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Alimentazione

Le Alghe Commestibili | Proprietà, Benefici & Controindicazioni

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Le Alghe Commestibili


Le microalghe, anche note come fitoplancton, sono organismi microscopici unicellulari che vivono singolarmente o in colonie, in acque dolci e salate. La loro attività fotosintetica è fondamentale per la vita sulla terra, in quanto si stima che producano il 30-50% dell’ossigeno atmosferico, assorbendo contemporaneamente anidride carbonica.

La biodiversità delle microalghe è enorme (stimate circa 500000 specie esistenti, Wageningen University). In generale vengono distinte in 5 gruppi principali: le Alghe azzurre (a cui appartiene la nota Spirulina); le Diatomee; le Alghe verdi (a cui appartiene Chlorella); le Dinoflagellate e le alghe Dorate.

Semplificando, senza addentrarsi troppo nella loro complessa sistematica, si può dire che le microalghe più utili appartengono a 5-6 classi principali, distinguibili per morfologia, pigmentazione e struttura cellulare. È noto fin dai testi del XIX secolo (De Nardo, 1835), che le popolazioni costiere dell’Asia hanno da sempre considerato le alghe marine un cibo pregiato da raccogliere e consumare al pari dei vegetali coltivati, sottoponendole a diversi metodi di cottura.

Oltre all’uso alimentare, certe specie di alghe sono entrate pian piano a far parte della medicina popolare (folk medicine) allo scopo di trattare un’ampia varietà di disturbi o vere e proprie malattie.

Ad esempio, il thé caldo, fatto con estratto di alghe marine, si è diffuso in Asia come bevanda stimolante del ricambio urinario. Ancora, con decotti di alghe Digenia simplex si combattevano le parassitosi da vermi e l’infestazione da acari.

Si è capito solo in epoca più recente che effettivamente le alghe possiedono un principio attivo vermicida, l’acido kainico, potente sostanza eccitotossica, il cui nome significherebbe “terrore che arriva dal mare”. In Giappone e in Cina già 300 anni a.C. si trattavano il gozzo e altre disfunzioni ghiandolari con infusi a base di diverse alghe. Queste pratiche tramandate di medicina popolare sono arrivate chissà come fino all’epoca romana, quando i marinai con le alghe curavano ferite, ustioni ed eruzioni cutanee.

Non occorre citare che l’alga Spirulina era il cibo per eccellenza degli Aztechi e che il Kombu, oltre che da alimento, funzionava addirittura da moneta di scambio nell’antico Giappone. Alla fine degli anni ’80 parallelamente alla nascita del termine “alimento funzionale” sono nati progetti di ricerca e linee produttive focalizzate su alimenti in grado di apportare benefici o prevenire disturbi nell’individuo.

A tal proposito nacquero studi ed esperimenti sulla valutazione delle proprietà delle microalghe. L’obiettivo di questi primi studi era ambizioso: ottenere proteine da fonti inesauribili (acqua, sali minerali, luce solare) ed a basso costo mediante la fotosintesi algale.

Se la speranza di sfamare il mondo con le colture di microalghe è andata, purtroppo, ben presto delusa ed ha in qualche modo rallentato lo sviluppo della biotecnologia delle microalghe per tutta la seconda metà del XX secolo, oggi si assiste ad una rinascita di interesse per questo gruppo microbico, specialmente in relazione al suo enorme potenziale nel campo delle energie rinnovabili o la depurazione delle acque reflue mentre nel campo degli alimenti funzionali vengono sfruttate per la produzione di integratori alimentari, mangimi, chemicals e farmaci.


La Produzione


Le microalghe del genere Spirulina, attualmente Arthrospira, sono state utilizzate per secoli nell’alimentazione di alcune popolazioni africane (lago Ciad) e del centro America (lago Texcoco in Messico) (Hendrikson, 2009).

L’interesse verso il loro uso a scopo alimentare si manifestò attorno agli anni ’50 quando come detto in precedenza, per via dell’aumento della popolazione mondiale si pensava che tale prodotto potesse risolvere il problema di un’eventuale carenza alimentare, come fonte proteica a basso costo.

Nel 1961 in Giappone la società “Nihon Chlorella” iniziò a coltivare microalghe su larga scala a fini commerciali, negli anni ’80 erano presenti più di 46 fabbriche in grado di produrre più di 1.000 kg di biomassa al mese (Kawaguchi, 1980).

Nel 1986 le strutture di produzione di Dunaliella per ottenere betacarotene in Australia, diventarono un altro polo dell’industria microalgale nel mondo. In seguito, altri impianti nel sud est Asiatico, in California e alle Hawaii sono stati realizzati principalmente per la produzione di Spirulina.

