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Alimentazione

Curcuma e Curcumina | Proprietà, Benefici e Controindicazioni

Curcuma e Curcumina | Proprietà, Benefici e Controindicazioni
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Dallo scrittore Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.

Curcuma

La Curcuma longa, erba perenne originaria dell’Asia (India e Pakistan in particolare) può raggiungere fino al metro di altezza ed è caratterizzata da grandi e lunghe foglie, fiori bianco-violacei e giallo-arancioni e da una radice (rizoma cilindrico) ramificata e di colore giallo-arancione.

Proprio il rizoma (radice) costituisce la parte di maggior interesse commerciale sia sotto il profilo organolettico (aroma) sia per il profilo nutrizionale e l’utilizzo fitoterapico. I rizomi vengono distinti in primari (ovali) e secondari (allungati).

Un po' di storia

Prima di analizzare la composizione chimica descriviamo brevemente la storia di questa pianta.

L’utilizzo di questa pianta sembra risalire alla cultura dei Vedas indiani, utilizzata come spezia e come simbolo religioso simboleggiante il sole.

Già nel 600 a.C. sembra essere menzionata in un trattato medico Assiro così come ritrovamenti archeologici in oriente riportano testimonianze incise con caratteri cuneiformi su pietra risalenti al 3000 a.C. Sembra sia stata introdotta in Europa dagli olandesi che la importarono dalle Indie orientali.

Proprio in India trovò e trova tutt’ora impiego come spezia (principale componente del curry) in grado di apportare sapore, colore e proprietà benefiche a piatti della cucina indiana.

L’India produce pertanto, la quasi totalità del raccolto di curcuma al mondo e ne consuma l’80%.

Erode, una città dell’India meridionale, rappresenta il più grande produttore al mondo e il più importante centro commerciale per la curcuma ed è noto anche come “Yellow City”.

Esistono principalmente tre derivati ottenibili dalla curcuma: olio essenziale, olio resina e curcumina.

L’olio essenziale, ottenuto dalla distillazione della polvere di curcuma contiene i componenti volatili della spezia ma non i pigmenti e quindi risulta pressoché incolore, questo prodotto risulta essere poco richiesto dal mercato.

Al contrario l’olio di resina, estratto che contiene in percentuali pressoché uguali essenze e pigmenti (colore) viene ottenuto mediante estrazione con solvente e trova impiego come spezia per la preparazione di carni lavorate, pesce, vegetali, zuppe e molti altri prodotti (Ravindran, Nirmal Babu, Sivaraman, 2007).

Curcumina

Per parlare della curcumina partiamo analizzando brevemente la composizione chimica della radice di curcuma, che risulta essere ricca di amido (45-55% del peso), mentre i principi attivi di maggiore interesse sono costituiti dai curcuminoidi, il principale dei quali è, per l’appunto la curcumina.

La curcumina è una sostanza fenolica dotata di un intenso colore giallo (utilizzata per tanto come colorante alimentare con sigla E100).

Proprietà

Se parliamo di macronutrienti e apporto energetico, 100 g di curcuma contengono circa 354 kcal ripartite in 9,8 g di lipidi; 65g di carboidrati e 7,8g di proteine, le fibre variano dagli 15 ai 22g.

Per quanto riguarda i micronutrienti, tra i minerali i più rappresentativi sono il potassio (2500 mg/100 g), il magnesio, il fosforo e il calcio; mentre per le vitamine, vitamina C ed acido folico sono le più rappresentate.

Commercialmente quello che viene venduto con il nome di curcumino è in realtà la miscela dei tre curcuminoidi, con il curcumino che rappresenta il principale costituente (circa 77%).

I curcuminoidi sono responsabili dell’attività biologica della pianta nonostante siano presenti nel rizoma in misura limitata (0.3-0.6 della massa fresca, 2-5% della massa secca).

La composizione quantitativa del miscuglio di curcuminoidi varia a seconda della specie di curcuma.

