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Alimentazione

Alcol E Sport | Metabolismo Dell’Etanolo ed Effetti Dell’Abuso Di Alcol

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


L’Etanolo


L’etanolo o alcol etilico contenuto nelle bevande alcoliche, viene prodotto da lieviti e altri microrganismi come sottoprodotto del loro metabolismo fermentativo in cui gli zuccheri vengono ossidati a CO2 e H2O.

Ha un elevato contenuto energetico (7 kcal/g) quindi intermedio tra glucidi e lipidi, ma al contrario di questi, non viene accumulato e viene eliminato attraverso le urine o l’aria espirata o metabolizzato.

La sua azione dipende da diverse circostanze come quantità e frequenza di assunzione combinazione con altri alimenti, stato di salute del soggetto e fatto intrinseci dello stesso (sesso, genetica, farmaci), gli effetti sono pertanto variabili; inoltre, possiamo affermare che le bevande alcoliche in genere sono privi di nutrienti al di là dell’apporto energetico (eccezion fatta per il vino specie quello rosso).

alcol e sport

L’incapacità di accumulo e la tossicità dello stesso costringono il nostro organismo ad eliminarlo il più rapidamente possibile (la capacità di eliminare più o meno velocemente è genotipo dipendente e determina la tolleranza allo stesso).

Dopo l’ingestione, l’etanolo, viene assorbito per diffusione lungo tutto il tratto digerente a partire dal primo tratto digerente (esofago), viene assorbito in media circa il 20% (quota che aumenta a digiuno), causando un picco alcolemico a circa 1h/1.30h dal consumo posto prandiale (dimezzato a digiuno 30m) e diffonde immediatamente in tutti i tessuti e fluidi corporei.

Circa il 10% viene eliminato con il respiro con il sudore e con le urine mentre il restante (90%) verrà metabolizzato dal fegato.


Il Metabolismo dell’Etanolo


Nel fegato la prima tappa del metabolismo dell’alcol è la sua ossidazione ad ACETALDEIDE che può avvenire almeno tramite l’azione di tre diversi enzimi presenti nel citoplasma:

1) ALCOL DEIDROGENASI Zn dipendente (NAD ridotto a NADH+H);

2) MEOS (microsomal ethanol oxidising system) dipendente dal citocromo P450 che ossida anche farmaci, in questo caso non vengono prodotti coenzimi ridotti e funziona quando l’alcol è presente in alte concentrazioni (intossicazione cronica);

3) CATALASI utilizza acqua ossigenata per ossidare l’alcol, ma essendo questa presente in basse concentrazioni nell’epatocita, la sua azione risulta limitata (perossisomi). Ad ogni modo l’acetaldeide prodotta verrà successivamente ossidata ad acido acetico all’interno del mitocondrio. Analizziamo nel dettaglio queste vie enzimatiche.

A questo punto l’80% dell’ACETALDEIDE prodotta viene ossidata ad acetato nel mitocondrio ad opera dell’acetaldeide deidrogenasi NAD-dipendente, altamente specifica.

L’accumulo di acetaldeide causa nausea e vomito, al contrario una bassa attività dell’ALDH è associata ad intolleranza verso le bevande alcoliche (astemia). In condizioni di apporto non eccessivo di etanolo, l’acido acetico rappresenta il prodotto finale del metabolismo dello stesso e viene riversato in circolo per raggiungere tessuti extraepatici dove verrà convertito il ACoA e ossidato a CO2 (ciclo di krebs) (nel fegato stesso potrà essere convertito in ACoA e successivamente in corpi chetonici o a grassi).

Il nostro organismo risulta in grado di “biotrasformare” 0,12g/Kg peso corporeo/h di alcol, ad esempio un individuo di 70 Kg smaltirà un bicchiere di vino (12gr alcol) dopo circa un’ora e 25 minuti, ricordiamo che 12g di alcol viene definita UNITA’ ALCOLICA (bicchiere di vino da 125 ml o birra da 330 ml).


Effetti Metabolici da Abuso di Alcol


Il primo effetto dell’abuso di alcol è senz’altro l’aumento del rapporto NADH/NAD che si ripercuote in un aumento di produzione di acido lattico (piuttosto che acido piruvico) dunque ACIDOSI LATTICA e IPOGLICEMIA, oltre al metabolismo glucidico anche quello lipidico risulta influenzato in modo negativo.

La diminuzione di piruvato comporta anche il rallentamento del ciclo di krebs con accumulo di acetil CoA e inibizione della beta ossidazione, tutto ciò si riflette in un aumento della sintesi di acidi grassi e trigliceridi e dunque IPERLIPIDEMIA ed in particolare STEATOSI EPATICA.

Dunque l’abuso di alcol porterà ad una diminuzione della gluconeogenesi epatica e relativa ipoglicemia in particolare nei casi assunzione massiva, nel lungo periodo può sopraggiungere pancreatite alcolica (insufficienza del pancreas) che si riflette in malassorbimento e mal digestione.

alcol e sport

Per quanto riguarda il metabolismo lipidico oltre alle considerazioni fatte in precedenza, lo stesso ACoA derivante dall’acido acetico darà un contributo all’accumulo dello stesso e al blocco dell’ossidazione lipidica con stoccaggio degli stessi nel fegato e rimozione tramite VLDL.

