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Maltodestrine Cosa Sono? A Cosa Servono? Controindicazioni


Le Maltodestrine Cosa Sono?


Dunque, maltodestrine, un integratore che passa spesso, troppo spesso inosservato eppure ha un’utilità che gli permette di entrare, nella top 10 dei migliori sul mercato, o quantomeno di essere considerato, senza dubbio, uno dei più utili ed efficaci a disposizione dello sportivo.. che sa come usarle.

Ma le maltodestrine cosa sono esattamente? Si tratta di un carboidrato complesso ottenuto tramite idrolisi di amidi o anche tuberi (come vedremo la fonte può giocare un ruolo importante). Le maltodestrine così create sono costituite da molecole di glucosio ordinate in catene di polimeri più o meno lunghe (e vedremo come inciderà la lunghezza delle stesse nella qualità della maltodestrina). Dunque si tratta di unità di D-glucosio (di solito dalle 3 alle 17) legate in catene. Minori saranno queste catene maggiore sarà la DE (destrosio equivalenza, il cui valore può andare da 3 a 20) dunque le maltodestrine avranno un comportamento più simile al destrosio.

Dunque, prima precisazione, la maltodestrina è un carboidrato complesso, ma ciò non vuol dire che il suo assorbimento sia lento, anzi. Ha un indice glicemico analogo al destrosio e ne rappresenta, per motivi che vedremo più avanti, un ottimo sostituto [10] [11].


Tempi di Assorbimento, DE ed Indice Glicemico


MaltodestrinaPoste dunque le basi generali per capire di cosa stiamo trattando andiamo ad analizzare un primo tema caldo, ossia quello relativo ai tempi di assorbimento della maltodestrina.

Dunque, la maltodestrina presenta un PM (Peso Molecolare) maggiore del destrosio, così essa ha un’osmolarità in soluzione di molto inferiore allo stesso (al 5% il destrosio sta a c.ca 300 mOsm mentre me maltodestrine c.ca 48[2]) questo che vantaggio ci da?

Se avete letto l’articolo sul destrosio lo avrete già capito. Una minore osmolarità fa si che la soluzione passi più velocemente il tratto gastrico e che venga assorbita più velocemente nel tratto intestinale grazie alla favorevole pressione osmotica creatasi. Ma non si tratta solo di TEMPI di assorbimento, quanto piuttosto di facilità del processo digestivo. Più questo è facile, meno sangue verrà richiamato, più ve ne sarà per i muscoli. In sostanza saremo più efficenti durante l’allenamento (che è uno dei contesti in cui le maltodestrine sono più indicate). Inoltre, al contrario del destrosio, non pone problematiche di richiamo d’acqua nel lume intestinale in quanto esse dipendono proprio da un’eccessiva osmolarità in soluzione. Benissimo, uno dei problemi che però ci si è posti da subito era la reale differenza delle maltodestrine in relazione alla loro DE. In altri termini, DE più bassi comportano una struttura più “complessa”, questo si traduce in tempi di assorbimento maggiori o indici glicemici più bassi?

No. Il DE è stato per questo molto frainteso, anzi, strutture più complesse portano ad un maggiore PM e quindi una migliore facilità di digestione. Si veda il Vitargo, supplemento utilizzato ed idealizzato per il rapido assorbimento dimostrato [3] [4] [5], eppure presenta un DE bassissimo ed una struttura piuttosto complessa [6] [7].

Dunque questa Destrosio Equivalenza cosa comporta all’atto pratico? Ebbene essa influisce sulla facilità di assorbimento, sarà dunque meglio ricercare integratori con DE più bassa ma, in alcun modo, vi sono influenze a livello di indice glicemico. Capiamo qui una cosa. Il fatto che un glucide sia assorbimento meglio non vuol dire (necessariamente) che vi siano differenze sulle curve glicemica ed insulinica rispetto ad un altro integratore [9].

Tagliamo corto. Maggiore è la destrosio equivalenza, più corte sono le catene di glucosio, maggiore è la dolcezza, maggiore è la solubilità, e minore è la resistenza al calore. Tutto ciò non ha a che vedere con i valori dell’indice glicemico [8].


Fonti di Provenienza


Un aspetto su cui pochi si soffermano è quello relativo alla fonte da cui proviene la maltodestrina. Come abbiamo visto può derivare da amidi, dunque mais, riso, avena o cereali in generale, o tuberi (per esempio la patata). Ultimamente vi sono state delle analisi interessanti circa le maltodestrine provenienti da amido di avena e riso. Queste ultime presentavano un rallentamento della motilità ed una migliore tolleranza da parte dell’apparato gastrointestinale.

A parte questo discorso normalmente la maltodestrina viene prodotta dal mais. Nell’UE è molto utilizzata anche la maltodestrina proveniente dal grano e qui il primo dubbio. Come comportarsi nel caso di celiachia? Il problema in verità non sussiste in quanto la maltodestrina viene ottenuta attraverso un processo che elimina il contenuto proteico, può esser pertanto definita come un alimento senza glutine. Ad ogni modo, laddove la provenienza sia il grano, questo deve essere riportato, per legge, nella confezione [1].

Dunque come scegliere la fonte? Di nuovo è una questione di soggettività. Da una parte dobbiamo considerare eventuali intolleranze, se non ne abbiamo le maltodestrine provenienti dall’amido di mais andranno più che bene. Se invece presentiamo problematiche digestive o specifiche intolleranze, allora provare fonti alternative come quelle derivanti dalla patata potrebbe essere una mossa risolutiva.