Al di là di questa breve analisi sulla composizione chimica è bene precisare come la Curcuma Longa contenga centinaia di componenti cui sono state attribuite oltre 300 attività biologiche diverse, tuttavia i ricercatori si sono concentrati soprattutto sulla “curcumina” che risulta a tutt’oggi il principale componente biologicamente attivo.

Benefici

A tal proposito cercheremo ora di riportare le principali evidenze sugli effetti benefici legati al consumo di curcuma/curcumina.

Il grosso delle ricerche però, condotte per la maggior parte su animali, prese il via circa 20 anni dopo, da allora sono stati condotti centinaia di studi e sono stati descritti numerosi meccanismi d’azione per le varie attività biologiche della curcumina sia in campo medico che in campo veterinario.

Antinfiammatoria

I meccanismi d'azione della curcumina più descritti sono quelli di tipo antinfiammatorio inibitorio di COX-2 e 5-LOX (sintesi di prostaglandine e trombossani nel primo caso e leucotrieni nel secondo), delle citochine infiammatorie, e delle chinasi (PKA, PKC, CaM chinasi II).

Antiossidante

Uno studio condotto in vitro su epatociti di origine umana esposti all’etanolo ha valutato l’azione protettiva della curcumina. Gli epatociti esposti mostravano aumenti di LDH e lipoperossidi, la curcumina si dimostrò in grado di ostacolare questi fenomeni riportando i livelli degli enzimi antiossidanti alla norma, confermando come la curcumina possegga una potente azione antiossidante.

Uno studio clinico ha invece valutato gli effetti di un supplemento di estratto di curcuma su 500 pazienti affetti da sindrome del colon irritabile. I soggetti vennero trattati per 2 mesi (un gruppo assumeva 1 dose, un gruppo 2 dosi al giorno) e al termine del trattamento il miglioramento della sintomatologia fu del 41% nel primo gruppo e del 57% nel secondo. (Herbal medicine with curcuma and fumitory in the treatment of irritable bowel syndrome) (Changes in the prostaglandin levels in alcohol toxicity: Effect of curcumin and N-acetylcysteine)

Battericida

Infine, sono diverse le pubblicazioni che ne documentano la capacità parassiticida e battericida contro diversi parassiti (Protozoi e Nematodi ad esempio).

Inoltre, il potere antimicrobico è stato dimostrato nei confronti di alcuni ceppi patogeni come Staphylococcus aureus, E.coli, Pseudomonas e Salmonella typhimurium. Anche l’attività antifunginea viene riportata così come l’estratto di curcuma longa, è stato visto inibire la crescita del Helicobacter pylori.

L’infezione delle cellule epiteliali da parte di questo patogeno scatena l’attivazione del fattore di trascrizione NF-kB, l’induzione di citochine pro infiammatorie e la risposta mitogenica. Questi studi suggeriscono che la curcumina potrebbe essere un potenziale agente terapeutico efficace contro i processi patologici avviati dalle infezioni di Helicobacter pylori.

Pertanto citiamo uno studio in cui è stato osservato che l’attivazione del Nf-kB indotta dall’Helicobacter pylori e il conseguente rilascio di interleuchina-8 possono essere inibiti dalla curcumina (Foryst-Ludwig et all., 2004).

Controindicazioni

Andiamo, come ultimo aspetto, ad analizzare biodisponibilità, metabolismo e controindicazioni (tossicità) relativi ad assunzione di curcumina.

Fin dai primi studi effettuati si evinse una scarsa biodisponibilità, la maggior parte degli studi condotti negli ultimi tre decenni legati all’assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione, hanno rivelato scarso assorbimento, rapido metabolismo e rapida eliminazione sistemica.

Il tutto si ripercuote nel basso rilevamento serico della stessa, difatti, la curcumina assorbita a livello intestinale viene rapidamente metabolizzata ad opera del fegato e i prodotti di derivazione vengono per la maggior parte eliminati con la bile.

Una delle soluzioni per aumentarne la biodisponibilità e concentrazioni plasmatiche sembra essere quella dell’associazione con piperina. L’effetto della piperina sembra essere quello di ridurre i processi di trasformazione epatica ai danni della curcumina.

