurarsi cibo, eccessivo stress psicofisico, problemi intestinali) si avrà l’insorgenza di una o di un’altra patologia, fino ai casi più gravi in cui nemmeno l’alimentazione artificiale è più efficace e si arriva alla morte.

Sembra un paradosso, ma anche chi presenta i valori più alti del BMI (considerati: >25 Sovrappeso, >30 Obeso, >35 Obesità Media e >40 Obesità Grave) vedrà un aumento del rischio delle stesse patologie di chi presenta magrezza grave e cioè disturbi endocrini, immunitari, gastrointestinali, neoplastici e in più le patologie di origine cardiocircolatoria e vascolare.

Eclatanti sono i casi di persone costrette all’immobilità dal loro peso eccessivo e che trovano faticoso anche il semplice respirare, frutto di anni in cui il cibo è stata la sola valvola di sfogo che li ha portati verso un’inesorabile autodistruzione.

rapporto peso altezza


Limiti Del BMI


Ritornando all’uso del BMI come parametro biometrico, ci sono comunque da segnalare i limiti di questo strumento che è si molto pratico ma contemporaneamente poco attendibile. Per prima cosa il calcolo dell’indice non è applicabile alle persone più basse di 150 cm e a quelle più alte di 2 metri in quanto dà una scarsa attendibilità, così come ai soggetti in fase di crescita, quindi bambini ed adolescenti, per i quali si utlizza la tabella dei percentili, cioè si confronta il BMI calcolato con quello della tabella e li si inserisce nella classe di appartenenza più appropriata.

Inoltre è di scarsa attendibilità per quanto riguarda gli atleti; due soggetti che presentano gli stessi parametri e quindi lo stesso BMI non vuol dire che hanno la stessa percentuale di grasso corporeo: un soggetto può essere un tipo sedentario e quindi con una forte componente adiposa, mentre l’altro un atleta con una percentuale maggiore di massa muscolare.

in questo caso quindi il BMI risulta totalmente inappropriato e dovrebbe essere affiancato da altri strumenti antropometrici quali la plicometria o la bioimpedenziometria con i quali calcoliamo la percentuale di grasso corporeo  e il rapporto massa magra/massa grassa (il primo metodo più veloce e meno accurato attuabile con un piccolo strumento tascabile, il secondo più accurato ma più costoso e meno pratico).

Invece per quanto riguarda il primo soggetto (quello sedentario), il calcolo risulta molto più accurato, in quanto l’indice trova il miglior riscontro proprio con queste condizioni preliminari ed in una stima iniziale del loro stato di salute.

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In più non tiene conto della costituzione fisica del soggetto, facendo apparire un longilineo come normopeso ma avente una percentuale di grasso  più alta del normale e un brevilineo, che anche se presenta una quantità di grasso normale, rientra nella categoria dei sovrappeso.

Su Internet ci sono molti calcolatori del peso ideale che oltre a presentare il calcolo del BMI, normalizzano il soggetto anche rispetto ad alcune circonferenze corporee, tipo vita e fianchi o qualcuno più sofisticato al valore delle pliche corporee, all’età e al sesso, portandoci più vicino al nostro effettivo stato di salute, a partire dal quale possiamo stimare la nostra condizione iniziale e valutare opportuni cambiamenti per stare più in forma.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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