Alimentazione

Benefici del Limone | Tutti Quelli Che Devi Conoscere

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Il Limone


Partiamo descrivendo la pianta e il frutto facendo riferimento ad alcuni cenni storici, per comprendere origini e utilizzi nel tempo di questo alimento.

Il limone, nome botanico Citrus Limonum Risso, frutto di origine antica probabilmente ibrido tra pompelmo e cedro, appartiene al genere citrus, originario dell’Asia sud orientale (India, Cina, Malesia e Filippine).

Esistono circa 16 specie tutte contraddistinte da piccoli alberi/arbusti sempre verdi la cui coltivazione sembra risalire al 500 a.C.


Storia


Il Mediterraneo può essere considerato tutt’oggi il “limite distributivo” occidentale degli agrumi coltivati nell’antichità (anche se recentemente paesi come Messico, Argentina, Brasile e Stati Uniti hanno incrementato notevolmente le loro produzioni scalando le classifiche).

Tale distribuzione è comunque il risultato della diffusione della coltivazione del genere Citrus verso occidente iniziata nel III millennio a.C. a partire dal centro di origine localizzato come detto in Cina, e che si concluse agli inizi dell’era cristiana.

Il processo di espansione viene delineato da Calabrese (1990) sulla base di testimonianze scritte, figurate, lessicali, ecc., individuando le fasi dell’avanzata dei preziosi frutti lungo la più importante via di collegamento fra Mediterraneo ed oriente nell’antichità, cioè l’India e i territori interposti tra essa e il Mediterraneo stesso.

In India, territorio a contatto diretto con la Cina, i più antichi documenti, anteriori all’800 a.C. (ma verosimilmente queste piante erano ben note da tempo per tradizione non scritta come accennato in precedenza), riportano i nomi del cedro, del limone e di altre essenze intermedie fra le due specie; del resto, il limone sembra derivare dal cedro.

Originario per la precisione del nord dell’India il limone si diffuse ben presto in Cina e nell’Asia sud-occidentale, (in questi luoghi si contano ben diciassette differenti specie selvatiche). La coltivazione del limone si estese da qui alla Mesopotamia, per poi essere introdotta dagli schiavi ebrei, una volta liberati anche in Palestina.

Da qui grazie alle caratteristiche dimostrate dallo stesso venne presto inserito in riti religiosi e piatti tipici, andando pian piano a diffondendersi fino al bacino del Mediterraneo. Il limone da subito non venne apprezzato dai romani, probabilmente a causa del sapore acre e acido delle prime varietà e del suo uso se ne perdono le tracce fino alle invasioni arabe di Spagna e Italia Meridionale.

Furono successivamente gli arabi a diffonderlo nuovamente e gli stessi Crociati di ritorno dalla Palestina riportarono alberelli di limone in patria, così da poter continuare a gustare il succo del frutto che li aveva dissetati durante le Guerre Sante. Vennero impiantati così i primi agrumeti che poi da Spagna e Sicilia si propagarono a tutte quelle zone, dotate di climi caldo-temperati.


Profilo Nutrizionale


Dopo aver brevemente individuato e descritto storia e origini della pianta, andiamo a considerare i diversi impieghi e composizione analitica dello stesso per poi osservare come alcuni studi recenti abbiano riconosciuto diverse proprietà benefiche sulla salute dell’individuo.

Parlando di nutrienti il limone risulta essere un’ottima fonte di Vitamina C, potassio, calcio e magnesio. Del limone possono essere utilizzati sia la buccia che in media può raggiungere fino al 40% del peso utilizzata ad esempio per la produzione di canditi o per l’estrazione di essenze e pectina, anche i semi possono essere utilizzati da cui si estrae olio o una pasta utilizzabile per l’alimentazione animale. Inoltre, con la buccia del limone si produce un tipico liquore nato in Campania ma ormai diffuso in tutto il mondo, il Limoncello.

Andiamo però considerare la parte più utilizzata, la polpa per la produzione di succo, il succo rappresenta fino al 50% del peso del frutto e arriva a contenere anche 80g&l di acido citrico, in grado di donare la caratteristica nota aspra sono inoltre molto rappresentati molti altri acidi come il malico e l’ascorbico (vitamina C).

Dalla scorza viene invece estratto l’olio essenziale, costituito principalmente da due composti il limonene e i pineni, curioso notare come occorrano circa 3000 limone per ottenere circa un kg di estratto. L’olio essenziale viene utilizzato principalmente nell’industria alimentare per il potere aromatizzante e nell’industria profumiera.


