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Allenamento

Conoscere le Fibre Muscolari | Composizione e Tipologia

Scritto da Sergio Chisari: Personal Trainer e Triatleta

Conoscere Le Fibre Muscolari


 Le fibre muscolari sono delle unità cellulari che danno forma ai muscoli scheletrici e che agiscono sulle leve ossee dello scheletro permettendone il movimento. Il movimento è di per sé un’azione meccanica, ma avviene solo grazie a processi metabolici che sviluppano un’energia chimica che le fibre muscolari trasformano, appunto, in energia meccanica e quindi in movimento.

Composizione

Le fibre muscolari sono raggruppate in fasci di lunghezza variabile a seconda dell’area scheletrica che vanno a ricoprire (da pochi mm sino a 20 cm nella zona degli arti inferiori) ed hanno la caratteristica unica di essere molto sottili: sono composte di strutture contrattili, le miofibrille, a loro volta costituite da filamenti proteici, i sarcomeri. Il motore della miofibrilla che ne permette la contrazione è una proteina, la miosina.

In base ad un componente di tale enzima proteico, le fibre muscolari si dividono in due tipi dalle caratteristiche diverse, a seconda della velocità con cui si contraggono e della loro resistenza alla fatica:

 

  • le fibre di tipo I dette anche fibre rosse o a contrazione lenta
  • le fibre di tipo II dette anche fibre bianche o a contrazione veloce

 

Le fibre di tipo I hanno un’altissima resistenza, le fibre di tipo II hanno la capacità di accorciarsi molto velocemente e di sviluppare una maggiore capacità esplosiva; andiamo ad analizzarle.

 

 Fibre rosse (a contrazione lenta o di tipo I)

Nelle fibre rosse (o lente) riveste un’importanza fondamentale l’ossigeno, veicolato ed immagazzinato al loro interno dai mitocondri che andranno poi ad utilizzarlo attraverso una grossa molecola proteica, la mioglobina: il pigmento rosso che viene utilizzato dalle cellule per immagazzinare l’ossigeno necessario al movimento conferisce alle fibre il caratteristico colore da cui proviene il loro nome. Perchè invece sono chiamate lente? La ragione è, come abbiamo detto prima, la miosina,  ovvero una proteina contrattile che contiene in queste fibre una composizione tale da reagire a bassa velocità.

La lenta contrazione permette inoltre alle fibre rosse di sviluppare energia (ATP) molto più velocemente rispetto al loro dispendio energetico, prevenendone così il loro affaticamento.

 

 Fibre bianche (a contrazione veloce o di tipo II)

Le fibre bianche sono caratterizzate da un’alta concentrazione di glicogeno (la massima riserva di carboidrati) ma da una bassa concentrazione di mioglobina e di mitocondri (da cui il loro colore bianco); di conseguenza con scarso apporto di ossigeno al loro interno, per la produzione di ATP fanno ricorso unicamente a processi energetici anaerobici. L’ATP prodotto permette loro un movimento ed una contrazione veloce e potente ma non di lunga durata (si pensi quindi allo sviluppo delle fibre muscolari bianche in uno sprinter rispetto ad un fondista).

 

F2

 

Riassumendo: le fibre muscolari rosse o di tipo I sviluppano meno forza e meno velocità di contrazione a causa di una scarsa capacità glicolitica; grazie alla loro alta capacità ossidativa, sono invece molto resistenti all’affaticamento; il sistema di respirazione utilizzato è quello aerobico.

Le fibre muscolari bianche o di tipo II sviluppano più forza e maggiore velocità di contrazione grazie ad una loro alta capacità glicolitica, ma minore o bassa resistenza a causa di una bassa capacità ossidativa, sfruttando perciò un tipo di respirazione anaerobica.

 

Nota

Aerobico : reazione energetica che avviene in presenza di ossigeno

Anaerobico: reazione energetica che non utilizza ossigeno



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Scrittore ed esperto


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