Le formulazioni di vendita per il consumo umano sono costituite principalmente da pasta secca, in polvere o in compresse.


Proprietà Nutrizionali


In generale le caratteristiche funzionali di tali prodotti sono racchiuse nel pool di macro e micro nutrienti e di composti bioattivi che le rappresentano. Tipici delle microalghe sono ad esempio i beta glucani (Chlorella) in grado di potenziare la risposta del nostro sistema immunitario e di abbassare i livelli di LDL (“colesterolo cattivo”) (Iwaoto, 2004).

In generale i carboidrati sono di diverso tipo e caratterizzati da un basso indice glicemico. Non vengono difatti digeriti dalla flora intestinale dell’uomo e pertanto si comportano come fibra, preziosa per ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna.

Tra questi si ricordiamo ad esempio il noto agar-agar (alghe rosse) in grado di diminuire il senso di fame e promuove la peristalsi, mentre le fibre solubili (pectine, carragenine e guar) riducono il colesterolo e controllano la glicemia. Spesso il contenuto di fibra supera quello dei vegetali più comunemente usati nella dieta.

In altre specie (Spirulina), è preponderante il contenuto in proteine, che le rende un integratore ideale per gli sportivi. Generalmente il contenuto proteico è sempre intorno al 5-15% del peso secco, ma possono arrivare a contenuti di 25-30%, l’eccezione è rappresentata dalla Spirulina che ha un contenuto proteico maggiore di qualsiasi altro alimento naturale (±65%), superando di gran lunga la carne e il pesce (15-25%), la soia e il latte in polvere (35%). In campo medico vengono sfruttate le loro proprietà antibatteriche, antivirali e antitumorali (Iwaoto, 2004; Qiang Hu; Hendrikson 2009).

Contengono quantità elevate di vitamine tra cui la A e quelle del gruppo B (in special modo la B12 dunque indicato per individui che seguono diete vegane/vegetariane, presente soprattutto in Spirulina e Nori), la C, la D, la E e la K (Becker, W., 2004).

Per la componente lipidica è importante sottolineare la presenza di acidi grassi polinsaturi ed essenziali (PUFA-EFA), come l’acido docosaesanoico (DHA), l’acido arachidonico (ARA), l’acido ecosapentaenoico (EPA), l’acido linoleico e l’acido linolenico (omega-3 ed omega-6, soprattutto in Kombu e Nori).

Notevoli sono anche le proprietà antiossidanti visto il contenuto in carotenoidi (astaxantina e beta carotene) ed altri polifenoli, sono presenti anche diversi oligominerali in forma assimilabile come Iodio, Calcio, Magnesio e Ferro.

Attualmente diverse linee di studio hanno fornito informazioni sulle attività biologiche e gli effetti neuroprotettivi delle alghe marine, tra cui antiossidanti, anti-neuroinfiammatori, attività inibitoria della colinesterasi e inibizione dell’apoptosi (morte cellulare) neuronale (Pangestuti R. et al., 2011).


Benefici


Quindi le alghe marine hanno un grande potenziale da sfruttare per la neuroprotezione e potrebbero essere introdotte nella preparazione di nuovi ingredienti funzionali in prodotti farmaceutici e alimenti funzionali, come un buon approccio per il trattamento e la prevenzione delle malattie neurodegenerative, in alternativa a componenti sintetici.

Ma la vasta gamma di attività biologiche dei composti naturali derivati da alghe marine (attività antivirale, anticoagulante, antineoplastica, protettiva dell’osso e della mucosa gastrica e ipolipemizzante, Wijesekaraa I. et al., 2010), dovuta a composti come florotannini, alginati, carragenani, acido sargaquinoico, e carotenoidi aumenta la possibilità di ampliare gli effetti favorevoli ben oltre quelli neuroprotettivi, con una potenziale estensione nel settore farmaceutico dell’azione benefica delle alghe marine per la salute.


Controindicazioni


Per contro, un fattore potenzialmente “negativo” delle alghe risulta essere il contenuto in acidi nucleici che può favorire lo sviluppo di malattie del metabolismo (gotta e calcolosi renale) se consumate in dosi massicce. Inoltre, di fondamentale importanza sarà la sicurezza igienico-sanitare delle zone di produzione.

In ogni caso si sconsigliano consumi superiori ai 100 g al giorno di sostanza secca, poiché al di sopra di tale soglia posso sopraggiungere effetti negativi come nausea, vomito e crampi addominali. Essendo inoltre ricche di Iodio sono controindicate per i soggetti affetti da ipertiroidismo, mentre per l’elevato contenuto di sodio sono sconsigliate per ipertesi e cardiopatici.


