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Alimentazione

Semi Di Chia | Proprietà, Benefici & Come Utilizzarli

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Semi Di Chia


La Salvia hispanica L., una pianta biannuale originaria del centro e sud America viene coltivata sempre più per la produzione dei suoi semi, i semi di Chia.

Questi semi, di cui analizzeremo poi più dettagliatamente la composizione, stanno suscitando molto interesse per via del contenuto in olio (25-40%) composto per il 60% da omega-3 e per il 20% da omega 6 (acido alfa linolenico ed acido linoleico).

Entrambi due acidi grassi essenziali necessari per il mantenimento di un buono stato di salute nell’essere umano. Questa pianta si contraddistingue per piccoli fiori di colore bianco o viola in base alla varietà. Il nome “chia” le venne attribuito dalle popolazioni indigene del Sud America già nell’era Azteca e “pre-Columbian”.


Proprietà


Analizzando la composizione di questi semi partendo dalle percentuali dei macronutrienti: le proteine rappresentano il 15-25%, i grassi il 30-33%, i carboidrati 26-41%, fibre alimentari 18-30% ed infine le ceneri dal 4 al 5% (minerali).

I semi di chia contengono inoltre una serie di fitocomposti ad azione antiossidante e risultano privi di glutine.

Diversi studi che hanno valutato il possibile livello di contaminazione di questo prodotto hanno riportato che in media non risulta essere contaminato da metalli pesanti e che la pianta non risulta essere soggetta ad attacchi fungini dunque i semi difficilmente presentano contaminazioni di micotossine.

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Gli studi più recenti sui semi di chia hanno focalizzato la loro attenzione sui quei composti citati in precedenza definiti “phytochemicals” valutandone la bioattività in vivo e la sicurezza nell’utilizzo dei semi in se o di estratti di questi composti.

Cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione su questi composti: sono diversi i composti “bioattivi” presenti in questi semi come acidi grassi essenziali (EFAs) e composti fenolici (ALA 18:3 omega 3; LA 18:2 omega 6; miricetina; quercitina; campoferolo ed acido caffeico).

I fattori che determinano il contenuto di uno o l’altro di questi composti o la quantità degli stessi sono diversi, in primis l’area di coltivazione della pianta dovute alle combinazioni ambientali di clima, disponibilità di nutrienti, anno di coltivazione e condizioni del suolo.

Ad esempio il contenuto proteico si è dimostrato fortemente influenzato dalla temperatura (decremento all’aumento della T°), mentre un aumento dell’altitudine di coltivazione si ripercuoteva in un minor contenuto di acidi grassi saturi. Studi condotti in Argentina dimostrarono come la temperatura influenzasse il tipo di acidi grassi contenuti nel seme.


Benefici


Passiamo agli effetti benefici sulla salute dei semi di chia, partendo in primis analizzando gli studi condotti su modelli animali per poi passare a studi clinici su esseri umani.


✔ Contengono Omega 3

Uno studio ha paragonato la composizione delle uova prodotte da galline alimentate con mangimi contenenti semi diversi (soia; lino; mais; girasole; colza e chia) dimostrando come quelle alimentate con semi di chia producessero uova più ricche di omega 3 (ALA) rispetto alle altre.


✔ Abbassano il colesterolo LDL

Altri studi valutarono invece l’effetto del consumo di semi di chia sui parametri plasmatici di topi da laboratorio, riportando come trigliceridi ed colesterolo LDL diminuissero mentre il colesterolo HDL incrementasse, inoltre nessuna controindicazione a livello del timo e livelli di IgE vennero riscontrati.

Altri studi mostrarono come carne di maiale e conigli alimentati con semi di chia contenessero livelli di PUFA molto più alti rispetto a carni derivate da animali alimentati tradizionalmente.

