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Allenamento

Stiramento | Quali Sono Le Cause? Come Si Cura? Tutto Spiegato!

Dallo scrittore Myprotein Domenico Grullo, studente in Medicina e Chirurgia.


Stiramento


Nel mondo dello sport gli infortuni sono all’ordine del giorno e colpiscono con la stessa frequenza sia i grandi campioni che lo sportivo del sabato pomeriggio.

Le cause ovviamente sono diverse, ma prima o poi tutti ne abbiamo fatto i conti. Quello su cui ci focalizzeremo in questo breve articolo è lo stiramento: anche denominato elongazione, è un infortunio di media entità che si pone in mezzo tra la contrattura e lo strappo.


Cause


Non c’è una singola causa per lo stiramento, che possono essere ricercate in tutto il processo sportivo, dal riscaldamento alle fasi successive del gesto atletico.

Infatti una cattiva esecuzione del pre-condizionamento o una sua totale assenza possono provocare una contrattura o uno stiramento; questo perchè il muscolo non è pronto allo sforzo e sia le fibre muscolari che le fibre fusali dei recettori non riescono a rispondere in modo preciso.

Lo stretching e il riscaldamento servono proprio a preparare sia l’apparato muscolo-tendineo che il complesso articolare, facendo aumentare la temperatura, la produzione del liquido sinoviale nelle articolazioni e preparando la componente elastica, sia il sistema nervoso con i suoi recettori.

stiramento

Generalmente il fuso neuromuscolare ha la proprietà di proteggere il muscolo al quale appartiene da allungamenti bruschi ed eccessivi, rispondendo a questo con una contrazione (e contemporaneo rilassamento del muscolo antagonista) oltre a determinare il tono muscolare.

Se il fuso non è sufficientemente pronto e la componente elastica del muscolo fredda allora la contrazione protettiva non si verifica e quindi subiamo un allungamento eccessivo delle fibre.

Sia chiaro però che lo stiramento non provoca rotture dell’intero corpo muscolare; anzi generalmente si tratta di micro lesioni non visibili nemmeno agli strumenti ecografici e nelle quali non vi è versamento ematico, a differenza delle distrazioni o degli strappi muscolari che coinvolgono un numero maggiore di fibre e che comportano una lacerazione più importante ed evidente, con la formazione anche di grossi ematomi e accumuli di sangue.

Però c’è da aggiungere che mentre nelle lesioni importanti prima citate il dolore è lancinante e l’interruzione dell’attività istantanea, con lo stiramento a volte il dolore può essere talmente lieve che lo sportivo continua imperterrito nella sua attività, rischiando di aggravare la situazione e compromettere anche le fibre muscolari circostanti.

Oltre al cattivo riscaldamento, a causare lo stiramento possono essere i seguenti

  • un recupero non ottimale tra una seduta di allenamento e la successiva
  • una preparazione atletica non idonea allo sforzo che si vuole affrontare
  • movimenti improvvisati, bruschi e mal gestiti
  • condizioni ambientali avverse che non permettono un adattamento e un riscaldamento efficace
  • squilibri muscolari o articolari che destabilizzano il corpo durante i movimenti.

Quindi gli aspetti a cui portare un occhio di riguardo sono molti e altrettanti gli accorgimenti da seguire per non infortunarsi.


Chi Sono I Più Colpiti?


Tra i grandi atleti professionisti sicuramente quelli più soggetti a questo tipo di traumi sono coloro che praticano sport di potenza, come Rugby, Calcio, Sollevamento pesi, e le varie discipline della corsa e del salto; infatti il problema principale è proprio passare da una condizione statica ad una dinamica sotto massimo sforzo nel giro di pochi secondi, il che dà poco tempo al muscolo di adattarsi e rispondere in maniera efficace.

Tra le parti del corpo più colpite abbiamo sicuramente i muscoli della coscia, sia quelli anteriori come il Quadricipite che i muscoli posteriori multiarticolari come il Bicipite Femorale; nella gamba invece il più colpito è il tricipite surale; nella porzione superiore del corpo restano molto comuni gli stiramenti ai muscoli delle spalle e al tricipite brachiale, ma di frequente si riscontrano anche stiramenti al retto dell’addome, soprattutto per chi pratica sedute estenuanti di addominali a fine allenamento.


Come Si Cura?


Nel malaugurato caso in cui cadiamo vittime di uno stiramento bisogna seguire un protocollo riabilitativo della durata di almeno 1-2 settimane per scongiurare una ricaduta istantanea.

Già nelle prime fasi si può intervenire applicando del ghiaccio e comprimendo la zona dolorante, in modo da contenere l’area, diminuire il dolore (che però abbiamo detto non essere di forte entità) ed evitare sollecitazione della struttura lesionata.

Successivamente, per un periodo che va da 1 a 3 settimane, si sconsiglia l’esecuzione di attività fisica, anzi dovrebbe essere osservato un riposo assoluto continuando con l’applicazione di ghiaccio o pomate e gel antiinfiammatori.

situp addominali 1

La ripresa delle attività deve essere graduale; un facile test da effettuare per verificare l’avvenuto recupero (parlando di infortuni al quadricipite) è il salire e scendere le scale: se si riesce a percorrere sia la salita che la discesa senza dolore allora abbiamo avuto un recupero della funzionalità e possiamo pensare di ritornare alla pratica sportiva, sempre con una certa gradualità.

Per non ricadere nello stesso infortunio bisogna innanzitutto capire ed analizzarne la causa: se il problema è stato il riscaldamento, allora bisogna effettuarne una seduta più lunga ed efficace; se il problema è l’intensità dello sforzo allora occorre ottenere una condizione fisica migliore oppure abbassare l’intensità degli allenamenti.

Tutto sta nel trovare il giusto compromesso e cercare di non oltrepassare quella linea sottile tra massima performance e rovinoso infortunio. State in salute e buon allenamento.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto