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Alimentazione

Farina Bianca: Fa Davvero Male? | Quello Che Devi Sapere!

Dalla scrittrice Myprotein Le Fitchef, food blogger ed esperta di alimentazione.


Farina Bianca: Fa Davvero Male?


Non ci sono dubbi riguardo al fatto che una dieta ricca di fibre possa essere in grado di apportare benefici di varia natura ad un organismo sano, ma recentemente si tende a dare per scontato l’assioma per cui se si afferma che, nel nostro caso, la farina integrale possa operare in senso positivo nel percorso lungo il benessere, sia un dato di fatto che invece la farina raffinata si comporti esattamente al contrario.

Senza voler scendere nel debunking puro e semplice di scelleratezze prive di fondamento che parlano di misteriose trasformazioni in “colla” e presunta tossicità, indimostrabile peraltro, delle farine raffinate, cerchiamo di comprendere meglio perché non è necessario eliminarne del tutto il consumo.

farina bianca

Non vi è alcun tipo di evidenza scientifica che correli direttamente il consumo di farina raffinata con l’insorgenza di malattie metaboliche o cardiovascolari, è invece l’eccesso calorico, unito alla sedentarietà, la combinazione che porta, inesorabilmente, allo sviluppo di questo tipo di patologie.

L’impiego di farina raffinata, inoltre, offre svariati benefici, per quanto possa sembrare difficile da credere, se si presta orecchio a claim pubblicitari pressoché privi di senso.

Se, da una parte, è vero che privando il chicco di grano della sua cuticola esterna, lo si priva anche di alcune sostanze nutritive, è pur vero che l’alto contenuto di fibre presenti nella farina integrale, ne impedirebbe in gran  parte l’assimilazione da parte dei villi intestinali.

In ogni caso il fatto che un qualsiasi alimento, in seguito a raffinazione, possa perdere qualche attività nutrizionalmente interessante, non significa mai, in nessun caso, che questo lo renda tossico.


Germe di grano


Anche le tanto declamate virtù del germe di grano meritano un momento di attenzione.

Il germe di grano, così come quello di riso, è una porzione estremamente deperibile del chicco, facilmente e rapidamente esposta a processi di irrancidimento che devono essere evitati con molta attenzione, a causa del suo alto contenuto i grassi polinsaturi.

Le fibre inoltre, se assunte in eccesso, sono causa di irritazioni del tratto gastrointestinale, producendo gonfiori e stati dolorosi che finiscono quasi sempre, ad opera di individui che poco hanno a che vedere con un approccio scientifico alla questione, per essere imputati a ragioni completamente differenti, quando non del tutto immaginarie.

farina bianca

Si potrebbe obiettare che la farina raffinata, priva di fibre, potrebbe essere responsabile di un innalzamento troppo rapido della glicemia.

Nel mondo reale tuttavia, nessuno si nutre esclusivamente di farina, è sufficiente inserire nella propria alimentazione quotidiana un adeguato apporto di vegetali e frutta fresca per avere il giusto introito di fibre, necessarie a regolare il transito intestinale e stabilizzare l’assimilazione dei carboidrati contenuti nei pasti.

Non esiste alcuna ragione, supportata da solide evidenze scientifiche, che suggerisca che abolire del tutto la farina raffinata, e i prodotti con essa confezionati, sia una pratica da mettere in atto in cambio di una vita più lunga e sana.


Farine semi-integrali


Un’altra questione spesso sollevata dai detrattori della farina raffinata è quella delle farine semi integrali, ottenute aggiungendo fibra a farine precedentemente raffinate.

Nella realtà, l’epitelio intestinale non è assolutamente in grado di distinguere tra una fibra e l’altra, che si tratti di cellulosa, chitosano o lignina, farà esattamente quello per cui è stato progettato, la ignorerà lasciando che essa porti via con sé qualche prodotto di rifiuto, mentre alcuni batteri si occuperanno di convertire una piccola parte di essa in acidi grassi a catena corta che serviranno per il loro sostentamento.

Un quantitativo di fibre massivo invece, renderà estremamente difficoltoso l’attività di riassorbimento dei nutrienti da parte dell’epitelio intestinale, produrrà alla lunga carenze nutrizionali e disbiosi che saranno causa di un’aumentata produzione di gas intestinali con dolorosi stiramenti delle delicate pareti intestinali.


Conclusioni


Ciò che conta, come in ogni aspetto dell’esistenza, è l’impiego del buon senso.

Nell’ambito di un’alimentazione bilanciata, che comprenda ogni categoria nutrizionale e un adeguato apporto di vegetali e frutta fresca, non è assolutamente necessario preoccuparsi né della scarsità dei micronutrienti, né di una carenza di fibre.

Il benessere non deriva dall’esclusione di intere classi di alimenti, ove questa scelta non sia supportata da acclarate necessità di ordine medico, ma si conquista quotidianamente, mettendo in atto comportamenti virtuosi come l’esclusione totale di alcool e fumo, entrambi elementi dalla cancerogenità accertata,  la pratica di una moderata e costante attività fisica, la cura dell’igiene del sonno e del benessere mentale, che non è certo avvantaggiato da atteggiamenti terroristici nei confronti del cibo.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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