Oltre agli effetti sul metabolismo, l’acetaldeide in accumulo determina un’azione tossica diretta sulle cellule del nostro organismo soprattutto a livello intestinale ed epatico che nella maggior parte dei casi si riflettono in malassorbimento dei nutrienti e carenze vitaminiche.

Altri effetti negativi che l’alcol esplica sul nostro organismo risultano essere ai danni del sistema nervoso (aumento azione GABA, inibizione ingresso di Ca con riduzione del rilascio di neurotrasmettitori) e del sistema cardiocircolatorio (vasodilatazione cutanea e aumento del flusso sanguigno a livello gastrico, dispendio di calore con successiva diminuzione della temperatura corporea, provoca aritmie riduce la contrattilità del muscolo cardiaco, infine l’aumento della pressione sanguigna accoppiata i fenomeni appena descritti sembra correlare alcol ed infarto).

Il consumo di alcol etilico viene inoltre classificato come cancerogeno sia per l’effetto diretto dell’etanolo che per l’effetto del suo primo metabolita, l’acetaldeide. Le evidenze scientifiche rilevano che ogni anno sono attribuibili, direttamente o indirettamente, al consumo di alcol: il 10% di tutte le malattie, il 10% di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi ed il 45% di tutti gli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche (di lunga durata). In Europa, il 25% dei decessi registrati tra i giovani è causato dall’alcol; l’alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni.


 Alcol E Sport


Cerchiamo di valutare anche gli effetti dell’alcol sullo sportivo. Partiamo col dire che a fronte di un effetto iniziale/transitorio stimolante, successivamente l’alcol darà un colpo fatale al sistema nervoso centrale, producendo una depressione neurologica generalizzata (effetti sono dose dipendenti, se piccole quantità sono tutto sommato tollerate, dosi elevate possono compromettere seriamente le performance sportive e metaboliche in generale).

Come visto in precedenza, l’alcol, ha un elevato valore energetico, ma non può essere considerato un vero e proprio nutriente. Nel fegato l’ossidazione di 1 grammo di alcol libera circa 7 kcal (per avere un paragone i carboidrati stanno sull’ordine delle 4,5 kcal/g e i lipidi delle 9 kcal/g), ma a differenza delle calorie dei normali nutrienti, quelle dell’alcol trovano impiego solo nel mantenimento della temperatura corporea e non vengono utilizzate nell’attività sportiva e nelle attività fisiche in generale.

Gli squilibri metabolici descritti in precedenza nello sportivo saranno ancor più netti e provocheranno cadute cospicue della performance.

Ricapitolando…

1) Alterazione del metabolismo dei carboidrati con stimolazione della glicogenolisi che si riflette in un veloce depauperamento delle scorte glucidiche.

2) Sistemi tampone: l’alcol favorisce la produzione e l’accumulo di composti acidi come il lattato e i corpi chetonici, la conseguenza è l’abbassamento del pH del sangue (acidosi metabolica).

Tale effetto è responsabile di sintomi come stanchezza, cefalea e nausea.

3) Sangue: l’alcol diminuisce l’efficienza nel trasporto ematico del ferro, il minerale per eccellenza coinvolto nei processi di produzione dell’ATP e nel trasporto dell’ossigeno.

4) Causa un minor assorbimento della vitamina B9 e B12, sostanze fondamentali per regolare alcuni processi fisiologici importanti.

5) È particolarmente tossico per i mitocondri, gli organuli cellulari che producono energia.

6) L’alcol riduce i livelli di testosterone limitando la sintesi proteica fino a 24 ore dopo il suo consumo, di conseguenza il consumo continuato di questa sostanza compromette lo sviluppo/aumento di massa muscolare.

Al di là delle conseguenze deleterie a lungo termine, gli effetti negativi subito riscontrabili, come conseguenza dell’abuso di alcol, sono le alterazioni nella contrazione muscolare, il peggioramento dei riflessi, l’aumento del tempo di reazione e la diminuzione delle capacità coordinative.

Le linee guida INRAN e OMS indicano come dose accettabile giornaliera (da consumarsi durante i pasti) di 2-3 unità alcoliche per gli uomini e 1-2 per le donne (1 unità=12g alcol) e astensione fino al 15° anno di età così come in gravidanza.


In Conclusione


Per concludere, l’alcol può essere considerato a tutti gli effetti un composto tossico per il nostro organismo che in alcune situazioni andrebbe totalmente evitato, gli effetti positivi di alcuni composti (resveratrolo) presenti in alcune bevande alcoliche (vino rosso) non possono giustificare abusi di tali prodotti.

Infatti se uno volesse fare “il pieno” di polifenoli e antiossidanti potrebbe piuttosto introdurre una bella macedonia a base di piccoli frutti (compresa uva rossa) piuttosto che attingere dal vino che oltre ad apportarne in minor quantità trascina con sé la percentuale di alcol.

In ogni caso sarà bene rispettare le indicazioni fornite dalle linee guida e concedersi al massimo un bicchiere di vino ai pasti, valutando la tollerabilità del soggetto. Per gli sportivi si sconsiglia in ogni caso e situazione il consumo di alcol.



Myprotein

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Scrittore ed esperto


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