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Alimentazione

Probiotici: Cosa Sono? | Benefici e Differenze Rispetto ai Prebiotici

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Probiotici


Circa un secolo fa, Elie Metchnikoff (scienziato russo, premio Nobel e professore presso l’Istituto Pasteur di Parigi) ipotizzò che i batteri lattici (LAB) fossero in grado di conferire effetti benefici, in particolare favorendo la longevità.

Osservando le abitudini alimentari dei pastori caucasici, difatti, notò come il latte fermentato fosse uno degli alimenti più rappresentati e consumati deducendo allo stesso tempo come la flora intestinale influenzasse in maniera importante la salute e la longevità dell’individuo.

Nei suoi studi successivi notò che modificando il microbiota intestinale e sostituendo microbi proteolitici come ad esempio il Clostridium (in grado di produrre sostanze tossiche dalla digestione delle proteine, come fenoli, indoli e ammoniaca) con microbi utili si potessero trarre diversi effetti benefici.

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A tal proposito realizzò una dieta a base di latte fermentato con un batterio poi da lui denominato “Bacillo bulgaro”. (Metchnikoff E: Prolongation of life. Putman and Sons, New York 1908).

Per arrivare però al “probiotici” dobbiamo arrivare al 1965 quando Lilly e Stillwell definirono, contrariamente agli antibiotici, i probiotici come fattori derivati da microbi che stimolano la crescita di altri organismi.

Nel 1989, Roy Fuller enfatizzò il requisito di vitalità dei probiotici e introdusse l’idea che essi hanno un effetto benefico sull’ospite.

Dopo alcuni cenni storici partiamo col definire e descrivere in maniera generale cosa sono i probiotici.


Che Cosa Sono?


I probiotici sono microrganismi viventi che possono essere integrati in vari tipi di prodotti, quali alimenti, medicinali e supplementi dietetici, definiti come “microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati, in adeguate quantità, come parte di un alimento o di un integratore” (http://www. ministerosalute.it/alimenti/nutrizione/).

Citiamo ad esempio le specie Lactobacillus e Bifidobacterium che sicuramente sono quelle che vengono utilizzate più comunemente come probiotici, ma trovano ugualmente impiego come tali anche il lievito Saccharomyces cerevisiae e alcune specie di E. coli e Bacillus.

I batteri lattici, incluse le specie di Lactobacillus, possono avere un duplice ruolo negli alimenti: sia come agenti per la fermentazione alimentare (ad esempio per la produzione di yogurt) sia come agenti benefici per la salute dell’ospite.

prebiotici

L’autorizzazione all’utilizzo dei probiotici è oggi basata sul rispetto di criteri definiti dalle linee guida internazionali 10 quali identificazione, sicurezza, efficacia (Joint FAO/WHO Working Group on Drafting Guidelines for the Evaluation of Probiotics in Food. London Ontario, Canada, 30 aprile – 1 maggio, 2002).

La dose effettiva, cioè la quantità di cellule batteriche vive e vitali da somministrare ad un individuo, affinché possano esprimersi le proprietà probiotiche, è sicuramente un dato essenziale che dovrà essere stabilito. La sicurezza deve essere comprovata in vitro e in vivo su animali. La maggior parte dei probiotici attualmente noti sono organismi inclusi nella lista GRAS (Generally Recognized As Safe) e pertanto il loro utilizzo è considerato sicuro.

L’efficacia di un ceppo probiotico è valutata con prove in vivo, durante le quali dei volontari consumano il prodotto sotto controllo medico e si sottopongono poi a test specifici, ad esempio la loro capacità di arrivare vivi e attivi nel colon in quantità elevate e successivamente di esplicare l’azione benefica.


Benefici


Facciamo ora una panoramica generale dei principali effetti benefici attribuiti ai diversi ceppi microbici considerati “probiotici” ad oggi:

1) Inibizione della crescita di batteri patogeni (attraverso riduzione del pH luminale, produzione di batteriocine; resistenza lala colonizzazione; blocco dell’adesione epiteliale).

2) Incremento dell’effetto protettivo di barriera (produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA); aumento della produzione di muco; produzione di zoludina; regolazione della permeabilità mucosa; competizione con patogeni e con i rrecettori delle tossine).

3) Immunoregolazione (incremento di IL-10 e TGF-beta e decremento del TNF; incremento di secrezione di IgA) (Moretti A, Papi C, Koch M, Capurso L. Impiego dei probiotici in gastroenterologia: quali evidenze? Argomenti di Gastroenterologia Clinica 2006;19:31-9.)

E’ ormai dimostrato come con l’avanzare degli anni, la flora intestinale, può subire diversi cambiamenti e come molteplici possano essere i fattori in grado di alterarne l’equilibrio: l’assunzione di farmaci, lo stato immunologico, le cattive abitudini alimentari, le diete, la mancanza di moto, condizioni di stress psico-fisico (quando la microflora subisce un’alterazione si parla di “disbiosi” e da essa dipendono vari sintomi dovuti alla graduale distruzione della flora intestinale normale).


