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Alimentazione

Pancia da Birra | Come Eliminarla in Maniera Seria Ma Dissacrante

Dallo scrittore Myprotein Mark Basilico, food blogger esperto di alimentazione sana e appassionato di fitness.


Pancia da Birra e Dintorni


Come eliminarla in maniera seria ma un po’ dissacrante, fra Lingerie Football League & birre del Real Madrid


– Parte I –


Argomento scottante, direi. La prendo alla larga. Proprio in questi giorni mi è capitato d’incontrare una coppia un po’ stravagante, un bel duo affiatato, originari entrambi di Stutton, North Yorkshire; lei incinta già di diversi mesi, pancia prominente, lentiggini, sorriso ammaliante; lui affabile, fissato coi pantaloni a zampa d’elefante e pancione vistoso, più grande di quello della consorte, e di molto, moltissimo.


LA CLASSICA PANCIA DA BIRRA

La loro provenienza, l’Inghilterra, già la dice lunga su di lui, Jean-Pierre, in particolare. Nome non tipicamente anglosassone spiegato dal fatto che la madre vanta nel suo curriculum una cotta giovanile per l’attore francese Jean-Pierre Cassel (lo so vi suona familiare, è il padre dell’oggi più famoso Vincent e in alcune foto sembra una sua copia senile). Fra i tanti film cito al volo, giusto per inquadrare il soggetto, “Arsenio Lupin contro Arsenio Lupin”, da non confondersi col cartone animato, anche se Jean-Pierre, svampito e dinoccolato com’è, ce lo ricorda eccome il personaggio del manga giapponese, a imitazione di un incrocio tra Lupin III e Celentano.

Jean-Pierre (mi esimo dal dirvi come hanno chiamato la sorella) ci tiene a confermare il luogo comune, ne va fiero, della potenza di fuoco nonché bellicosità ”birrifere” (perdonatemi il neologismo) delle festose genti del Nord Yorkshire, e ancor più ci tiene a esporre il frutto di cotanta devozione alcolica.

Ah già, cosa da non sottovalutare, fervido sostenitore, all’insaputa della moglie, e appassionato della LINGERIE FOOTBALL LEAGUE. Non ci credevo manco io, ma esiste sul serio e vi esorto con vivido, vibrante calore a darci uno sguardo, non ve ne pentirete (indimenticabili le mischie, le risse e quando le quarterback urlano ”hut”).

Una sera ci siamo ritrovati a bere qualcosina insieme, e fin qui niente di nuovo. Allora perché tutta sta manfrina introduttiva?

Ad un certo punto, mentre ci stavamo scolando l’ennesima birretta (ovvio, il suffisso diminutivo è ironico), così d’emblée, dal nulla e come se nulla fosse, in perfetto sincrono lui e signora si son alzati in piedi scostandosi la maglietta all’insù, quasi fino al collo, per mostrarmi le loro pance a dir poco stra-bordanti.

Immaginate la scena: l’uno accanto all’altra, adipe ben in vista, ognuno con un dardo disegnato sull’addome puntante verso il basso.

Scritta di lei sotto la freccia: BABY.
Scritta di lui sotto la freccia: BEER.

pancia da birra

Qual’è la morale della favola?

Ammenoché non abbiate l’ambizione di partecipare come concorrenti alla prossima edizione del integerrimo torneo internazionale ”Belly Beer Contest” nella sezione oversize (rave-party casereccio organizzato in gran segreto nelle zone MENO sperdute del mondo), vi invito a continuare a leggere per dar magari una smaltita a qualche bevuta di troppo. Ammetto che con J.P., il nostro caro Jean-Pierre, ci ho provato, ma niente da fare; non ne vuole sapere di rinunciare a quello che considera l’inno vivente a The Queen, la birra.


Equa Battaglia Pancetta-Cellulite


Piccola parentesi. Per addolcire una contingenza di per sé pesante, mi riferisco al videotutorial “Come abdicare dalla mia birra preferita in modo tassativo e senza sotterfugi” e soprattutto a “Ma perché cavolo dovrei farlo?“, secondo fonti autorevoli (autorevole chi più chi meno) gli uomini con una certa generosità addominale hanno una folta schiera di ammiratrici Cos’è sto brusio? Riporto studi e notizie, ambasciator non porta pena.

Per farla semplice, le donzelle preferiscono (o preferirebbero) il maschio ben dotato…di pancetta. In primis, a quanto pare, per darsi al tradimento. Manna dal cielo!

Senza perdermi in becera psicologia e spiccio filosofeggiare della domenica, tipo “se te c’hai la pancia, io mi sento meno a disagio”, siffatta bacon-mania è un valido pretesto per dar inizio allo scontro epico “Pancetta VS Cellulite“.

Se ti va di lusso, finisce pari, tra le lenzuola.

