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Alimentazione

Cibi Antidepressivi | Esistono Veramente? I Migliori

Dalla scrittrice Myprotein Le Fitchef, food blogger ed esperta di alimentazione.


Cibi Antidepressivi


Uno studio del  McLean Hospital, l’ospedale affiliato alla Harvard Medical School e specializzato nel trattamento delle patologie psichiatriche e delle dipendenze, indica che alcuni alimenti possono avere effetti simili a quelli di alcuni farmaci prescritti nel trattamento della depressione, come il Prozac. Sebbene la notizia sia entusiasmante, questi effetti sono osservabili solo su cavie da laboratorio.

Nessun paziente in cura con antidepressivi dovrebbe interrompere l’assunzione, alla luce di risultati non confermati in studi randomizzati su umani, anche se questi non fanno altro che confermare che scelte di buon senso, in campo alimentare, possono influire positivamente sul benessere generale.

cibi antidepressivi

Gli alimenti di cui ci nutriamo forniscono l’energia essenziale, grazie alla quale il nostro organismo costantemente opera e si rigenera, e qualità di questi alimenti può influenzare numerose funzioni vitali. Per esempio sappiamo quanto importante sia la funzione dei neurotrasmettitori nel cervello e come essi interagiscano tra loro,  è quindi intuitivo pensare che, migliore è il “carburante” fornito alle funzioni superiori, migliori saranno le prestazioni fornite.

Il metodo applicato a questo studio è lo stesso che ha portato ad importanti scoperte nel trattamento dei disturbi depressivi, ma è necessario tenere a mente il fatto che questi risultati non sono stati validati dai test rigorosi a cui sono sottoposti, normalmente, i nuovi farmaci antidepressivi.

Molto spesso, ciò che appare efficace nel modello animale finisce col fallire nella fase di sperimentazione umana, o con il restituire risultati perlomeno inaspettati. Ad esempio, due importanti case farmaceutiche, la Merck e la Pfizer, spesero anni nello sviluppo di un rimedio che agisse sul neurotrasmettitore denominato Sostanza P.

La Merck sviluppò un farmaco che avrebbe dovuto agire contro la nausea causata dalla chemioterapia, ma questo finì per avere una franca azione antidepressiva negli esseri umani.


Uridina e Omega 3


Tornando al nostro studio, ciò che i ricercatori hanno fatto nella pratica, è stato somministrare ai ratti due sostanze presenti in alcuni alimenti: acidi grassi omega 3, un tipo di grassi che non può essere sintetizzato dall’organismo, e uridina, uno dei componenti costituenti del DNA che promuove la produzione di energia cellulare.

Ad un terzo gruppo di cavie fu somministrato un cocktail di antidepressivi.

La dieta a base di omega 3 mostrò risultati dopo un mese e l’uridina si confermò efficace per tutto il periodo di somministrazione alle cavie. Quando le due sostanze venivano somministrate insieme, le cavie sottoposte a questa dieta reagivano come quelle la cui alimentazione comprendeva il cocktail di antidepressivi.

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La possibile ragione di questo risultato risiede nella struttura della membrana cellulare. I grassi alimentari e il colesterolo endogeno sono responsabili della sua struttura semirigida in grado di regolare il flusso delle numerose sostanze chimiche che l’attraversano continuamente, sostenendo l’esistenza stessa della cellula e i suoi rapporti con il resto dell’organismo.

Gli omega3 contribuiscono a fluidificare questa struttura, limitando gli ostacoli al passaggio di queste sostanze. Ciò è particolarmente importante nei mitocondri, la cui funzione è incentivata dall’uridina e resa più fluida dalla presenza di omega3

Il ruolo dei mitocondri nella salute mentale sta ottenendo sempre maggiore interesse nella ricerca.

Alla luce di queste evidenze ci si domanda se davvero un’integrazione di uridina e omega 3 possa in futuro funzionare anche nel trattamento dei pazienti affetti da depressione e in che dosi la somministrazione dovrebbe avvenire per tenersi al di qua di effetti avversi.

Per il momento le prove a sostegno di quanto finora esposto sono scarne e statisticamente irrilevanti, sebbene siano noti numerosi altri effetti benefici derivanti da un’adeguata e costante integrazione di acidi grassi essenziali omega 3.


Dove Si Trovano?


Possiamo quindi, alla luce di quanto osservato,  considerare opportuno aumentare le porzioni settimanali di alimenti che contengono in abbondanza omega3 e uridina?

Sì, partendo dal presupposto che essi forniscono comunque accertati benefici all’organismo, coma la riduzione del rischio cardiovascolare.

Via libera quindi a pesce azzurro e frutta secca, il cui consumo è comunque legato ad un miglioramento generale dello stato di benessere ed alla prevenzione di alcune patologie vascolari e metaboliche, talvolta alla base di fenomeni di degenerazione psichica e neurologica.

Possiamo quindi concludere che, se non è al momento possibile sostituire la terapia farmacologica con un’alimentazione dedicata, è comunque possibile migliorare le condizioni di vita del paziente, somministrandogli una dieta sana e ricca di nutrienti che possano sostenerlo nello svolgimento delle suo occorrenze quotidiane nel miglior modo possibile



Myprotein

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Scrittore ed esperto


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