Integratori


L’integrazione di un supplemento probiotico può avvenire attraverso l’ingestione di prodotti caseari fermentati o di preparazioni contenenti batteri vivi liofilizzati.

True WheyUn importante accorgimento sarà quello di scegliere un integratore contenente più specie di lattobacilli, per sfruttare al massimo tutte le loro potenzialità metaboliche; e, nel caso dei latticini consumarli il più possibile freschi di produzione o appena tolti dal frigorifero, al fine di garantire la massima concentrazione di vitalità dei batteri.

Cerchiamo di approfondire alcune “indicazioni terapeutiche” tra quelle prima accennate e per tanto attribuite ai probiotici.

Partiamo con l’intolleranza al lattosio, caratterizzata da una serie di sintomi che includono flautolenza, dolori addominali, nausea e diarrea.

Numerosi studi suggeriscono che la supplementazione di bifidobatteri, può ridurre i sintomi da intolleranza.

I soggetti con deficit di lattasi sembrano essere in grado di digerire e tollerare meglio il lattosio contenuto nello yogurt piuttosto che quello contenuto nel latte. (Vesa T.H., Zidi S., Brief F., Pochart P., Rambaud J.: Digestion and tolerance of lactose from yogurt and dif – f e rent semi-solid fermented dairy products containing Lactobacillus acidophilus and bifidobacteria in lactose maldigesters – is bacterial lactase important? European Journal of Clinical Nutrition. 1996).

Diversi studi suggeriscono poi, come i probiotici, in particolare Bifidobacterium longum (veicolato ad esempio con latte acidificato) si sono dimostrati un ottimo rimedio per combattere i casi di diarrea, sia dovuta a terapia antibiotica, sia nei casi di “diarrea del viaggiatore” dovuta a contaminazioni di natura batterica (Escherichia Coli, Shigella, Salmonella). (Black F.T. et al: Prophylactic efficacy of lactobacilli on traveler’s diarrhea.Travel Med. 1989)

Nel caso di malattie infiammatorie corniche intestinali in cui una o più sezioni dell’intestino sono colpite da un processo infiammatorio (cronico), i Bifidobatteri si sono dimostrati in grado di aumentare la produzione di IgA e di aiutare il mantenimento della remissione. (Tissier H: R e c h e rc h e s sur la flore intestinale normale et patologique du nourisson. Thesis University of Paris, France 1900).

Infine, numerosi studi hanno valutato le correlazioni tra dieta e cancro al colon, suggerendo come una dieta squilibrata povera di antiossidanti e ricca di grassi saturi possa costituire un importante fattore di rischio dovuta principalmente all’alterazione della composizione della flora batterica. Questi studi mostrano come l’assunzione di probiotici e prebiotici possa creare un effetto sinergico in grado di ridurre il rischio di sviluppo di cancro al colon. (Abdelali H. et al: Effect of diary products on initiating lesions of colon cancer. Nutrition Cancer. 1995)


Probiotici VS Prebiotici


Abbiamo citato i prebiotici, che spesso vengono confusi proprio con i probiotici, in questa ultima parte di articolo cerchiamo di capire le differenze.

Un prebiotico viene definito come “un costituente degli alimenti non vitale che conferisce un beneficio alla salute mediante una modulazione del microbiota”, (http://www.salute.gov.it), l’azione dei prebiotici è dunque quella di provocare in modo specifico la crescita dei bifidobatteri o lattobacilli o altri probiotici, aumentando pertanto la funzione protettiva degli stessi.

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In pratica, i prebiotici agiscono sui batteri intestinali incrementando il numero di batteri anaerobi benefici e riducendo la popolazione di microrganismi patogeni potenziali.

Ad esempio prebiotici per eccellenza sono le fibre alimentari solubili contenute in alcuni tipi di frutta e verdura. La più importante fibra prebiotica è l’inulina: un polisaccaride idrosolubile che viene estratta principalmente dalla radice di cicoria.

L’inulina ha la capacità di passare inalterata nel tratto intestinale e di essere utilizzata come fonte nutritiva dai batteri probiotici, migliorando selettivamente la composizione batterica e impedendo che eventuali microrganismi patogeni possano prendere il sopravvento su altri. Questa fibra non interferisce inoltre con la normale assimilazione intestinale di sali, quali magnesio, zinco e calcio.

In conclusione, possiamo affermare che l’assunzione di probiotici e prebiotici (simbiotici) può apportare senz’altro una serie di benefici all’individuo attraverso la modulazione della composizione microbica intestinale, favorendo lo sviluppo di batteri “benefici” ed allo stesso tempo inibendo e allontanando quelli considerati “patogeni” e dunque dannosi per l’ospite.

Il consiglio è sempre quello di seguire una dieta varia ed equilibrata introducendo abitualmente il consumo di alimenti come quelli citati in precedenza per i quali diversi studi hanno dimostrato i possibili benefici alla salute del consumatore.

Riferimenti



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Scrittore ed esperto


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