Non mi stupisce che la ricerca sia stata fatta da un’università londinese. Bizzarra coincidenza, vero? Da quanto ho potuto approfondire però, le cose non sarebbero dissimili qui da noi, in Italia. Ergo, non usiamolo come alibi! Si parla di pancetta e non di traboccanti protuberanze.

Un po’ di rotondità non è da scambiarsi con trascuratezza, pertanto diamoci da fare.


Missione “Six-Pack”


La colpa dell’aumento di volume non è da imputare alla Weisse o alla Strong Ale di turno, non in esclusiva. Se innaffiamo con la birra lauti banchetti e baccanali lussuriosi, sarà l’azione combinata di cibo grasso + alcol a far impennare il nostro profilo addominale alla Christian Bale in American Hustle (e che pensavate, a Batman?).

pancia da birra

Fermo restando che un po’ di pancetta aggrada al gentil sesso e che non ci dobbiamo sottoporre a un iter stressante fatto di rinunce e privazioni (vuol dire… e fattela na birra ogni tanto), vediamo come dare una sfoltita all’addominale unico, a ciò che in noi è un potenziale six-pack, anche se ancora ben nascosto o mascherato da tartaruga rigirata.

Da qualche parte li sotto c’è, fidatevi, basta scovarlo e al netto della birra (digressione pseudoscientifica) dovrebbe pur spuntare prima o poi. Facciamo che spunti prima, va.

Quasi dimenticavo…Senza impegno e forza di volontà e un pizzico di abnegazione, non si andrà lontano. A parte ciò…No al sovrallenamento. No allo stress!


Mission Impossible?


Lo sappiamo già. Ognuno di noi lo sa già. La zona più difficile da smaltire, quella critica, quella che ci fa dannare quando abbisogna perder peso? La pancia. Giusto! Il grasso sulla pancia, che fatica!


COME FARE?

Mi bevo una birra e vi rispondo con calma.

L’alcool può diventare uno dei principali imputati e colpevoli poi, dopo sommario processo, dell’addome gonfio e rigonfio. Se condito con una dose discreta di sedentarietà, pigrizia e una dieta sconsiderata o poco attenta, non farà altro che potenziare gli effetti di “Vino, Birra & Co.” sul nostro fisico. E mi rivolgo anche alla tua, sì proprio alla tua bevanda preferita.

Solo perché m’alleno tutti i sacrosanti giorni della settimana come un forsennato, la panza non sparirà come per magia e al supposto non apparirà cantando e ballando Donatello delle Tartarughe Ninja.

La soppressione dell’amico panciuto, che in fondo tante sere ci ha tenuto compagnia:

1. non va fatta in modo drastico;
2. non va fatta con rinunce aggressive che invece porterebbero al fallimento.

Fare le cose con piglio radicale non serve! Come non servirebbe eliminare del tutto la nostra cara accoppiata malto-luppolo (è partita la Ola?). Meglio scegliere un approccio sì intenso, ma non perentorio, almeno nella fase iniziale. Dobbiamo evitare di chiedere e pretendere sforzi eccessivi al nostro organismo. Per far fuori la nostra Beer Belly è categorico non fare la fame. Inutile saltare pasti, mangiare poco o il minimo indispensabile. Ancor peggio se crediamo di applicarci con dedizione saltuaria concentrando un picco di martirio in un periodo di tempo limitato. Rischiamo solo di compromettere la situazione per vedere quei miseri chili persi con sacrificio tornare indietro bellicosi più che mai.

And now, Ladies & Gentlemen, dopo tante chiacchiere, veniamo al dunque.
Come debellare il buzzo da birra?

Affrontiamo l’ardua sentenza da un punto di vista nutrizionale, poi ci occuperemo del workout. Il grasso profondo si combatte mantenendo uno stile di vita sano e attivo e facendo del movimento. Se all’equazione, che non fa una piega, addizioniamo l’età che avanza, la frittata ormai è già bella che fatta. La notizia vera è che non è mai troppo tardi per cambiare le cose.


ECCO COME FARE!

Per cominciare, bere tanta acqua. Un’idratazione veloce e completa prevede di tracannare, subito dopo l’attività fisica, il 50% di liquidi in più rispetto a quelli prosciugati durante l’allenamento. Su per giù un litro e mezzo nel caso di un’ora di sport. L’acqua favorisce e stimola la diuresi e al contempo riduce la sensazione di appetito.

pancia da birra

Secondo passo: disintossicare il fegato e facilitare, di conseguenza, una sana funzione renale. Aiuterà a tener sotto pressione il metabolismo, a calar di peso molto più in fretta. I reni e il fegato devono fare straordinari per elaborare l’alcool assunto, dobbiamo prendercene cura. Sì a tisane depurative e sgonfianti a base di Rosmarino, Tarassaco e Zenzero (in polvere o fresco); a centrifugati di carote, limoni e mirtilli; a cibi abbondanti di magnesio e zolfo. Il Cardo Mariano disintossica e protegge l’organismo dall’alcol.


