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Nuovo studio sulla pericolosità delle diete iperproteiche

I fan della dieta Paleo sostengono che mangiare come i nostri antenati è un ottimo metodo per prevenire le malattie “moderne” come il cancro. Cosa dovremmo quindi pensare su un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Americana, Cell Metabolism, il quale sostiene, che le persone di mezza età (50-65 anni) che seguono un regime alimentare iperproteico, hanno 4 volte in più di probabilità di ammalarsi di cancro rispetto a chi consuma una dieta bilanciata?! Trattasi di probabilità, che mettono le diete iperproteiche alla pari con il fumo per il rischio di tumore. Lo studio ha preso in considerazione 6.381 soggetti di 50 o più anni e li ha seguiti per ben 18 anni. I ricercatori hanno inoltre constatato che le persone di mezza età che consumavano cibi ricchi di proteine (carne, latte e formaggi inclusi) nel periodo della ricerca, hanno avuto il 75% di probabilità in più di morire (per qualunque causa) rispetto alle persone che seguivano una dieta a basso contenuto di proteine.

 
Una statistica pubblicata su U.S. News & World Report riporta che per un seguace della dieta Paleo, il 38% della calorie ingerite quotidianamente, proviene dalle proteine. “Una percentuale esagerata”, dicono i ricercatori, i quali sostengono che tale dieta incrementi il rischio di ammalarsi di tumore per lo più per le persone tra i 50 e 65 anni. Lo studio condotto da dr. Valter Longo, professore all’Università della California del Sud e direttore del Longevity Institute alla USC, definisce nello studio una dieta iperproteica, un’alimentazione nella quale il 20% o più delle calorie quotidiane proviene da fonti proteiche. Mentre una dieta a moderato apporto proteico, secondo gli esperti che hanno effettuato lo studio, sarebbe una dieta con il 10-19% di calorie provenienti da fonti proteiche. Le diete di tendenza, nella maggior parte dei casi, contengono alti livelli di proteine e pochissimi zuccheri. Possono sì far perdere peso, ma non sono delle diete consigliate per aumentare l’aspettativa di vita e preservare la salute, afferma il dr. Longo.

 
Per scoprire il perché le diete iperproteiche siano legate ad un aumentato rischio di tumore, è stato svolto un esperimento sui topi da laboratorio ai quali sono state iniettate delle cellule di melanoma. I risultati hanno dimostrato che una maggiore concentrazione dell’ormone della crescita IGF-1 nel sangue sembra favorire lo sviluppo tumorale e la sopravvivenza delle cellule cancerogene. Risultati molto simili sono stati trovati anche ripetendo l’esame iniettando ai topi cellule di tumore della mammella. Il dr. Longo sostiene che consumando molte proteine, questi fattori della crescita aumentano e inducono le cellule normali a diventare cancerogene ed espandersi. Tuttavia, i ricercatori credono che per le persone di età superiore ai 65 anni, un apporto proteico moderato può effettivamente essere utile per prevenire la fragilità ossea.

 
Un’altro dato interessante emerso dalla ricerca, e che sicuramente non è da sottovalutare, è che il collegamento tra le diete iperproteiche e il rischio di tumore quasi svanisce se si prende in considerazione esclusivamente soggetti che consumano perlopiù proteine vegetali, come per esempio i legumi. “Può essere che le proteine vegetali abbiano una composizione differente che non stimola l’ormone della crescita così efficacemente come le proteine animali”, sostiene il dr. Longo, secondo il quale la dieta Mediterranea, essendo a basso contenuto di proteine animali e ricca di carboidrati, possa essere la migliore opzione per aumentare l’aspettativa di vita e migliorare la salute. I ricercatori consigliano di consumare 0.8 grammi di proteine per chilo di peso al giorno nella mezza età – per una persona di 60 chili, quindi, 48 grammi di proteine provenienti per lo più da fonti vegetali sarebbero l’ideale.

 
A questo punto è legittimo domandarsi se è il caso di temere l’IGF-1. È bene sapere che l’IGF-1 stimola la crescita del tessuto cellulare di qualunque tipo, scheletrico o tumorale che sia. Questo stesso ormone aiuta a incrementare la massa muscolare quando ci si allena con i pesi. Il consumo di proteine sembra incrementare l’IGF-1, che però diventa un problema solo quando la dieta è povera di cibi naturali e ricchi di nutrienti (troppe carni processate come gli insaccati e poco movimento). Allora, e solo allora, le proteine possono rappresentare un rischio e influire negativamente sul corpo. I ricercatori, infatti, hanno tenuto conto solo di alcuni fattori che potevano influire sui risultati, senza però prendere in considerazione il fattore dell’attività fisica. Mentre le diete più popolari promuovono un’alimentazione iperproteica per la perdita di peso, è sicuramente una pessima idea basare la propria nutrizione su un’unica risorsa energetica, tagliando fuori interi gruppi alimentari e privando così il proprio corpo di preziosi nutrienti di cui ha bisogno.

 

Referenze: Levine ME, Suarez JA, Brandhorst S, et al. Low Protein Intake Is Associated with a Major Reduction in IGF-1, Cancer, and Overall Mortality in the 65 and Younger but Not Older Population. Cell Metabolism.
Autore: Anja Paskulin Personal Coach, Istruttore di Bodybuilding e Fitness, Educatore Alimentare, Atleta.

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