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Acido folico e trappola dei folati | Cosa bisogna sapere

L’acido folico, o vitamina B9, è una vitamina idrosolubile del gruppo B. È un profarmaco che viene attivato una volta assunto in tetraidrofolato (THF) che agisce da coenzima nel metabolismo dell’unità monocarboniosa per la sintesi di acidi nucleici e amminoacidi ed insieme ad altre vitamine del gruppo B (B12, B2) partecipa al metabolismo dell’omocisteina.

 

Le principali fonti alimentari di acido folico sono le frattaglie anche se lo ritroviamo come folati in verdure a foglia verde, legumi e uova, ma i folati hanno una biodisponibilità molto minore (del 50%) rispetto all’acido folico oltre ad essere anche molto termolabile (oltre il 50% dei folati vengono persi in cottura).

 

Una buona parte della popolazione mondiale non raggiungeva la quota giornaliera raccomandata di acido folico, problema che sembra essere diminuito drasticamente negli ultimi anni con l’introduzione di alimenti fortificati (Cereali, farine ecc.).

Acido folico e trappola dei folati | Cosa bisogna sapere

 

La carenza di acido folico rimane assai diffusa nei paesi sottosviluppati a causa non solo di deficit nutrizionali ma anche malattie infettive, terapie farmacologiche, gravidanze, malassorbimento.

 

Una carenza di acido folico si traduce in deficit nella sintesi di acidi nucleici che andrà a coinvolgere in primis le cellule in più intensa mitosi come quelle del midollo osseo.

 

Perciò la sintomatologia da carenza di acido folico si manifesta attraverso un’anemia macrocitica cui si può accompagnare leucopenia e trombocitopenia, alterazioni della cute, delle mucose e disturbi gastrointestinali, inoltre una carenza durante la gravidanza può portare a difetti nello sviluppo del tubo neurale; motivo per cui è consigliata un’integrazione di acido folico in gravidanza.

 

Nonostante non siano noti effetti tossici da folati si sconsiglia di assumerne eccessivamente in quanto avendo una carenza di folati sintomi simili ad una carenza di vitamina B12 un’integrazione eccessiva di acido folico può mascherare la carenza di vitamina B12 in particolare in soggetti anziani e vegetariani.

 

 

Come già accennato l’acido folico è coinvolto nel metabolismo dell’omocisteina, in particolare nella sua rimetilazione in metionina.

 

La metionina è un amminoacido coinvolto nella sintesi della cisteina, della carnitina, della taurina, di alcuni fosfolipidi, è un agente chelante, un acidificante delle urine e sotto forma di S‐adenosil metionina (SAM) può comportarsi da agente metilante.

Acido folico e trappola dei folati | Cosa bisogna sapere

Le SEM vengono consumate da alcune reazioni (dove è necessaria una metilazione es. acidi nucleici, proteine ma anche nella sintesi di ormoni e neurotrasmettitori) producendo adenosina e omocisteina.

Ora un accumulo di omocisteina è dannoso per l’apparato cardiovascolare, si registrano infatti eventi patologici all’endotelio associati ad alti livelli di omocisteina (aterosclerosi, ipertensione, procoagulazione, danno al tessuto connettivo ecc.) che deve essere necessariamente smaltita.

 

L’omocisteina può seguire due vie: quella della transulfurazione che porta alla produzione di una cisteina che poi potrà svolgere i propri ruoli (es. sintesi glutatione) oppure può essere
rimetilata in metionina.

 

La rimetilazione dell’omocisteina a metionina è catalizzata dall’enzima metionina sintasi ed utilizza l’N5‐metil‐THF come donatore di metile e la vitamina B12 come cofattore. Questa è la reazione in cui si ha il più grande utilizzo di folati.

Acido folico e trappola dei folati | Cosa bisogna sapere

La dipendenza della metilazione dell’omocisteina da folati e vitamina B12 dà la spiegazione biochimica del perché la singola carenza di ciascuna delle due vitamine induca gli stessi sintomi megaloblastici nel midollo osseo e le stesse alterazioni in altri tessuti a rapida divisione cellulare.

 

L’N5‐metilTHF deve essere rigenerato a THF per poter essere riutilizzato nelle vie che portano alla sintesi delle basi azotate puriniche e pirimidiniche.

 

La carenza di vitamina B12 induce carenza secondaria di folati, che restano bloccati nella forma metilTHF e non sono riportati alla forma funzionale THF, questa è la cosiddetta trappola dei folati.
Infatti la supplementazione di folati consente un’adeguata sintesi dei nucleotidi e questo maschera e ritarda l’evidenziarsi dei sintomi, soprattutto neurologici, dovuti alla carenza della vitamina B12 che viene quindi “nascosta”.

L’N5‐metilTHF si forma tramite una reazione irreversibile NADPH‐dipendente dall’N5, N10‐metilenTHF per opera dell’enzima N5, N10‐metilenTHF riduttasi (MTHFR), che utilizza FAD.

 

Pertanto, modificazioni funzionali di questo enzima, come nel caso di polimorfismi, possono portare ad alterazione del ciclo omocisteina‐metionina.


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Leonardo Cesanelli

Leonardo Cesanelli

Scrittore ed esperto

Leonardo Cesanelli è un Biologo Nutrizionista (N.I. AA_080818) e Dottore in Scienze e Tecnologie Alimentari. Ha conseguito una Laurea magistrale in Nutrizion and Funcitonal Food (Biological Sciences). Tra le sue qualifiche annovera quella di Personal trainer e istruttore certificato CSEN. Attualemente lavora come libero professionista biologo nutrizionista-preparatore atletico.


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