Ultimamente si sono dimostrati efficaci per l’aumento dell’assorbimento intestinale, formulazioni sotto forma di complessi fosfolipidici (lecitine) ovvero la “curcumina fosfolipide”, utilizzato per scopi preventivi e terapeutici.

Per quanto riguarda la tossicità, vari studi, su modelli animali e umani, hanno dimostrato che la curcumina è estremamente sicura anche a dosi elevate: la sua assunzione sull’uomo è ben tollerata fino a 12 g/die. (Dose escalation of a curcuminoid formulation).

Tuttavia, in particolari condizioni, questa molecola potrebbe risultare tossica.

Tra gli effetti avversi, relativi a sovradosaggi, riscontrati vi sono nausea, diarrea, bassa pressione sanguigna e aumento nel siero di fosfatasi alcalina e lattato deidrogenasi.

Difatti, a basse concentrazioni la curcumina ha un effetto anti-ossidante, mentre ad alte concentrazioni esercita un effetto pro-ossidante, provocando l’aumento dei livelli cellulari di ROS (Evaluation for safety antioxidant chemopreventive agents. Antioxidants & Redox Signaling).

Importante è sottolineare come la curcumina, avendo proprietà ferro chelante, può alterare il metabolismo del ferro in vivo, provocando uno stato di evidente anemia, sarà importante assumerla non in abbinamento con le fonti alimentari di ferro o eventuali integratori dello stesso. (Curcumin, a cancer chemopreventive and chemotherapeutic agent, is a biologically active iron chelator).

1) Thakurr, Puri H.S. and Hussain A. Major plants of india, central Institute of Medicinal Aromatic Plants, Lucknow. (1989).

2) Ministero del Commercio e dell’Industria Indiano – Spices Board India.

3) Bertolasi, Ferretti, Gilli, Yaoand LiC.; New J. Chem., (2008), 694.

4) Chainani-Wu N. Safety and anti-inflammatory activity of curcumin: a component of turmeric (Curcuma longa). J Altern Complement Med. 2003; 9(1):161-8.

5) Wongcharoen W et al. Effects of curcuminoids on frequency of acute myocardial infarction after coronary artery bypass grafting. Am J Cardiol. 2012 1;110(1):40-4.

6) Sugawara J et al. Effect of endurance exercise training and curcumin intake on central arterial hemodynamics in postmenopausal women: pilot study. Am J Hypertens. 2012; 25:651-6.

7) Schede tecniche – Curcuma longa L. Rivista scientifica Natural1 , anno V, settembre 2006, pag. 62.

8) Rajakrishnan V. et al. Changes in the prostaglandin levels in alcohol toxicity: Effect of curcumin and N-acetylcysteine. J. Nutr. Biochem. 2000; 11, 509 –514.

9) Brinkhaus B. Et al. Herbal medicine with curcuma and fumitory in the treatment of irritable bowel syndrome: a randomized, placebo-controlled, double-blind clinical trial. Scand J Gastroenterol. 2005; 40(8):936-43.

10) Rajakrishnan V. et al. Changes in the prostaglandin levels in alcohol toxicity: Effect of curcumin and N-acetylcysteine. J. Nutr. Biochem. 2000; 11, 509 –514.

11) Lao, C. D.; Ruffin, M. T.; Normolle, D.; Heath, D. D.; Murray, S. I.; Bailey, J. M.; Boggs, M. E.; Crowell, J; Rock, C. L.; Brenner, D. E. Dose escalation of a curcuminoid formulation. BMC Complement Altern. Med. (2006), 6, 10.

12) Jiao, Wilkinson, Di, et al.; Curcumin, a cancer chemopreventive and chemotherapeutic agent, is a biologically active iron chelator; Blood 113 (2009): 462-469. 13) Kawanishi, Oikawa, Murata; Evaluation for safety antioxidant chemopreventive agents. Antioxidants & Redox Signaling 7, (2005) 1728-1739

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