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Allenamento

De-allenamento (De-training) | Di Cosa Si Tratta? Da Cosa E’Provocato?

Il de allenamento, (o de condizionamento) è una situazione di diminuzione delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità e flessibilità) dovuta a una interruzione dell’attività.
In parole molto semplici, queste capacità dipendono dagli stimoli ricevuti in precedenza, ovvero dall’allenamento; entro i limiti fisiologici, il nostro corpo ha margini di crescita per ciò che riguarda la forza, la velocità, la resistenza e l’elasticità: mentre una persona sedentaria tende a utilizzare il proprio corpo sempre al di sotto del proprio limite, uno sportivo che segue un allenamento mirato all’aumento di questi parametri li porterà a valori molto prossimi al limite stesso. Allo stesso modo, nel caso estremo ad esempio di un infortunio che obbliga all’immobilità totale di un arto per un determinato periodo, subentreranno le condizioni opposte de-allenanti, che allontaneranno ancor di più dal limite le capacità condizionali riferite a quell’arto, impossibilitato a compiere anche i normali movimenti di routine quotidiana.
Possiamo quindi definire il de allenamento come una regressione delle capacità motorie dovuto al “non uso” del nostro corpo, come uno stop volontario degli allenamenti o una vera e propria immobilizzazione a causa di un infortunio.


Tempistiche


Gli effetti dell’allenamento su un atleta sono transitori: è impossibile pensare che ad esempio un programma per l’aumento della forza possa portare a risultati che durano nel tempo senza che questo paramentro venga più allenato: per questo gli sportivi agonisti sono sempre sottoposti a sedute di condizionamento fisico nei periodi pre-gara, e continuano comunque a muoversi senza fermarsi del tutto a stagione finita.
Sarebbe banale affermare che non è certo un giorno di stop a fare regredire le nostre capacità, ma è lecito domandarsi in quanto tempo inizierà la loro diminuzione.
Innanzitutto, dipende dal parametro che andiamo ad analizzare (in quanto ad esempio la velocità regredirà in tempi diversi dalla resistenza) ma anche dal livello dell’atleta.
I tempi di seguito elencati sono del tutto indicativi e frutto di studi fatti su atleti diversi in condizioni diverse, e non sono quindi da prendere come dogma.

I Kettlebell sono un aiuto valido in vacanza per evitare il de allenamento

Il consumo di ossigeno massimo (VO2max) subisce un calo di circa 6 punti percentuali in 15 giorni di inattività, tuttavia non è la sola inattività a portare al de-training: uno studio eseguito su un gruppo di nuotatori professionisti ha evidenziato un calo sensibile del VO2max anche nel caso in cui l’allenamento somministrato agli atleti non fosse sufficiente.
La forza massima resta pressochè inalterata per circa due o tre settimane, ma calerà drasticamente se l’inattività si protrae oltre questo periodo.
Anche la composizione corporea (che non è una capacità condizionale ma comunque un parametro a cui molti affezionati della ghisa sono legati) subisce gli effetti del de-training: sperimentalmente, si evidenzia durante una pausa estiva di circaa 2 mesi una diminuzione della massa magra tra gli 0.5 e i 2 kg, a scapito di un’aumento della massa grassa che oscilla tra gli 0.8 e gli 1.2 kg.
Perchè possiamo dire che la diminuzione dei parametri è legata anche al livello dell’atleta? Qui vige la regola del “chi ha poco da perdere perde poco”; infatti è popolare la leggenda secondo cui gli sportivi professionisti mantengono le loro capacità inalterate anche dopo lughi periodi di stop: nulla di più sbagliato. Questa leggenda è dovuta al fatto che paragonato a un’impiegato del catasto che non ha mai sollevato qualcosa di più pesante della busta della spesa, un sollevatore olimpico sarà sempre più forte anche se smette di allenarsi per 3 mesi. Ma qui abbiamo messo a confronto la forza massima e non il calo di forza dovuto allo stop: in questo caso, chi ha molto da perdere è proprio il sollevatore olimpico il quale allenando la forza ne avrà incrementato il valore rispetto a una persona sedentaria, avvicinandosi molto ai propri limiti fisiologici.

gli effetti del de allenamento non sono così drastici come si crede

In realtà, quello che gli sportivi mantengono nel tempo sono gli schemi motori dei gesti tecnici caratteristici della propria disciplina, ma, come già detto, la condizione dell’atleta è sempre molto variabile e transitoria.


Conclusioni


Il nocciolo del discorso è che è fondamentale evidenziare la volatilità della condizione fisica non tanto agli sportivi professionisti (che sono ben consci degli effetti del de-condizionamento) quanto a tutti quegli sportivi dilettanti e amatoriali che investono tempo e risorse per una condizione fisica accettabile per poi abbandonare del tutto l’attività nel periodo estivo per il troppo caldo o per la chiusura della propria palestra… pensate a chi per 9 mesi si allena con costanza in sala pesi seguendo una dieta mirata per superare la prova costume egregiamente, poi “scivola” sfortunatamente su una troppo estesa pausa estiva che parte da metà maggio, ritrovandosi a settembre in una condizione sia estetica che atletica decisamente peggiore.

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Scrittore ed esperto


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