LA DRITTA IN +

Una doccia fredda protratta di qualche istante scuote la circolazione sanguigna e contribuisce allo scarto delle tossine. E perché no, una passeggiata rilassante all’aria aperta, immersi nella natura, sarà un toccasana.


L’Addominale Vien Mangiando


Possiamo alzare pesi come un giocoliere sino allo sfinimento, avere la migliore preparazione e il preparatore migliore, ammazzarci di crunch d’ogni genere e foggia, ma se mangiamo male non riusciremo a sbarazzarci del grasso corporeo.

Banditi zuccheri e dolci d’ogni sorta. Vietati gli alcolici. Vade retro superalcolico (OK OK, per la birra faremo uno strappo), bibita gassata e frittura. Bisogna sfamarsi in maniera adeguata, a seconda del fabbisogno. Sarebbe saggio fare degli spuntini tra i 3 pasti canonici e assicurarsi le corrette porzioni di frutta nell’arco interno della giornata, ridurre le portate frazionando la propria razione calorica in tanti mini-pasti regolari evitando di abbuffarsi a pranzo per poi dribblare la cena o viceversa. Come recita un vecchio adagio (inventato or ora di sana pianta):

“Mangiare poco. Mangiare spesso”.

Preferenza a vivande non trattate, integrali. Verdure crude e cotte, eccellenti al vapore per preservare inalterati i valori nutrizionali e le sostanze nutrienti. I cibi crudi sono “vivi”, nobilitati da principi vitali non impoveriti dalla cottura, hanno grassi saturi scarsi e consentono di accelerare il metabolismo.

Il cavolo, il cavolfiore, i broccoli, oltre a fornire un ottimo apporto di fibre e micronutrienti, aiutano a purificare e ripulire gli organi che devono sopportare il peso dell’alcool.

pancia da birra

Il riso integrale, l’avena, la segale, per la loro ricchezza in fibre forniscono energia graduale e costante nelle 24 ore impedendo l’innalzamento del picco glicemico.


METTIAMO IL TURBO AL METABOLISMO!

pancia da birraManteniamolo operoso e scattante. Di norma, i cibi che contengono molte fibre e proteine richiedono un maggiore dispendio energetico per essere digeriti. Le fibre, inoltre, riducono l’assorbimento dei carboidrati, facilitano il transito intestinale e sono autentiche alleate di ogni dieta dimagrante. Le proteine, invece, hanno un effetto termogenico elevato sulla nostra struttura corporea, con relativo rialzo della spesa calorica.

In addizione ai cibi ricchi di fibre e proteine, ci sono innumerevoli alimenti che stimolano il metabolismo, grazie alle loro caratteristiche innate. Ad esempio le spezie come pepe e peperoncino, la frutta secca come noci e mandorle, l’olio d’oliva, i semi di zucca, di girasole e di lino.

Le proteine del siero del latte primeggiano nel provocare questa cosiddetta “Termogenesi indotta dalla dieta” generando più TID rispetto alla caseina, che a sua volta ha un TID superiore se paragonata alle proteine della soia.


BEST PRACTICE

Non far bagordi a tavola, masticare piano e bene, con qualche pausa ogni tanto, per non sovraccaricare l’apparato digerente a scapito del metabolismo. E alla sera, non abusare di carboidrati. Potrebbero interferire durante il sonno con i livelli dell’ormone della crescita e con l’ormone dello stress. Al calar delle tenebre il metabolismo è più lento, il fisico non richiede la stessa prestanza diurna, mentre la digestione dei carboidrati lo mette a dura prova.

Alcune tesi ribaltano tutto incoraggiando l’assunzione di carboidrati alla sera e non nel corso della giornata. Ci sta. Solo che si allude ad un escamotage per gonfiare i muscoli, un procedimento complesso, mediante una specie d’inganno o meccanismo guardia e ladro, ma l’obiettivo per adesso è sbaraccare l’arrotondamento da birra, per il resto Dio vede e provvede.

Il metabolismo umano è una questione complicata, ingarbugliata a oltranza, e non presume un dettame unico, valevole sempre e per tutti. Emancipiamoci dal cadere nell’errore della demonizzazione.

Quando vien sera, e non abbiamo voglia di privazioni, puntiamo sui carb a basso IG (indice glicemico). Cereali non raffinati, pasta o riso, integrali of course, come integrale anche il pane. Legumi, frutta e verdura. E il gioco è fatto!

pancia da birra


LA DRITTA IN +

Un pompelmo prima di fiondarsi sul piatto. Le sue fibre e l’acqua ci faranno sentire pieni e potrà facilitare la perdita di qualche chiletto. Anche spremuto.

Nella seconda parte dell’articolo, potrete (forse) dire: Panza da birra, Goodbye!



Myprotein

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Scrittore ed esperto


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