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Alimentazione

Carenza Di Potassio | Cause, Sintomi e Consigli Utili

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Potassio


Il potassio (K+), chimicamente definito metallo alcalino, nel nostro organismo (presente sotto forma di ione positivo o catione) rappresenta il principale catione del liquido intracellulare.

Circa il 98% (IKC) di fatti, in un soggetto normale, è intracellulare, mentre soltanto il restante 2% viene localizzato nel compartimento extracellulare (EKC).


Funzioni

In generale il potassio all’interno delle cellule influisce sull’equilibrio acido-base e sulla pressione osmotica, regolando la volemia intracellulare, e favorendo l’azione di diversi enzimi coinvolti nel metabolismo cellulare. Il potassio determina inoltre il potenziale di membrana di tutte le cellule dell’organismo, ed è dunque coinvolto nei meccanismi di eccitabilità di fibre nervose, muscolari scheletriche, cardiache e lisce.

Dunque la compartimentazione, che viene mantenuta dalla pompa sodio-potassio, risulta essere di fondamentale importanza per il passaggio di molecole contro gradiente elettrochimico e di concentrazione attraverso la membrana cellulare (polarizzazione cellulare) influenzando diversi processi come gli impulsi nervosi e la contrazione delle cellule muscolari (incluso il muscolo cardiaco), perciò, alterazioni relativamente piccole della concentrazione sierica di questo ione possono avere significative manifestazioni cliniche. In soggetti adulti, valori minimi di potassio si attestano intorno a 2500 mmol di Potassio totale (TBK-potassio totale).

carenza di potassio

Cerchiamo di andare un po’ più nel dettaglio, in condizioni di riposo il potassio è praticamente totalmente intracellulare (Ki), mentre extracelullarmente troveremo sodio e calcio; il rapporto Ki/Ke è il fattore principale che andrà a determinare pertanto, il potenziale di membrana a riposo (potenziale a riposo). Al contrario, nel momento in cui la cellula verrà raggiunta da uno stimolo esterno si verificherà l’ingresso improvviso di sodio al suo interno ed allo stesso tempo una fuoriuscita di potassio; questo nuovo assetto ionico rende la cellula eccitabile (depolarizzazione di membrana).

Una diminuzione del Ke rende le cellule meno eccitabili (iperpolarizzazione); un aumento del Ke le rende più eccitabili sino ad un valore soglia (potenziale soglia) superato il quale l’eccitabilità declina rapidamente per la totale depolarizzazione della membrana.

La concentrazione di ioni potassio (K+) nel sangue è costantemente regolata per evitare fluttuazioni che eventualmente saranno minime, difatti, concentrazioni troppo alte (iperkaliemia) o troppo basse (ipokaliemia) possono avere ripercussioni gravi in particolare su cuore e nervi. Nel plasma sanguigno la concentrazione degli ioni K+ risulta essere in media compresa tra 0,0035 e 0,005 M; mentre all’interno delle cellule circa 0,1 M.


Apporto

L’apporto raccomandato di potassio nell’adulto è di circa 3 g al giorno, il cui assorbimento avviene principalmente nello stomaco e nel tratto superiore gastrointestinale. Approssimativamente 10 mEq/die vengono eliminati con le feci ma il rene risulta essere il principale responsabile della concentrazione sierica e del suo bilancio, difatti determina l’escrezione di circa il 90% dello stesso.

L’escrezione del potassio è associata al riassorbimento del sodio attraverso i canali del sodio, pertanto, un aumentato riassorbimento del sodio aumenta l’escrezione del potassio, mentre un ridotto assorbimento del sodio riduce l’escrezione del potassio. Qualunque condizione che riduca l’attività dei canali del potassio de termina iperkaliemia, viceversa, qualunque condizione che ne aumenti l’attività indurrà ipokaliemia.

Alcuni ormoni come insulina e catecolamine, rilasciate in seguito all’assunzione di glucosio e potassio esercitano un controllo a breve termine sull’omeostasi dello stesso, in questo caso determinando il passaggio all’interno della cellula (stimolazione sodio-potassio ATP-asi) al contrario, ad esempio gli agonisti alfa-adrenergici e l’aldosterone aumenta l’escrezione a livello renale.

Anche l’equilibrio acido-base ha un effetto sulla potassiemia, riduzioni del pH possono determinare aumenti variabili di potassiemia dipendente dal tipo di disturbo acido-base (acidosi respiratoria o acidosi metabolica agiscono in modo diverso ad esempio).


Carenza di Potassio


Focalizziamo ora la nostra attenzione su eventuali carenze di potassio o ipokaliemia. Si parla di ipokaliemia in presenza di concentrazioni sieriche di potassio < 3,5 mEql/l.

L’ipokaliemia è definita lieve per valori di potassiemia fra 3,0 e 3,5 mEq/l, moderata per valori fra 2,5 e 3,0 mEq/l e severa per valori < 2,5 mEq/l15. Fra le cause più frequenti di ipokaliemia vi sono: l’uso di alcuni farmaci (diuretici, lassativi…), disordini tubulari renali e la dialisi.


