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Allenamento

Memoria Muscolare | Che Cos’è?


Memoria Muscolare


In linea di principio ciò che chiamiamo “Memoria Muscolare” è la capacità acquisita attraverso la ripetizione costante di sequenze ed azioni, di eseguire le stesse azioni in maniera automatica riducendo al minimo il bisogno di essere vigili all’azione.

Esempio classico è guidare l’automobile: conoscendo il percorso (ed a meno che qualcuno non ci tagli la strada portando la nostra coscienza a dover riemergere per intervenire come una molla) sarà spesso capitato di arrivare a destinazione completamente persi nei propri pensieri e non essersi quasi accorti di aver guidato per il tragitto.

memoria muscolare

Tutto questo è possibile grazie alle straordinarie capacità della nostra mente che nel tempo ha ottimizzato la capacità di adattarsi ed imparare nuovi schemi modificando la struttura del cervello stesso, creando nuovi percorsi neurali per ogni concetto e procedura acquisita.

Una premessa importante và fatta: il nostro cervello non è in grado di discernere tra pratica giusta o sbagliata ma acquisirà a prescindere lo schema se ripetuto. Se eseguirete l’esercizio in maniera errata e continuerete a farlo per un numero imprecisato di volte, acquisirete il movimento in maniera scorretta e difficilmente sarete poi in grado di modificarlo.


Nella Pratica Atletica?


Come si ricollega tutto ciò alla pratica sportiva?

Il fatto che si parli di memoria muscolare non deve ingannare portando a credere che ci sia una qualche capacità cognitiva propria dei muscoli: nei muscoli non è presente tessuto nervoso in grado di immagazzinare ricordi o schemi, tutto parte dal sistema nervoso che registra i movimenti e crea nuove connessioni neurali per definire quel percorso che diventano più solide e precise con il ripetersi delle esecuzioni.

Con il termine “memoria muscolare” in ambito sportivo, e soprattutto per ciò che concerne il Bodybuilding, si indica da quel fenomeno per cui una volta acquisiti gli schemi mentali, anche dopo un periodo di deallenamento prolungato, una volta tornati ad allenarsi i guadagni di ipertrofia e forza sono molto più rapidi e facili rispetto a quanto non sia stato raggiungere gli stessi adattamenti la prima volta.

memoria muscolare

Anche a seguito di un’atrofia muscolare significativa i muscoli che erano stati precedentemente sottoposti ad un aumento del volume e delle prestazioni riacquisiscono queste qualità più velocemente del normale grazie al fatto che le guaine muscolari precedentemente allargate saranno in grado di concedere più spazio alla crescita muscolare.

Le prove hanno dimostrato che gli aumenti di forza si verificano ben prima dell’ipertrofia muscolare, e la diminuzione della forza causata dal deallenamento per un periodo prolungato precede l’atrofia muscolare. Per essere precisi, l’allenamento di forza aumenta l’eccitabilità motoria del neurone e induce sinaptogenesi, entrambe queste condizioni aiuterebbero a migliorare la comunicazione tra il sistema nervoso ed i muscoli stessi, incrementando la forza percepita a parità di massa perchè semplicemente è il cervello che impara ad utilizzare meglio il muscolo a disposizione, riuscendo ad ogni esecuzione ad arruolare un maggior numero di fibre muscolari.

Tuttavia, l’efficacia neuromuscolare non viene alterata in un periodo di tempo di due settimane dopo la cessazione dell’uso dei muscoli, è semplicemente la capacità del neurone di eccitare il muscolo che diminuisce in correlazione al calo della forza. Questo conferma che la forza muscolare viene prima influenzata dal circuito neuronale, piuttosto che da cambiamenti fisiologici esterni nella dimensione del muscolo.


Risultati Scientifici


Uno studio ha osservato la conversione del tipo di fibra durante l’ipertrofia muscolare può aver scoperto uno dei possibili meccanismi della memoria muscolare. In questo studio, a un gruppo di adulti sedentari, sono state analizzate la distribuzione degli isoformi della catena pesante di miosina (MHC Myosin Heavy Chain), la composizione dei tipi di fibre e la dimensione delle fibre del muscolo vasto laterale prima e dopo 3 mesi di allenamento con opposizione di resistenza e poi nuovamente dopo 3 mesi di non allenamento.

Dopo il periodo di allenamento con pesi, il contenuto di MHC IIX è diminuito da poco più del 9% al 2%, con un incremento corrispondente di MHC IIA (dal 42% al 49%). Dopo il periodo di non allenamento la quantità di MHC IIX ha raggiunto livelli superiori a quelli di prima e durante l’allenamento con opposizione di resistenza, oltre il 17%! Come ci si attendeva, dopo l’allenamento con opposizione di resistenza, è stata osservata un’ipertrofia significativa per le fibre di tipo II e anche dopo 3 mesi di non allenamento le fibre sono rimaste più grandi.

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Gli MHC determinano come funziona la fibra muscolare e sono quelli che rendono una fibra a “contrazione rapida”, a “contrazione lenta” o qualcosa di intermedio. Si sa che alcuni MHC subiscono una trasformazione in risposta all’allenamento con pesi. In questo caso, le fibre che contengono gli MHC IIX sono fibre di cui non si sa con sicurezza a quale tipo appartengano fino a che non vengono chiamate all’azione. Una volta reclutate, diventano MHC IIA.

Così, le fibre che contengono le proteine MHC IIX agiscono per così dire da serbatoio per l’ipertrofia muscolare perché possono trasformarsi in fibre che contengono MHC IIA e che crescono facilmente in risposta all’allenamento. Questo studio ha mostrato che l’allenamento con opposizione di resistenza diminuisce la quantità di MHC IIX mentre contemporaneamente aumenta il contenuto di MHC IIA.

Ciò era atteso, ma quello che non si attendevano è stato che il non allenamento susseguente l’allenamento pesante con opposizione di resistenza sembra causare quello che loro chiamano un “incremento inaspettato” o una duplicazione della percentuale di isoformi MHC IIX, significativamente superiore a quella misurata inizialmente. Cosa significa ciò? Potrebbe significare che dopo uno stacco dall’allenamento ci siano più fibre disponibili per l’ipertrofia (crescita) di quante ce ne siano state prima di cominciare ad allenarsi. In estrema sintesi questo potrebbe spiegare molto bene l’effetto di “memoria muscolare” sperimentato da tanti.


Il Caso


memoria muscolareIl miglior esempio di memoria muscolare è rappresentato dal culturista Casey Viator, che nel 1974 a seguito di un incidente (perse un dito sul lavoro e per via di una reazione allergica all’antitetanica rischiò seriamente di morire) non si allenò per i successivi 4 mesi e cambiando alimentare (passò da 1500 kcal a 950 kcal) perse in 4 mesi oltre 15 kg di peso e massa, passando dai 90 kg a circa 75 kg, con una massa grassa del 19%.

Nel mese successivo sotto la supervisione del dottor Plese della Colorado State University effettuò 14 sedute d’allenamento (allenamento a giorni alterni) arrivò a pesare 96 kg, aumentando di 20 kg il proprio peso corporeo e diminuendo di circa 8 kg la propria massa grassa (raggiunse un indice di grasso corporeo di circa il 7,5%) per un guadagno complessivo in massa magra di 28 kg.



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Scrittore ed esperto


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