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Allenamento

Vigoressia o Dismorfofobia Muscolare | Che Cos’è? Scopri Se ne Soffri

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Vigoressia o Dismorfofobia Muscolare


Per dismorfofobia muscolare (MD) si intende una condizione caratterizzata dalla preoccupazione, in persone visibilmente muscolose, di essere troppo magre e poco prestanti.  Pope, uno psichiatra, nel 1997 descrisse questa condizione definendola “una preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolati”.

Il primo a descrivere il problema della bigoressia fu proprio Harrison G. Pope, Professore di psichiatria all’università di Harvard, che nel suo libro The Adonis Complex la definì inizialmente anoressia inversa (reverse anorexia), con riferimento al fatto che la paziente anoressica si vedeva grassa, pur essendo magrissima, il soggetto vigoressico si vedeva sempre magro e non muscoloso anche dopo aver raggiunto un fisico molto muscoloso e atletico.

vigoressia dismorfofobia muscolare

Successivamente Pope ribattezzò questa condizione come “dismorfofobia muscolare” (muscle dysmorphia), ossia un particolare tipo di disturbo da dismorfismo corporeo in cui la preoccupazione non era limitata ad un’anomalia fisica specifica ma riguardava tutto il corpo.

La DM può essere definita in diversi modi: bigoressia (big=grande e orex=appetito, “fame di grossezza”, smania di avere un corpo più muscoloso e allo stesso tempo magro rispetto a quello che si percepisce di avere); vigoressia (vigor=forza e orex=appetito, fame, desiderio di essere forte e vitale); complesso di Adone (personaggio della mitologia greca, raffigurante l’ideale di bellezza maschile).


Epidemiologia


In genere interessa uomini, soprattutto nell’età compresa tra i 15 e i 35 anni praticanti sport come football, wrestling o body-building, dove gli allenamenti sono finalizzati a sviluppare muscolatura e forza. (Leone James E.; Edward J. Sedory; Kimberly A. Gray. 2005). Nel mondo circa 100.000 persone sembrano soffrire di questo disturbo ma con grande probabilità tale prevalenza risulta sottostimata per via della difficoltà nel riconoscere chi ne è affetto.

Anche le donne sono però soggette a DM, uno studio svolto nelle palestre di Boston ha riportato come il 33% delle intervistate abbia ammesso di utilizzare o aver utilizzato steroidi anabolizzanti, a volte, con dipendenza da tali sostanze. Il 56% delle utilizzatrici riportava sintomi ipomaniacali durante l’uso e il 40% sintomi depressivi se in astinenza. Infine, sia le utilizzatrici che le altre evidenziavano rigidi regimi dietetici (Eating disorder bodybuilder type) e insoddisfazione per il proprio aspetto fisico.

Disturbo alimentare, dismorfismo corporeo o disturbo ossessivo-compulsivo? Attualmente la dismorfia muscolare non è inclusa nel DSM IV come categoria diagnostica a sé stante e si discute se debba essere classificata tra i disturbi dell’alimentazione o come sottotipo del disturbo da dismorfismo corporeo.

Secondo Pope nonostante i sintomi tipici dell’anoressia nervosa e di quella inversa siano comparabili, la caratteristica principale del secondo caso risulta essere la preoccupazione relativa al proprio corpo mentre i disturbi alimentari (controllo esagerato dell’alimentazione) ricoprono un ruolo “secondario” (Olivardia, 2001).

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Infatti, nonostante la DM presenti alterazioni della sfera sensopercettiva e dello schema cognitivo come nei casi di anoressia e bulimia, numerosi autori hanno suggerito che la bigoressia debba rientrare nello spettro dei disturbi ossessivi-compulsivi, in cui l’ossessione è rappresentata dal pensiero sul proprio corpo, sui propri muscoli e la compulsione dalle ore passate in palestra, dal tempo passato a guardarsi allo specchio o dal controllo esagerato dell’alimentazione (ortoressia).

La preoccupazione principale dei soggetti affetti da dismorfofobia muscolare non è quanto magri possano diventare piuttosto quanto grossi e muscolosi.

Uno studio condotto su 63 uomini con BDD (body dysmorphic disorder) diagnosticato ha cercato di comparare soggetti affetti da MD con quelli da semplice BDD, dimostrando come gli individui affetti da MD si prestino più facilmente a comportamenti ossessivo-compulsivi (allenamento e dieta), istinti suicidi, e dipendenza da farmaci come steroidi e anabolizzanti.

