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Allenamento

Acido Lattico nei Muscoli | Perchè Si Forma? Come Si Elimina? Rimedi

Dalla scrittrice Myprotein Francesca Rizzi, studentessa in Chimica e appassionata di fitness.


Acido Lattico nei Muscoli 


Chiunque abbia mai praticato sport conosce l’effetto che ha l’accumulo di acido lattico: ci si comincia a sentire stanchi e dopo un po’ i muscoli diventano doloranti, rendendo difficile continuare l’esercizio. Ma cerchiamo di capire meglio che cos’è questa sostanza.

L’acido lattico (C3H6O3) è un sottoprodotto del metabolismo, ma non è strettamente legato all’esercizio fisico: è prodotto costantemente dal nostro organismo in basse concentrazioni durante i regolari cicli anaerobici.

acido lattico nei muscoli

Vediamo meglio quali sono le differenze fra cicli aerobici ed anaerobici, e in che modo è implicato l’acido lattico.

Il tipo di respirazione dipende dal genere e dalla durata dell’attività eseguita.


Respirazione Anaerobica Alattacida

Si chiama così perché si attiva in assenza di ossigeno e non produce acido lattico.

Appena cominciamo a svolgere un esercizio, il nostro corpo scinde ATP per ottenere l’energia necessaria alla contrazione muscolare, facendole perdere un fosforo (ATP=ADP+P); per risintetizzarla, il muscolo libera Fosfocreatina (ADP+CP=ATP).


Respirazione Anaerobica Lattacida

Se lo sforzo viene prolungato, si rende necessario riformare la Fosfocreatina. La principale fonte di energia utilizzata per produrre CP e ATP è il glicogeno, un polisaccaride e il principale combustibile della contrazione muscolare.

Attraverso una serie di reazioni si ottiene come sottoprodotto Acido Piruvico, che a sua volta viene ridotto in acido lattico. L’accumulo di quest’acido nel sangue porta ad una richiesta sempre maggiore di ossigeno e a un conseguente rallentamento dell’attività muscolare. L’acido, per definizione, comporta un abbassamento del pH nelle cellule, ed è proprio questo che causa il senso di fatica.


Respirazione Aerobica

Se la richiesta di energia aumenta, subentra il metabolismo aerobico, durante il quale una parte di acido lattico si ossida per fornire l’energia utile alla ripristinazione del muscolo.

Durante il ciclo di Krebs, l’acido piruvico è scisso in anidride carbonica (CO2) e acqua (H2O), con liberazione di ossigeno molecolare (O2).

(glucidi e grassi=CO2+H2O+ATP).

Qualsiasi genere di attività fisica e sport è associata ad uno di questi tre meccanismi. Ad esempio, la respirazione anaerobica alattacida si attiva quando vengono svolte attività di grande intensità, ma brevissima durata, come ad esempio i salti e i lanci dell’atletica, gli scatti ed il sollevamento pesi.

Quella lattacida, invece, dato che può essere attivata molto rapidamente grazie alla demolizione del glucosio, è usata in sforzi di grande intensità e breve durata, come le gare di velocità.

La respirazione aerobica è la più lenta perché, richiedendo l’uso dell’ossigeno, è legata all’attivazione del sistema cardiocircolatorio, ed è propria delle attività molto prolungate nel tempo, come la corsa di maratona.


Perchè Si Forma?


La quantità di acido lattico che si forma nei muscoli dipende principalmente da due fattori: allenamento e tipologia di esercizio.

Più un esercizio è intenso, più acido lattico si accumulerà.

acido lattico nei muscoli

Ad esempio, nel bodybuilding, utilizzare carichi pesanti con brevi tempi di recupero, fare moltissime ripetizioni con carico medio-alto fin quando non si riesce più a progredire, oppure fare pause troppo brevi non dà al nostro corpo il tempo di recuperare e quindi di smaltire l’acido accumulato nei muscoli.


Esiste un limite oltre il quale non si può andare?

Quando l’esercizio diventa troppo intenso o duraturo, l’atleta non riuscirà più a contrarre il muscolo in maniera efficiente e noterà un calo della prestazione e un aumento della percezione dello sforzo. La fatica muscolare è data dall’aumento dei metaboliti, prodotti di scarto della via anaerobica, che non riescono a essere smaltiti.


Conseguenze dell’Acido Lattico


Secondo alcune fonti, ci sarebbe un nesso fra acido lattico e ipertrofia muscolare.

L’acido lattico fa sì che il pH del sangue diminuisca, stimolando la produzione di GH (l’ormone della crescita) e di testosterone, fornendo un valido aiuto a chi volesse aumentare la propria massa muscolare. La presenza dell’acido lattico nel sangue dopo una serie particolarmente intensa può segnalare all’organismo di iniziare a produrre questi ormoni.

Per le donne che vogliono migliorare fisicamente, invece, è sconsigliabile fare infinite serie di esercizi per cercare di tonificare i glutei perché, nel corpo femminile, l’accumulo di acido lattico favorisce l’aumento della cellulite. Ciò accade perché il lattato, che è una sostanza tossica, causa un aumento della pressione arteriosa, impedendo ai tessuti muscolari e adiposi di ricevere ossigeno, causando uno stato infiammatorio del tessuto connettivo.


Eliminare l’Acido Lattico: Rimedi


C’è da sempre la convinzione che l’acido lattico possa essere smaltito. Infatti, cercando su internet o chiedendo ai personal trainer, sono molti i consigli che si trovano…ma sono davvero efficaci? La risposta è no: il nostro corpo lo converte comunque in glucosio in circa due ore senza che facciamo nulla di particolare.

acido lattico nei muscoli

Sfatiamo alcuni miti: non bisogna confondere l’indolenzimento muscolare, che rimane per giorni dopo un allenamento particolarmente intenso, con l’accumulo di acido lattico. I dolori che insorgono dalle 24 alle 48 ore dopo l’allenamento e restano anche per alcuni giorni sono di altra natura: senza un’adeguata preparazione muscolare pre e post esercizio, a causa dell’eccessivo stress a cui viene sottoposto il muscolo, si producono microlesioni dei tessuti a livello cellulare, che stimolano i ricettori del dolore. Le cellule nervose inviano un segnale al cervello, facendo notare che qualcosa non va.

La rimarginazione delle cellule può durare diversi giorni; le cellule nuove sono di dimensioni maggiori e resistono meglio alle sollecitazioni. Il dolore è un avvertimento: un lavoro eccessivo può ripercuotersi, oltre che sulla fibra muscolare, anche sui tendini, che possono rompersi.

Per prevenire le microlesioni, si possono usare degli accorgimenti, in particolar modo quello di usare carichi via via crescenti, in modo che il muscolo possa adattarsi. Buon allenamento!



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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