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RIPARTO DA ME – Uniti per combattere l’obesità

Sport & Alimentazione, si sa, sono parole chiave per uno stile di vita sano e felice. Il nostro ambassador e personal trainer Roberto Vecchi è coinvolto, insieme ad altri professionisti, in un progetto che mira a restituire fiducia e motivazione a coloro che non si sentono bene con sè stessi. Il corpo è un ‘tempio’ e nessun obiettivo fisico è impossibile: questo è il messaggio che si vuole inviare.

Scopri di più qui sotto leggendo l’articolo del nostro Roberto:

 

UNITI PER COMBATTERE L’OBESITA’
EQUIPE DI PROFESSIONISTI PER COMBATTERE  L’OBESITA’
UN AIUTO SOLIDALE A TUTTI GLI OBESI

 

PREMESSE:
RAPPORTO SALUTE ITALIA 2010
45.4% in eccesso ponderale
35.5% in sovrappeso
1 persona su 10 è in sovrappeso
50.000 decessi dovuti all’obesità

L’Italia vanta il triste primato di avere il più alto numero di adolescenti obesi in Europa, con una prevalenza pari al 36%.A seguire la Spagna con il 30%, Regno Unito 22%, Svezia 20%, Francia 19% e Germania 15%.

Secondo l’ultimo rapporto sull’obesità realizzato dall’Istituto Auxologico Italiano sono 4 milioni gli obesi in Italia: di questi solo il 18% si mette a dieta, mentre l’8% usa farmaci per curarsi da questa patologia. Peccato perchè, sempre secondo il rapporto, un modesto calo di peso provocherebbe un miglioramento significativo in termini di riduzione della mortalità cardiovascolare e per diabete nonchè di tutti gli altri disordini associati.

Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha lanciato l’allarme: la “globesity” è un fenomeno sociale e culturale che riguarda entrambi i sessi, tutte le fasce di età e le classi sociali e non più una piaga esclusiva dei paesi industrializzati, ma anche di molti di quelli in via di sviluppo.

L’obesità è data da un insieme di fattori genetici, organici e ambientali. Tra questi ultimi, chiamati anche fattori “esogeni”, l’alimentazione, il consumo di alcool e la sedentarietà hanno sicuramente un ruolo fondamentale nell’aumento di peso, ma da soli non sono sufficienti a giustificare un fenomeno di così vasta portata. Non si può, infatti, non considerare l’importanza della predisposizione individuale ad ingrassare, spesso determinata da cause organiche , così come della familiarità dovuta all’ereditarietà genetica. E se i fattori genetici sono proprio quelli su cui ancora non si può intervenire, si deve invece cercare di agire modificando quelli ambientali.

Non solo una corretta e sana alimentazione quindi, anche il movimento è un fattore essenziale: il muscolo è il tessuto più abbondante del corpo ed il luogo di maggior consumo di glucosio. Per il controllo del peso e per il benessere fisico molti esperti raccomandano di svolgere una moderata attività fisica per almeno 30 minuti al giorno, quasi tutti i giorni. Anche l’essere semplicemente meno sedentari può aiutare.Purtroppo lo sviluppo della tecnologia negli ultimi anni (meccanizzazione) ha ridotto sempre di più le occasioni di movimento facendo della sedentarietà uno stile di vita. La sedentarietà è causa di 1,9 milioni di decessi all’anno nel mondo e, insieme ad una cattiva alimentazione, è alla base dell’attuale epidemia di obesità. L’attività fisica moderata/regolare gioca un ruolo importante nell’influenzare l’aspettativa di vita : si stima che riduca di circa il 20% la mortalità per tutte le cause.

Infine, non si possono ignorare gli aspetti psicologici dell’obesità: i soggetti obesi hanno frequentemente un’immagine corporea negativa e sono vittime dello stigma sociale. La letteratura sull’obesità suggerisce inoltre che l’alimentazione emotiva (“Emotional Eating”) è altamente prevalente in individui obesi che cercano il trattamento ed è diffusa in tutti i livelli di obesità.

Il Beinge Eating Disorder (Disturbo da alimentazione incontrollata) è presente circa nel 20-30% dei soggetti obesi che cercano un trattamento. Questi pazienti sono resistenti all’intervento non psicologico per il calo ponderale e con altissima frequenza presentano una comorbidità con altre psicopatologie, in particolare la depressione.

Le evidenze scientifiche dell’efficacia della psicoterapia comportamentale nel trattamento dell’obesità, quantomeno nella fase del calo, sono ormai molteplici e accettate dalla comunità scientifica (Becker S, Rapps N, Zipfel S, 2007).

Per tutti questi motivi crediamo sia imprescindibile un approccio integrato e multidisciplinare, che, attraverso una presa un carico globale dell’individuo, miri all’adozione stile di vita sano.

Per fare ciò, un’equipe di professionisti del settore formata da un trainer, un nutrizionista, uno psicologo ed un fisioterapista, lavora insieme per fornire al soggetto un sostegno a 360°.

 

PROGETTO :

 

 

L’obiettivo del progetto è quello di offrire, in maniera completamente gratuita, un percorso di dimagrimento ad una persona in forte sovrappeso che non abbia le possibilità economiche per potersi affidare a dei professionisti per un trattamento integrato.

É nostra intenzione offrire questo percorso ad una sola persona per volta.

Siamo convinti che un percorso con queste caratteristiche possa significativamente modificare in positivo la vita dell’individuo, coinvolgendone diversi aspetti: la salute in primis, la forma fisica e il benessere psicologico che ne deriva.

Per garantire il successo del progetto e dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi di perdita di peso, il percorso della persona selezionata sarà seguito mediaticamente, ovviamente con modalità che ne proteggano il benessere psicologico e la privacy. Questa scelta non è tanto dettata da ragioni di raccolta fondi (tutti i professionisti coinvolti contribuiranno in modo spontaneo e a titolo gratuito mettendo a disposizione strutture, strumenti e competenze), quanto perché indispensabile ai fini motivazionali. L’impegno preso dalla persona che partecipa al percorso sarà pubblico e quindi vincolante, stimolante e rinforzato socialmente.

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Scrittore ed esperto


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