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Alimentazione

Il Mirtillo | Quali Sono I Benefici?

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, Dottore in scienze e tecnologie alimentari, Laureando in Biological Sciences (curriculum Nutrition and Functional Food) e Istruttore certificato CSEN.

Il Mirtillo

Il mirtillo è il frutto prodotto dalle piante del genere Vaccinium., appartenente alla famiglia delle Ericaceae, le cui specie sono diffuse prevalentemente nelle zone temperate e temperato-fredde dell’emisfero boreale. Le specie maggiormente coltivate sono: V. corymbosum (mirtillo gigante americano), V. myrtillus (mirtillo nero), V. macrocarpon (mirtillo rosso americano).

Il mirtillo è una bacca costituita, come gli altri piccoli frutti, per la maggior parte da acqua, che rappresenta circa l’85 % della composizione del frutto. Da ciò deriva un valore energetico relativamente basso, pari a 25 kcal/100g, ma un elevato potere saziante (www.inran.it).

Le bacche sono mediamente ricche di zuccheri (6-10 g/100 g), di cui il più rappresentativo è il fruttosio, seguito dal glucosio, dai pentosi e dal saccarosio, mentre gli acidi organici sono responsabili del sapore acidulo del frutto e sono costituiti nella maggior parte dal malico e dal citrico.

I mirtilli sono anche particolarmente ricchi di vitamina C (20 mg/100 g), la cui attività è potenziata dalla presenza di sostanze flavonoidi, come la catechina e i biflavoni. Le catechine in particolare conferiscono al mirtillo quel sapore tipico leggermente astringente (Bounous, 2009).

Quali Sono I Benefici?

Gli effetti benefici per l’organismo umano derivanti da un consumo regolare di vegetali sono dimostrati da numerose ricerche scientifiche e tra i consumatori vi è sempre più la consapevolezza che una dieta ricca in frutta e verdura, possa portare giovamento alla salute (G. Giovanelli et al, 2009).

1. Antiossidante

Molti studi hanno verificato che questo frutto contiene vari composti con capacità antiossidante, come vitamina C vitamina E, carotenoidi e polifenoli, che lo rendono ottimo dal punto di vista nutrizionale, grazie agli effetti benefici apportati alla salute.

Anche alcuni minerali sono altrettanto importanti, perché sono elementi essenziali di enzimi con azione antiradicalica (es. manganese, molibdeno, rame, selenio, zinco).

I composti ad azione antiossidante possono agire singolarmente o interagire fra loro producendo un effetto sinergico. In considerazione di ciò, l’attenzione della ricerca è stata di recente rivolta alla quantificazione della capacità antiossidante totale (CAT) (Leonardi e Mezzetti, 2009).

La capacità antiossidante totale è sicuramente più elevata nei piccoli frutti rispetto alle altre specie frutticole, ma questa è però anche condizionata dalla varietà, dalle condizioni di coltivazione, dalle condizioni ambientali, dalla durata e dalle tecniche di conservazione del frutto (Guo et al., 2003).

Uno studio condotto presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università di Milano, effettuato mettendo a confronto mirtilli spontanei italiani (V.myrtillus L.) con alcune varietà coltivate di V. corymbosum, evidenzia come i primi registrino una concentrazione di polifenoli totali e antocianine molto più alta rispetto ai secondi.

I polifenoli sono un’ampia classe di sostanze, che includono fenoli acidi, catechine flavonoli e antocianine; esse svolgono un’azione preventiva nei confronti delle principali patologie degenerative legate all’invecchiamento oltre che verso le malattie cardiovascolari e i tumori.

I mirtilli contengono una grande quantità di:

  • Antocianine: sono pigmenti idrosolubili appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, una classe di composti polifenolici presenti nelle piante che sono considerati dei metaboliti secondari. In questo frutto le antocianine sono presenti principalmente come antocianidine, cioè nella forma glicosilata, tra cui menzioniamo la cianidina, la delfinidina, la malvidina, la peonidina e la petunidina;
  • Flavonoli: sono anch’essi una sottoclasse dei flavonoidi, tra cui troviamo la quercetina e la miricetina;
  • Catechine: come la catechina (+), l’epicatechina e le loro forme oligomeriche;
  • Acidi benzoici e cinnamici.

Grazie a queste sostanze, tale frutto, consumato fresco o in varie preparazioni (sciroppi, confetture, succhi), offre un’efficace protezione nei confronti dei radicali liberi presenti nell’organismo umano (G.Bounous, 2009).

2. Antinfiammatorio 

I polifenoli conferiscono proprietà antinfiammatorie e capillaroprotettrici, pertanto prodotti a base di mirtillo vengono impiegati come lenitivi delle dermatiti, come diuretici e regolatori delle funzioni intestinali (Bounous, 1996).

Numerose ricerche scientifiche hanno permesso di evidenziare il ruolo dei flavonoidi nelle patologie cardio-vascolari, autoimmunitarie, respiratorie, in campo tossicologico e oncologico (Halliwell, Gutteridge, 1985).