A Cosa Servono? Utilizzo nello Sport


Il principale utilizzo delle maltodestrine in ambito sportivo risiede nella loro funzione energetica. Questo in analogia con il destrosio rispetto al quale, però, presentano la caratteristica di essere digerite più facilmente (come visto sopra). Questo apre nuove possibilità ovvero:

  1. Un utilizzo di dosi maggiori senza incorrere in problemi intestinali.

  2. Un utilizzo durante l’attività fisica senza appesantire l’apparato gastrointestinale ed inficiare la performance.

Le maltodestrine sono quindi molto utilizzate nell’attività aerobica o in attività prolungate, quali il ciclismo, dove un apporto energetico risulta utile. Negli ultimi anni se ne sta invece incentivando l’utilizzo anche nll’attività con i pesi. In entrambi i casi è stato visto come le maltodestrine, o comunque l’integrazione di carboidrati, apportasse un grande beneficio in termini di performance [10] [12] [13].

Come abbiamo visto anche nell’articolo sul destrosio, un beneficio, laddove si utilizzino alte quantità di carboidrati, può derivare dalla combinazione di maltodestrine con destrosio o fruttosio. Difatti questi composti utilizzato tutti sistemi di trasporto/assorbimento diversi ed hanno tempi di assorbimento e di entrata nel torrente ematico diversi [14] [15].

Un altro fine con cui utilizzare le maltodestrine a ridosso dell’allenamento (prima, durante e dopo) è quello di idratarsi. L’acqua, una volta arrivata al lume intestinale, utilizza un sistema passivo di assorbimento determinato dalla pressione osmotica creatasi. L’utilizzo di carboidrati (combinati con il sodio magari) porta ad utilizzare dei sistemi attivi che sono più rapidi ed efficenti [16]. Non a caso, seppur i tempi di svuotamento gastrico sono maggiori con l’aggiunta di carboidrati (o in generale all’aumento della densità calorica), i tempi di assorbimento finali risultano inferiori con una bevanda a base di maltodestrine. Ripropongo a tal proposito la tabella indicativa che illustrai nell’articolo sul destrosio:

DURATA ATTIVITA’ QUANTITA’ CARBOIDRATI TIPOLOGIA
30’-75’ Piccole quantità Trasportatori singoli o multipli
1-2h 30gr/h Trasportatori singoli o multipli
2-3h 60gr/h Trasportatori singoli o multipli
>2,5h 90gr/h Trasportatori multipli

Quindi, riassumento:

  1. Utilizzo prima-durante e dopo l’allenamento a fini energetici e di idratazione.
  2. Bevanda al 5-8%, fresca e palpabile (ottimo l’utilizzo di flavouring o dolcificanti).
  3. Possibilmente aggiunta di sodio ed elettroliti per favorire l’assorbimento e il ripristino dei sali persi.

Controindicazioni


Vediamo quali potrebbero essere delle problematiche derivanti dall’utilizzo.

1. Problemi di digeribilità o intestinali non ve ne sono, ovviamente se abbastanza diluite, ma molto difficile riusciate a procurarveli.

2. La celiachia anche non dovrebbe portare a difficoltà di digestione in quanto il prodotto è per definizione senza glutine o con tracce.

3. Un problema potrebbe derivare dalla difficoltà di digestione del mais o del cereale da cui si sono ricavate. In questo caso cercare di variare le fonti può essere utile (è un aspetto su cui nessuno ragiona dando spesso la colpa al prodotto di per sè).

4. Un altro problema può derivare da stati di ipoglicemia reattiva causati dall’assunzione di alte dosi concentrate in poco tempo di maltodestrine. In verità anche qui occorre poco buon senso per procurarseli. Sconsiglio comunque di avere alte assunzioni prima dell’allenamento ma di assumerle sempre per frazionate nel corso dello stesso. Ad ogni modo già lo stato allenato del soggetto porta a rendere difficile che l’organismo non sia in grado di gestire delle buone dosi glucidiche.. almeno questo dovrebbe essere una conseguenza/obbiettivo di ogni buon atleta.

 

 


1) http://www.glutenfreeliving.com/gluten-free-foods/ingredients/ingredients-index/#maltodextrin

2) hhttp://www.vitargo.com/clinical-studies/

3) http://www.vitargo.com/static/media/studies/vitargo-gastric.pdf

4) http://scholarcommons.usf.edu/etd/3281/

5) https://www.thieme-connect.com/products/ejournals/abstract/sportsmed/doi/10.1055/s-2007-972862

6) http://www.vitargo.com/static/media/studies/karin-piehl.pdf

7) http://www.vitargo.com/static/media/studies/vitargo-malt-max-end-07.pdf

8) https://it.wikipedia.org/wiki/Destrosio_equivalenza#cite_note-17

9) http://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/09168451.2014.943654

10) https://books.google.it/books?id=TNVf4b5JvLcC&pg=PA179&dq=maltodextrin+glycemic+index&hl=it&sa=X&ei=tc4pT6ThH4aE-wash4mpBQ&ved=0CFoQ6AEwBw#v=onepage&q=maltodextrin%20glycemic%20index&f=false

11) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2161615

12) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20975107

13) http://link.springer.com/article/10.1007/s40279-014-0148-z

14) http://journals.lww.com/acsm-msse/abstract/1983/15050/gastric_emptying_characteristics_of_two_glucose.4.aspx

15) http://jap.physiology.org/content/73/5/2142

16) http://europepmc.org/abstract/MED/861431

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