Quando Usarle?


Dunque quando è consigliabile l’utilizzo quotidiano delle alghe nell’alimentazione? Le alghe possono essere utilizzate, salvo poche controindicazioni, da tutti gli individui con i seguenti obiettivi:

1. Integrazione in caso di alimentazione poco variata, con cibi elaborati o raffinati.

2. Complemento di terapie farmacologiche e antibiotiche.

3. Correttivo di diete vegetariane/vegane per sopperire alla carenza di proteine, EFA e vitamina B12.


Kombu, Spirulina e Agar-Agar


Infine, spendiamo due parole sulle due principali alghe utilizzate in campo alimentare, Kombu e Spirulina, e su uno dei prodotti derivati dalle alghe più utilizzato: l’agar-agar.


Kombu

Con il nome “Kombu” ci si riferisce ad un gruppo di alghe brune che crescono sotto la superficie dell’acqua marina. Tali alghe variano molto tra loro nella forma, ma in generale sono caratterizzate da larghe fronde, lisce e lucenti.

Tra le alghe consumate in Giappone, è quella più ricca di iodio, pur essendo povera di sodio. Ha effetto disintossicante, rafforza il sistema immunitario, migliora la digestione (l’acido glutammico che contiene aiuta a scomporre le fibre dure) e le funzioni intestinali, inoltre alcune sostanze contenute nell’alga (tra cui il prezioso acido alginico), favoriscono il transito intestinale e hanno potere diuretico e antibatterico.

A tal proposito l’alga Kombu trova impiego nella cottura dei legumi o durante l’ammollo degli stessi per sfruttare l’azione degli enzimi in essa contenuti e dei polisaccaridi sopracitati come protezione da eventuali fenomeni fermentativi a livello intestinale che spesso accompagnano il consumo di legumi con produzione di gas e gonfiore addominale.


Spirulina

La Spirulina è una microalga verde azzurra, nel corso dell’articolo abbiamo già sottolineato alcune delle sue proprietà come l’elevatissimo contenuto proteico e l’apporto di B12, utile sia per gli sportivi che per i soggetti che seguono alimentazioni vegane/vegetariane, inoltre il contenuto in acidi grassi essenziali e antiossidanti rende tale prodotto un vero e proprio integratore naturale di una grandissima parte dei composti necessari al nostro organismo.


Agar-Agar

Per ultimo, l’agar-agar, contiene parecchie mucillagini (agarosio ed agaropectina) che gli conferiscono proprietà addensanti, tali da farne il gelificante naturale per eccellenza; lassativo, depurativo, utilizzato nelle diete dimagranti.

Agar e agaropectina sono gli additivi addensanti più usati per marmellate, budini, carni in scatola, caramelle, gelatine di frutta ecc.


In Conclusione


In conclusione, le microalghe non potranno essere considerate l’alimento che risolverà la fame del mondo contrariamente alle aspettative dei primi anni ’80, rimane comunque il fatto che utilizzati in particolari ambiti risultano essere degli “alimenti” con un grandissimo potenziale.

Utili soprattutto per lo sportivo o per il soggetto che presenta predisposizione a possibili carenze in nutrienti a causa di particolari stili alimentari ad esempio. Introdurre una tantum questi prodotti (Spirulina o Kombu ad esempio) potrà senz’altro apportare benefici alla nostra salute, ricordando che alla base ci dovrà sempre essere la regola di una dieta varia ed equilibrata.


1) Chimica degli alimenti autori Cabras Martelli editrice Piccin.

2) Arai S. 1996. Studies of Functional foods in Japan-State of the art. Biosci., Biotechnol., Biochem.

3) Anzalone; Consonni. Prontuario di Alimentazione Nutriceutica con Alghe – 1º ediz, Consonni Corp Ed, Milano 2002.

4) Becker W., 2004. Nutritional Value of Microalgae for Aquaculture.

5) Ben-Amotz A., Shaish A., Avron M., 2003. The biotechnology of cultivating Dunaliella for production of b-carotene rich algae.

6) Brown M.R. The vitamin content of microalgae used in acquaculture, 1999 J. Appl. Phicol.

7) D.F. Jackson. Algae, Man and the Environment, Syracuse University Press, New York 1968.

8) Hendrikson, 2009 Earth of Spirulina.

9) Iwamoto H., Industrial production of microalgal cell-mass and secondary products-major industrial species (Chlorella).

10) Spolaore P., Cassan J., 2006. Commercial application of microalgae. Journal of biosciences and bioenginerering.



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