3. Capilloprotettore

Per la sua ricchezza in antociani, il mirtillo nero in modo particolare, è utile nel rafforzare il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e nel migliorarne l’elasticità ed il tono; per questo offre un ruolo di protezione contro la cardiopatia ischemica e induce la vasodilatazione (C. del Bo’ et al., 2010).

Studi condotti presso l’Università del Maine hanno verificato il miglioramento della reattività vascolare dell’aorta grazie alla somministrazione di mirtilli spontanei (V.angustifolium) a ratti ipertesi (A. Z. Kalea et al., 2010).

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4. Antibatterico

Anche del mirtillo rosso sono state recentemente messe in luce le virtù terapeutiche.

Infatti, analisi di laboratorio e studi osservazionali, dimostrano che bere regolarmente succo di mirtillo diminuisce il rischio di infezioni alle vie urinarie che sono una delle più comune infezioni batteriche tra la popolazione, di cui la più comune è la cistite.

Tale efficacia antibatterica è direttamene connessa al contenuto in proantocianidine del mirtillo rosso: queste sostanze possiedono proprietà batteriche antiadesive, grazie alle quali riducono la coesione di E.coli alle cellule uroepiteliali (Cibele Barbosa-Cesnik et al., 2011).

Il mirtillo rosso è ricco di acido benzoico, il quale blocca il metabolismo di batteri e lieviti, pertanto è usato come antimicrobico; alla ricchezza in acido benzoico si deve anche l’elevata serbevolezza del frutto (Dierking, 1985).

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5. Ottimo per gli occhi

Gli antocianosidi del mirtillo migliorano anche l’irrorazione delle cellule sensibili alla luce e di conseguenza l’adattamento dell’occhio all’oscurità. Sono noti del resto preparati farmaceutici a base di estratto di mirtillo per uso oftalmico: essi acuiscono la vista, facilitando la rigenerazione della rodopsina (Firenzuoli, 2004).

6. Ipoglicemizzante


Un’altra proprietà di cui vanta questo piccolo frutto, è quella di essere un ipoglicemizzante, grazie alla beta mirtillina, una sostanza (antociano) con meccanismo di azione simile all’insulina, utile quindi nel diabete (Albasini, 1991).

Conclusione

In conclusione, possiamo affermare che il consumo costante di mirtillo nella dieta, sia come prodotto fresco che trasformato, è un importante fonte di composti bioattivi importanti per il benessere dell’organismo.


  1. Albasini A. (1991) – Principi attivi dei piccoli frutti: realtà e nuove acquisizioni. Erboristeria Domani, n° 11. Bounous G. (1996) – Piccoli frutti: lamponi – rovi – ribes e uvaspina – mirtilli, Edagricole.
  2. Bounous G. (2009) – “Piccoli frutti: mirtillo, lamponi, more, ribes, uvaspina – come coltivarli, raccoglierli e utilizzarli”. Edagricole.
  3. Cibele Barbosa-Cesnik, Morton B. Brown, M. Buxton., L. Zhang, J. DeBusscher, B. Foxman (2011) – Cranberry Juice Fails to Prevent Recurrent Urinary Tract Infection: Results From a Randomized Placebo-Controlled Trial. Oxford Journals, Clin Infect Dis. Jan 1, 2011; 52(1): 23–30.
  4. Del Bo’ C., D. Martini, S. Vendrame, P. Riso, S. Ciappellano, D. Klimis-Zacas, M. Porrini, 2010. Improvement of lymphocyte resistance against H202-induced DNA demage in Sprague-Dewley rats after eight weeks of a wild blueberry (Vaccinium angustifolium)-enriched diet, Mutation Research 703 (2010) 158-162.
  5. Dierking W. (1985) – Ten years experience in lingonberry production. Acta Hort., 165, 269-271.
  6. Firenzuoli F. (2004) – Guida all’uso clinic delle piante medicinali. Masson Ed., 411.
  7. Giovanelli G., Buratti S. (2009) – Comparison of polyphenolic composition and antioxidant activity of wild Italian blueberries and some cultivated varieties. Food Chemistry 112: 903-908.
  8. Guo C., Yang, J., Wei J., Li Y., Jiang Y. (2003) – Antioxidant activities of peel, pulp and seed fractions of common fruits as determined by FRAP assay. Nutrition Research, 50:1719-1716.
  9. Halliwell B, Gutteridge JMC (1985) – Free Radicals in Biology and Medicine. Ed 3. Oxford University Press, Oxford.
  10. Kristo AS, Kalea AZ, Schuschke DA, Klimis-Zacas DJ (2010) – A wild blueberry-enriched diet (Vaccinium angustifolium) improves vascular tone in the adult spontaneously hypertensive rat. J. Agric. Food Chem. 2010 Nov 24; 58(22):11600-5.
  11. Epub 2010 Oct 22. Leonardi C., Mezzetti B. (2009) – Determinazione della qualità delle produzioni ortofrutticole. Ital. J. Agron./Riv. Agron., 2009, 1 Suppl. 103-113.

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