Un altro studio (Asier Martìnez Segura et al. 2015), ha focalizzato invece l’attenzione sulla dieta di soggetti affetti da DM comparando 45 atleti affetti da DM con 96 atleti normali tra i 18 e i 45 anni che cercavano di aumentare la massa muscolare.

I risultati dimostrano come l’apporto calorico sia in generale superiore nei soggetti affetti da DM e come il consumo di proteine passi da una media di 1,5 g/Kg/d negli atleti “normali” a quantitativi superiori ai 2 g/Kg/d nei soggetti con DM, per quanto riguarda gli altri macro e micronutrienti non sono invece riscontrate differenze significative.


Sintomi


Dispercezione corporea ovvero preoccupazione patologica rispetto ad un corpo ritenuto non sufficientemente asciutto e muscoloso (in casi estremi si arriva a farsi impiantare protesi nei pettorali per raggiungere la forma ideale); comportamento di addiction nei confronti dell’esercizio fisico.

Il bigoressico è schiavo dell’allenamento al punto da passare in palestra tutto il proprio tempo libero, perdendo di vista lavoro, amici, famiglia; possibile abuso di sostanze anabolizzanti per incrementare la massa muscolare e migliorare le proprie prestazioni fisiche; comportamento alimentare disturbato fino ad arrivare all’ortoressia, ovvero all’applicazione di ferree regole alimentari. Si tratta di un piano alimentare molto rigido e sbilanciato, ricco di proteine e povero di grassi e con un preciso calcolo delle calorie assunte.


Complicanze 


L’ossessione dell’individuo affetto da DM non trova mai realizzazione, non importano i risultati ottenuti perché, in ogni caso, per la persona appariranno sempre inferiori a quanto voleva ottenere; il soggetto dedica la maggior parte del tempo a soddisfare questo suo desiderio, non dando importanza al resto della propria vita. Il problema principale, è che il soggetto può arrivare a fare uso di farmaci che aumentano la tonicità muscolare, che possono rivelarsi tossici per l’organismo.

I pericoli principali per i soggetti affetti da tale patologia risultano dunque essere: l’abuso da sostanze anabolizzanti, depressione con tentativi di suicidio, overtraining con conseguenti infortuni (tendiniti, rotture tendinee, patologie muscolari, fratture da stress), alterazione dei livelli di cortisolo e indebolimento del sistema immunitario.

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L’eziopatogenesi di questa patologia non è del tutto nota. Si suppone che sia focalizzata attorno a due determinanti principali, non del tutto indipendenti l’uno dall’altro. Il primo ad essere chiamato in causa è il fattore genetico: ci sarebbe un fattore biologico predisponente per cui alcune persone sarebbero particolarmente inclini per natura a sviluppare patologie di questo tipo (con forte connotazione ossessivo-compulsiva).

La seconda causa è di ordine psichico e interessa la bassa autostima dei soggetti affetti da questa patologia: spesso il giovane adulto bigoressico è stato un bambino esile, magrolino e cagionevole, deriso dagli amici e dai compagni di scuola oppure ultraprotetto dai genitori che ha ora trovato un modo per rivalersi, per difendersi e proteggersi creando una specie di corazza muscolare.


Terapia


Non è ancora chiaro quale sia l’iter terapeutico più efficace; inoltre è spesso è molto difficile diagnosticare tale problema e successivamente, convincere chi ne soffre ad iniziare una terapia. L’Harvard Eating Disordes center afferma che studenti affetti da questo disturbo debbano essere trattati con il massimo rispetto ed empatia per evitare che questi vengano “spaventati” dal fatto che qualcuno voglia modificarne la partecipazione nello sport.

Come riportato da Dawes e Mankin (2004), la strategia migliore in tal senso risulta essere un approccio multidisciplinare che combini professionalità mediche, nutrizionali e psicologiche.


Conclusioni


La dismorfofobia muscolare è una patologia emergente. Le pressioni sugli uomini per apparire più muscolosi e asciutti hanno promosso un aumento di quei disturbi psico-comportamentali spesso legati all’anoressia e alla bulimia nervosa.

Gli atleti sono particolarmente suscettibili allo sviluppo di disordini della percezione dell’immagine corporea soprattutto per le pressioni esercitate dall’ambiente sportivo e dalla moda che promuove i muscoli e la forza.

È quindi necessario, vista l’importanza che giorno dopo giorno sta assumendo questa patologia, che gli studiosi continuino in futuro a monitorare e documentare l’incidenza della bigoressia nella popolazione e cerchino di trovare la corretta terapia farmacologica e psicoanalitica per far fronte a tale disturbo.

Riferimenti



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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