Nell’uomo, la correlazione tra alto consumo di grassi saturi e basso consumo di PUFA con il rischio di contrarre patologie cardiovascolari, diabete e sindrome metabolica vengono riportati da molti studi, così come l’effetto cardioprotettivo e antinfiammatorio degli ALA e dei PUFA.


✔ Potere saziante

L’altro studio valutò invece gli effetti nel controllo della risposta glicemica post-prandiale e sulla sazietà in soggetti che consumavano pane bianco arricchito di semi di chia (ogni porzione di pane conteneva dai 7 ai 25g di semi di chia) rispetto ad individui che consumavano semplice pane bianco.

Dopo 2 ore dal consumo del pasto i valori glicemici ematici dei soggetti che consumavano pane a base di semi di chia si dimostrarono molto più bassi con una relazione dose-risposta in base al contenuto in semi, allo stesso modo i test relativi al senso di sazietà mostrarono risultati migliori sia dopo 60 che dopo 90 e 120 minuti rispetto ai soggetti che consumavano semplice pane bianco.


Come Utilizzarli?


Spendiamo le ultime parole sui possibili impieghi potenziali e commerciali dei semi di chia. Come già detto in precedenza parlando dei composti bioattivi e ad effetto benefico i semi di chia hanno richiamato parecchia attenzione negli ultimi anni essendo considerata un’ottima fonte di origine vegetale di omega 3 (ALA) e PUFA in genere.

Lo stile di vita sedentario e il consumo di “junk foods” ricchi di acidi grassi saturi ha in primis creato uno sbilanciamento nell’individuo moderno nell’apporto di PUFA e SFA con conseguente aumento dell’incidenza di cardiopatie (CVDs), ipertensione, obesità e diabete.

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Questo ha fatto sì che il mercato degli “healthy foods” o dei “functional foods” abbia preso in considerazione l’idea di sfruttare questo alimento per la produzione di diversi prodotti.

Se infatti i semi di chia fino alla metà/fine degli anni ’90 erano un alimento consumato principalmente dalle popolazioni messicane e del Guatemala, oggi viene coltivato in molte altre aree e la richiesta a livello globale è in continuo aumento (Australia, Asia…).

Ad esempio già nel 2000 l’”US Dietary Guidelines” consigliava l’utilizzo dei semi di chia in dosi giornaliere fino ai 48g/d come fonte di omega 3, impiegata in insalate, nella preparazione di pane o prodotti da forno in genere o mangiati così come tali.

La Commissione Europea ha invece approvato l’utilizzo dei semi di chia per la produzione di pane in quantità che non superino il 5% del peso.

Ad oggi possiamo riassumere i principali utilizzi dei semi di chia come arricchimento per l’alimentazione animale, in grado di apportare miglioramenti nel contenuto di omega-3 e PUFA nei prodotti di derivazione (carne e uova ad esempio) e allo stesso modo di migliorarne consistenza, aroma e sapore (specie nelle carni).

Per l’alimentazione umana vengono impiegati principalmente, a livello industriale per la preparazione di farine miste per la preparazione di lievitati o prodotti da prima colazione come pane, biscotti e croissant o nel mix per la preparazione di musli e altri cereali da prima colazione.

I benefici in questi casi saranno l’aumento del contenuto in fibre, l’abbassamento dell’indice glicemico e l’apporto di tutti quei composti di cui abbiamo parlato in precedenza.

Come integratore alimentare/alimento funzionale trova impiego sotto forma di olio estratto dai semi (sia per uso cutaneo che in capsule, utile nel caso di diabete e disfunzioni renali) o come supplemento di ALA efficace soprattutto nelle donne in menopausa (aumenti di ALA ed EPA).

Concludendo, possiamo affermare che i semi di chia, come suggeriscono gli ultimi studi, possono essere considerata un’ottima scelta per mantenere un profilo lipidico bilanciato ed apportare tramite una fonte di origine vegetale omega-3 (ALA) e PUFA.

Riferimenti



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Scrittore ed esperto


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