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Benefici Del Cromo | Tutti Quelli Da Conoscere

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, Dottore in scienze e tecnologie alimentari, Laureando in Biological Sciences e istruttore certificato CSEN.


Cromo


Approssimativamente 50 anni fa, studi su ratti mostrarono come il cromo trivalente avesse un ruolo attivo nei riguardi della tolleranza al glucosio (Moukarzel, 2009). Ad oggi il cromo viene considerato un elemento essenziale in tracce, coinvolto nel metabolismo glucidico, lipidico e proteico.

L’intake minimo stimato è attorno i 50-200 µg/day dai 7 anni di età, presente nell’organismo in concentrazioni inferiori allo 0,005% del peso corporeo. Anderson e Kozlovsky riportano come il 90% della popolazione statunitense non soddisfi questo intake giornaliero, ma studi simili riportano casi di carenza in Canada, Gran Bretagna e Finlandia.

I sali di cromo trivalente (la forma presente nei cibi e biodisponibile) si trova in fonti alimentari come fegato, formaggio stagionato, lievito di birra e germe di grano in quantità piuttosto significative, altre buone fonti sono in genere le carni, il pesce, la frutta, i cereali integrali e alcuni vegetali come carote patate e spinaci.

Intake inadeguati sono stati associati ad alterate funzioni metaboliche ai danni dei glucidi e dei lipidi con innalzamenti dell’insulina e riduzione dei recettori della stessa.


Benefici Del Cromo


Dunque, oltre a far parte di numerosi sistemi enzimatici (come metallo catalitico nel sito attivo enzimatico), ricopre un ruolo strutturale nella formazione di strutture proteiche di tipo terziario o acidi nucleici.

La possibilità di legare “ligandi” per facilitare l’interazione con il sito enzimatico avviene grazie all’azione della cromomodulina (Vincent and Bennet, 2007), le azioni di questa proteina sembrano essere da un lato quella di carrier per il trasporto e detossificazione di cromo (Stearns, 2007) dall’altro quello di potenziare l’azione della chinasi insulino dipendente associata al recettore dell’insulina.


1. Metabolismo glucidico


Viene pertanto, definito essenziale per il metabolismo glucidico, ma proviamo a capire il perché.

In risposta al segnale scaturito dall’interazione insulina-recettore il cromo tenderà a muoversi all’interno delle cellule insulino sensibili, queste cellule contengono la proteina apocromomodulina che in seguito ad interazione e legame con il cromo passerà in forma attiva, ovvero, holocromomodulina.

Questo complesso sarà in grado di legarsi con il recettore dell’insulina mantenendolo in una costante “forma attiva” amplificando così l’azione chinasica. Quando i livelli di insulina decrescono l’homocromomodulina si dissocia dal recettore e viene trasportata ed escreta con le urine.

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Cerchiamo di spiegare ancora questo meccanismo, associato ad un complesso organico a basso peso molecolare formato da glicina, cisteina e acido glutammico (tre amminoacidi) e ad acido nicotinico costituisce un fattore di tolleranza al glucosio (FTG), il cromo agisce infatti assieme all’insulina nel promuovere una normale utilizzazione del glucosio.


2. Abbassamento del colesterolo


Effetti indiretti legati a questa azione sembrano essere poi abbassamenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi ematici.

Il cromo organico viene assorbito in maniera molto modesta (1%) mentre quello organico trivalente Cr-III normalmente presente nei cibi sembra essere più assorbibile, tuttavia quando viene assunto come integratore principalmente si fa ricorso a cromo trivalente salificato con acido picolinico, un metabolita del triptofano (cromo picolinato).

Cerchiamo di andare più nel dettaglio riguardo i meccanismi d’azione del cromo, con la consapevolezza del fatto che gli studi a riguardo stanno ancora cercando di comprendere a pieno la sua azione.

Prendiamo in considerazione proprio il picolinato di cromo che sembrerebbe essere in grado di rendere più sensibili all’azione dell’insulina i glucorecettori del sistema nervoso centrale, soprattutto quelli a livello ipotalamico (ventromediano).


3. Stimolazione della termogenesi


L’attivazione di questi recettori produrrebbe effetti quali soppressione dell’appetito, stimolazione della termogenesi e riduzione della secrezione dell’insulina stessa (diminuzione dell’input parasimpatico ai danni delle cellule beta pancreatiche).

D’altro canto in ambito sportivo vengono suggeriti effetti positivi nell’aumento dell’uptake di glucosio a livello muscolare con conseguente aumento di sintesi e capacità di stoccare lo stesso come glicogeno del muscolo e di conseguenza aumentando anche il trasporto di aminoacidi all’interno dello stesso.

Qiao et al. (2009) mostrarono come il cromo fosse in grado di regolare aumentandone l’espressione e la sintesi i livelli di mRNA del recettore insulinico GLUT4 e di conseguenza sintesi di glicogeno e UCP-3 in colture di cellule del tessuto muscolare scheletrico.

I ricercatori precisarono però come questa “up-regulation” fosse in parte dovuta agli effetti dell’insulina (la cui azione in tal senso viene ampiamente dimostrata da altri studi).

Ad ogni modo il cromo sembra avere una qualche implicazione non ancora del tutto chiara nella regolazione dell’espressione di sostanze e complessi critiche nel metabolismo del glucosio.

Inoltre Chen et al. (2006) mostrano come possa interagire e favorire l’attivazione del GLUT4 sulla membrana plasmatica tramite un meccanismo colesterolo-dipendente e di essere in grado di attivare l’AMPK.


4. Effetti anabolizzanti


Se gli studi riguardanti cromo e sport dimostrano come carenze possano determinare cali delle performance, quelli a supporto di effetti ergogenici e/o anabolizzanti necessitano di ulteriori conferme e riprove.


5. Benefici per i diabetici


Difatti, ad oggi gli sudi che riportano benefici a seguiti di supplementazione sull’efficienza insulinica o sulle lipoproteine del sangue sono diversi. Altri studi hanno poi dimostrato il possibile impiego nei soggetti diabetici anche se l’American Diabetes Association afferma in una vasta pubblicazione come tali effetti positivi si esplichino sostanzialmente nel caso in cui il soggetto in questione presenti una carenza di cromo.

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6. Perdita di peso


Viene inoltre ipotizzato che supplementazioni di cromo possano essere coinvolte nella riduzione di grasso corporeo e perdita di peso, ma come detto tale ipotesi, basata sull’azione indiretta dello stesso (amplificazione dell’azione dell’insulina con miglior utilizzo del glucosio e quindi minor utilizzo dello stesso a scopo lipogenico) sono ancora da dimostrare e ad oggi controversi come quelli legati ad effetti anabolici.


Conclusioni


In conclusione, il cromo è ampiamente distribuito negli alimenti, purtroppo trattamenti di preparazione spesso ne determinano una perdita netta, ad ogni modo il fabbisogno di questo elemento è relativamente basso, pertanto una dieta varia e ben strutturata farà sì che difficilmente si potranno verificare carenze.

Per lo sportivo diversi studi suggeriscono il possibile impiego, in particolare in momenti in cui il carico glucidico nella dieta risulti particolarmente elevato aumentando la sensibilità insulinica, tuttavia, studi su possibili effetti ergogenici ed anabolici o sulla perdita di grasso corporeo riportano ad oggi risultati controversi, prima di affermare a pieno tali proprietà dovremo pertanto attendere ulteriori conferme.

Riferimenti



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