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La Fenilalanina Fa Male? | Tutto Quello Che C’è Da Sapere

La Fenilalanina

Qualche articolo fa parlammo degli aminoacidi essenziali ossia degli aminoacidi che il corpo umano non è in grado di sintetizzare autonomamente nelle quantità richieste e che vanno quindi integrati attraverso l’alimentazione – e del loro importantissimo ruolo all’interno del nostro organismo.

In questo articolo ci soffermeremo sulla Fenilalanina (uno tra gli aminoacidi essenziali), approfondendo il ruolo da esso svolto (ed i relativi benefici), le fonti alimentari, i principali integratori ed i possibili effetti collaterali (Quasi inesistenti salvo dosaggi di gran lunga superiori a quelli consigliati o rare patologie in corso).

1. Cos’è? A Cosa Serve?

La Fenilalanina, come abbiamo appena visto, è un aminoacido essenziale (presente nelle più comuni proteine alimentari) e come tale contribuisce alla sintesi proteica e alla biosintesi (cioè alla formazione) di importanti ormoni tiroidei (come la tiroxina) , catecolamine (ovvero dopamina, adrenalina e noradrelina) e melanina grazie all’enzima Fenilalanina 4-monoossigenasi che la converte in Tirosina (un aminoacido non essenziale presente in grandi quantità nella caseina); la Fenilalanina è quindi un precursore della Tirosina, alla base quindi della produzione di alcuni neurotrasmettitori utili nella regolazione del sonno, dell’umore, del senso di sazietà e della frequenza cardiaca.

Una volta convertita in tirosina, quest’ultima viene convertita (grazie al processo enzimatico tirosina idrossilasi) in levodopa, un aminoacido intermedio nella biosintesi della dopamina utilizzato nel trattamento del Parkinson; le catecolamine (delle quali la tirosina è precursore) promuovono inoltre la conversione dei depositi energetici (glicogeno e grasso) in combustibili prontamente disponibili (glucosio e acidi grassi liberi) e trovano impiego nel trattamento di patologie cardiache, neurologiche, nella terapia di pronto soccorso dello shock anafilattico e nella cura della più comune emicrania.

Insieme all’acido aspartico (un aminoacido non essenziale che agisce come neurotrasmettitore eccitatorio coinvolto inoltre nella gluconeogenesi, processo fondamentale per garantire l’apporto di glucosio ai tessuti dipendenti dall’insulina, inclusi i muscoli durante l’esercizio fisico) è il principale componente dell’aspartame, dolcificante artificiale più diffuso al mondo e purtroppo oggetto di numerose critiche e leggende metropolitane (del tutto infondate).

La fenilalanina sembra inoltre inibire la sintesi di melanina, responsabile della ipopigmentazione di capelli, cute e iride; una carenza di fenilalanina sembra infatti favorire la formazione di capelli bianchi.

2. La Fenilalanina Fa Male?

La Fenilalanina, come tutti gli aminoacidi essenziali, se assunta nelle dosi consigliate può solo giovare alla salute e al benessere dell’organismo e non risultano particolari effetti indesiderati provocati dall’assunzione.

Tuttavia è importante precisare che l’assunzione è controindicata nel caso si soffra di ipertensione, emicrania o di patologie genetiche come la Fenilchetonuria (una malattia genetica che rende l’organismo incapace a metabolizzare la Fenilalanina mantenendo quindi elevati i tassi di questo aminoacido nel sangue e nei tessuti ed arrecando danni al sistema nervoso centrale).

 

3. Fonti alimentari ed Integratori

La Fenilalanina è presente in natura maggiormente negli alimenti proteici (essendo un aminoacido) come

  • Carne
  • Latticini
  • Pesce
  • Legumi (specialmente la soia)
  • Uova
  • Mandorle
  • Noci
  • Cereali (integrali).

In 100 grammi di albume in polvere sono presenti circa 5 grammi di Fenilalanina mentre in 100 grammi di proteine isolate della soia circa 4.7 grammi.

L’integrazione di Fenilalanina può essere utile sia in ambito sportivo (Per via del ruolo che gioca nella biosintesi delle catecolamine e per il miglioramento dell’umore da esse indotto) che in ambito dietetico (Per via del senso di sazietà e dell’incremento metabolico indotto dalle catecolamine), è necessario tener presente che si tratta di un aminoacido essenziale e come tale andrebbe assunto quotidianamente almeno nelle quantità minime consigliate.

Integrare la Fenilalanina nella propria dieta è molto semplice ed economico e può essere fatto in modi e con alimenti differenti: come abbiamo visto prima essa è contenuta in grosse quantità nell’albume d’uovo in polvere, nei latticini e nella soia; la scelta potrebbe quindi ricadere sulle proteine del siero del latte, sull’albume d’uovo in polvere o sulle proteine isolate di soia; in questo modo combinerete il recupero muscolare (grazie alle proteine assunte nel post-workout) all’assunzione delle dosi consigliate di Fenilalanina ed ai benefici che quest’ultima apporta.

Un’alternativa all’assunzione combinata potrebbe essere l’integrazione attraverso specifici integratori come DL Fenilalanina o come un mix di aminoacidi essenziali in polvere.

Conclusione


Nel caso in cui la vostra dieta sia già bilanciata e preveda l’assunzione di fenilalanina attraverso le fonti alimentari precedentemente descritte, mi sento di consigliare comunque l’assunzione di aminoacidi essenziali in polvere (abbinati a BCAA nel caso pratichiate attività sportive) per via dei benefici apportati da queste preziosissime molecole (come ampiamente discusso nell’articolo indicato nell’introduzione).



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Scrittore ed esperto


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