Impieghi


In campo farmaceutico/terapeutico da sempre utilizzato nella medicina “popolare” come antiemorragico e disinfettante (succo) viene tutt’oggi sfruttato per l’alto contenuto in vitamine specie vitamina C, come tonico per la circolazione, come supplemento per la riduzione della pressione sanguigna, raffreddori, influenza.

Per l’alto contenuto di vitamina C si dimostrò in passato il principale rimedio per lo scorbuto nei marinai che cominciarono ad approvvigionarsi di limoni prima di partire per i lunghi viaggi in mare.


Benefici del Limone


Analizziamo ora alcuni studi in cui sono stati presi in esame i composti descritti in precedenza valutandone le possibili azioni benefiche sull’organismo umano.


1. Alleato nella perdita di peso

Alcuni ricercatori hanno cercato di studiare l’effetto dei polifenoli contenuti nel limone in diete ricche di grassi somministrate a ratti e la regolazione dell’espressione dei geni implicati nel metabolismo lipidico negli stessi.

I ratti in esame vennero divisi in 3 gruppi alimentati rispettivamente con una dieta “low-fat”, una dieta “high-fat” e una dieta “high-fat” con un supplemento di estratto di polifenoli del limone, il tutto per 12 settimane. I risultati dimostrarono come gli effetti dei polifenoli contenuti nel limone avessero un impatto nella riduzione di accumulo di grasso corporeo, iperlipidemia, iperglicemia e insulina resistenza, così come incrementasse in maniera più significativa rispetto agli altri due gruppi, il livello di mRNA di diversi geni legati al metabolismo lipidico (nel fegato).

Dunque, supplementi di polifenoli estratti dal limone (nei ratti) sembrano essere correlati con diminuzione dell’aumento in peso e grasso corporeo attraverso l’incremento dell’espressione dei diversi geni legati al metabolismo lipidico specie nel fegato e nel tessuto adiposo bianco (mRNA: PPAR alfa, ACO).


2. Azione antibatterica

Sempre considerando concentrati di frutta, un altro studio ha valutato le attività antiossidanti, antimicrobiche e fitochimiche di succhi estratti da limoni diversi. I risultati hanno dimostrato la presenza di diversi composti ad azione antiossidante oltre alla vitamina C, come alcaloidi e flavonoidi, inoltre il succo sembra avere proprietà antimicrobica contro 5 ceppi batterici e 3 ceppi fungini.

Paragonando i diversi succhi tra di loro i succhi derivanti da specie “selvatiche” hanno dimostrato maggior contento in antiossidanti e maggior attività antimicrobica.


3. Azione antiossidante

Un altro studio effettuato su conigli in Nuova Zelanda ha cercato di valutare l’effetto antiossidante del succo di limone e della buccia e l’associazione con aterosclerosi in conigli alimentati con una dieta ricca di colesterolo. 40 conigli divisi in quattro gruppi vennero sottoposti ad una dieta ipercolesterolemica per 4 mesi, il primo gruppo come controllo, il secondo ed il terzo ricevettero 5 ml/day di succo di limone e 1g/d di polvere di buccia di limone mentre il 4 gruppo venne sottoposto ad una dieta normale anch’esso come controllo.

I risultati relativi alle analisi ematiche dimostrarono un’attività antiossidante superiore (plasma total antioxidant capacity) nei conigli che assumevano limone rispetto ai casi controllo, inoltre comparando il primo gruppo con il secondo ed il terzo vennero riscontrate molte meno placche di grasso a livello di arterie coronarie e aorta.


4. Diminuisce la pressione sanguigna

Uno studio ha esaminato il possibile contributo di una combinazione di assunzione giornaliera di limone (da un minimo di ½ limone ad un massimo di 20) e una sessione di camminata sulla pressione sanguigna. Lo studio che ha preso in esame 111 donne Giapponesi in una area in cui vengono coltivate grandi quantità di limoni (isole della “Seto Inland Sea”, Hiroshima).

Nel periodo di 5 mesi di questo studio vennero valutati i cambiamenti nella composizione corporea, nella pressione sanguigna e nei diversi parametri ematici degli individui in esame, dimostrando una buona correlazione con la diminuzione della pressione sanguigna accompagnata nella maggior parte dei casi con un incremento di acido citrico a livello ematico così come l’aumentare della distanza percorsa camminando si dimostrò efficace nella riduzione della pressione sanguigna.



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Scrittore ed esperto


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