Sintomi

Sono diversi in base alla gravità della stessa, ad esempio risultano assenti nell’ipokaliemia lieve, in quella moderata causa in genere affaticamento, stanchezza, anoressia, crampi muscolari e stipsi.

L’ipokaliemia severa può causare addirittura difficoltà respiratorie e paralisi ascendente. Le aritmie cardiache sono comuni nell’ipokaliemia, soprattutto in pazienti con patologie cardiache preesistenti.

carenza di potassio


Cause

L’ipokaliemia può dipendere principalmente da 3 fattori: ridotto apporto di potassio, squilibri nella redistribuzione all’interno delle cellule e aumentata eliminazione e dunque perdita netta.

Nel primo caso, che difficilmente da solo riesce a causare forme gravi di ipokaliemia è dovuto sostanzialmente a malnutrizione/denutrizione o ingestione di fattori (come l’argilla) in grado di chelare potassio e ferro ad esempio e quindi impedendone l’assorbimento.

Nel secondo caso le cause sono relative a casi patologici come alcalosi metabolica, o alterata produzione/azione insulinica ad esempio, infine alla base di un aumento della perdita netta possono essere diverse le cause/fattori, citiamo ad esempio iper-sudorazione (sportivo), diarrea e/o vomito o perdite renali (utilizzo di diuretici, o patologie legate agli stessi).

Una review ha valutato gli effetti e i meccanismi attraverso il quale l’ipokaliemia inducesse incrementi della pressione sanguigna e come supplementi di dosi elevate di potassio potessero influire sulla stabilità della stessa. La maggior parte dei dati suggerì una correlazione inversa tra intake di potassio e pressione sanguigna soprattutto nei soggetti sensibili a sale e con casi in famiglia di ipertensione, in questi soggetti alti dosaggi di potassio per periodi abbastanza lunghi di somministrazione sembravano modulare vasodilatazione e abbassare la sensibilità cardiovascolare a norepinefrina e angiotensina II.


Alimentazione

Come possiamo aumentare l’intake di potassio? Oltre agli integratori, la fonte più semplice e migliore da cui attingere sono senz’altro gli alimenti. Una dieta equilibrata potrà apportare sicuramente senza problemi i giusti livelli di potassio visto che sono molti gli alimenti che ne contengono in buone quantità.

Ad esempio basterà aggiungere passata di pomodoro o pomodoro fresco al nostro piatto di riso o pasta per aumentare considerevolmente l’apporto di potassio, oppure aggiungere semi oleosi o frutta secca al nostro panino del pranzo, anche le patate sono ricche di potassio ma gran parte solitamente viene perso nell’acqua di cottura al momento della bollitura.

Un’altra classe di alimenti particolarmente ricchi di potassio sono il latte e i latticini, così come le carni e i legumi, ancora una volta uno degli alimenti più ricchi risulta essere senz’altro frutta secca e semi oleosi. Infine non possiamo non considerare frutta e verdura anche se, soprattutto per quanto riguarda la verdura, cottura e contenuto in FAN (fattori antinutrizionali) avranno un impatto nella biodisponibilità dello stesso.

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Consigli Utili


Ecco alcuni consigli su come preservare o aumentare il contenuto di potassio dei nostri piatti, partiamo dai metodi di cottura.

Senz’altro la bollitura andrà a ridurre sensibilmente il contenuto di potassio soprattutto nei vegetali, pertanto saranno da prediligere metodi come la cottura al vapore o se decidiamo di bollire possiamo riutilizzare l’acqua di cottura per la preparazione di brodi o per cuocere ad esempio la pasta in ogni caso sarà importante aggiungere il sale soltanto al momento della bollitura dell’acqua e non a diretto contatto con l’alimento (non salare le verdure in anticipo).

Un altro accorgimento è quello di tagliare le verdure in pezzi abbastanza grandi non troppo piccoli, quando prepariamo una macedonia consumiamo anche il liquido/succo che rimane sul fondo.

Riportiamo alcuni alimenti ricchi di potassio (>300mg/100g): tra i vegetali troviamo, i carciofi, i finocchi crudi, la lattuga, le patate (non lesse) o i pomodori ad esempio; i legumi in genere come fagioli, ceci e piselli sono ricchi di potassio; nella frutta troviamo le albicocche, le pesche, i kiwi, l’ananas e le banane ad esempio particolarmente ricchi risultano essere avocado, frutta oleosa, le castagne e naturalmente la frutta essiccata/disidratata (concentrato di nutrienti) come le prugne secche e i datteri.


Conclusioni


Dunque il potassio ha senz’altro un ruolo fondamentale nel nostro organismo e il suo apporto non dovrà mai mancare specie per chi pratica sport.

Una giusta alimentazione sorretta dai buoni metodi di preparazione e cottura degli alimenti fornirà tutto il potassio necessario. In casi particolari di carenze o aumentato fabbisogno sarà da prendere invece in considerazione l’eventualità di un supplemento dello stesso.



Myprotein

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Scrittore ed esperto


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