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Acido Folico | Che Cos’è? Effetti Sull’Organismo

Dalla scrittrice Myprotein Le Fitchef, food blogger ed esperta di alimentazione.


Acido Folico: Che Cos’è? 


Il nome “acido folico” deriva dal termine latino folium che significa foglia, fu sintetizzato per la prima volta da Stokstad nel 1943 e le prime pubblicazioni a riguardo appaiono nel 1945 ad opera di Angier et al. La sintesi dei folati dimostrò che la struttura presentava un anello piridinico, acido glutammico e acido paraminobenzoico.

Nel tempo si osservò che questi elementi erano comuni ad una intera famiglia denominata folati o folacine. Al giorno d’oggi i termini folacina (ormai caduta in disuso), folati ed acido folico vengono impiegati per indicare la stessa sostanza.

La forma biologicamente attiva dell’acido folico nel siero è l’acido tetraidrofolico (THFA). L’acido tetraidrofolico è importante nelle reazioni di trasferimento ad un atomo di carbonio, in particolare quelle coinvolte nel metabolismo degli amminoacidi e delle basi nucleotidiche per la biosintesi di DNA e RNA.


Effetti Sull’Organismo


I risultati di numerosi studi riportano evidenze sullo stato biochimico dei folati negli atleti. Telford et al. divisero 86 atleti australiani in un gruppo di trattamento e un gruppo placebo.

Entrambi i gruppi ricevettero un regime dietetico con un adeguato apporto di acido folico, ma al primo gruppo venne somministrato un quantitativo addizionale di 200 μg di folati quotidiani, per un periodo di 7-8 mesi, durante il quale gli atleti erano sottoposti a intense sessioni di allenamento.

Gli atleti, in particolare, erano ginnasti, cestisti, nuotatori e canottieri.


1. Folati


Coloro i quali avevano ricevuto una supplementazione aggiuntiva di acido folico presentavano un aumento significativo di folati plasmatici (10.9 vs. 24.4 nmol/l, p < 0.001) Ziegler et al. osservarono lo stato nutrizionale di 18 atlete impegnate nel pattinaggio agonistico e notarono che i livelli sierici di folati erano significativamente più elevati nelle fasi precedenti alla stagione agonistica rispetto al periodo delle gare e almeno il 20% delle atlete mostravano livelli inferiori alla norma per tutto il corso della stagione agonistica.

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Il ruolo dei folati nell’anemia è ben noto, la carenza di folati è tipica nell’anemia megaloblastica.

Questa associazione è fondamentale negli atleti endurance a causa delle aumentate necessità di ossigeno. Le grandi cellule ovali, caratteristiche di questo tipo di anemia, hanno meno emoglobina e una ridotta capacità di trasportare l’ossigeno attraverso il sangue.

Dal momento che l’acido folico è essenziale per la sintesi del dna, il suo ruolo è fondamentale nella divisione cellulare, in particolare quelle che proliferano rapidamente come gli eritrociti, l’epitelio gastrointestinale e le cellule fetali.

La relazione tra acido folico e difetti del tubo neurale è ormai ben nota, così come l’efficacia che una supplementazione periconcezionale ha nella prevenzione della spina bifida nel neonato.


2. Omocisteina


La relazione tra acido folico e omocisteina è stata al centro di interessanti ricerche. L’omocisteina è un aminoacido solforato intermedio della metionina. L’acido tetraidrofolico, insieme alla vitamina B e B12 è essenziale nella conversione dell’omocisteina in metionina.

L’omocisteina è prodotta come risultato di una reazione di metilazione, le due metiltransferasi più produttive sono la guanidinoacetato metiltransferasi e la fosfatidiletanolamina metiltransferasi. Il primo enzima è preposto alla produzione di creatina e il secondo a quella di fosfatidilcolina.

Entrambe le reazioni incrementano il tasso di omocisteina sierica.

La metilazione del guanidinoacetato per la produzione di creatina necessita di più gruppi metile di ogni altra reazione di metilazione.

Ciò è particolarmente rilevante negli atleti poiché l’adeguata produzione di creatina è un fattore di importanza vitale nell’esercizio.

Dal momento che l’iperomocisteinemia sierica è associata a numerose patologie, la sua produzione durante l’esercizio dovrebbe essere tenuta in considerazione da ogni atleta.

Elevati livelli di omocisteina sierica sono stati associati ad un maggior rischio cardiovascolare, Parkinson, demenza e fragilità ossea.

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Simultaneamente agli studi sull’omocisteina, l’acido folico si rivela interessante nella prevenzione delle patologie finora elencate, a causa della sua capacità di agire sui livelli sierici di omocisteina. Alti livelli di omocisteina sierica sono stati messi in relazione con deficit di vitamine del gruppo B e folati.

Mentre uno studio olandese non ha rilevato influenze sostanziali apportate ai livelli sierici di omocisteina da parte dell’esercizio fisico, un altra pubblicazione suggerisce che una dieta adeguata e una moderata attività fisica possono essere in grado di riportarne i livelli alla normalità.

È opportuno sottolineare che, come avviene per moltissimi altri parametri, il tasso ematico di omocisteina è soggetto a variazioni che possono dipendere da numerose variabili e, nella maggior parte dei casi, livelli sierici elevati di omocisteina possono essere il risultato di una combinazione di fattori, tra i quali il genere, l’età, l’abitudine al fumo, la nutrizione, il caffè e l’alcool.

 

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