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Alimentazione

Dieta Paleolitica | Come Si Pratica? Funziona? Tutto Svelato

Dallo scrittore Myprotein Alberto Baduini, studente in Fisioterapia.


Dieta Paleolitica


Con il termine dieta paleolitica, o più semplicemente Paleo, si intende un regime alimentare che prevede solo i cibi che caratterizzavano l’alimentazione degli uomini primitivi.

I nostri vecchi antenati erano soliti cibarsi di carne proveniente dalla loro caccia, di pesce da loro pescato, di frutta e verdura che nasceva spontaneamente dal suolo, di bacche e altri elementi reperibili allo stato brado.

L’uomo paleolitico si cibava anche di insetti, prediligeva il consumo delle interiora delle sue prede e spesso mangiava carne cruda.

Tutte queste informazioni si basano su ricerche e dati non potendoci ovviamente essere un riscontro effettivo con le abitudini alimentari degli uomini primitivi.

Basandosi su questi principi si ottiene una dieta ricca di fibre, vitamine e minerali. L’apporto di glucidi è ridotto rispetto alla dieta contemporanea e le fonti sono unicamente frutta e verdura. Le proteine ed i grassi sono il maggiore costituente di ciò che si mangia e le fonti sono direttamente provenienti dalla natura.


I Fondamenti


La dieta paleolitica fonda le sue linee guida nel fatto che l’uomo si è sviluppato ed è sempre vissuto per decine di migliaia di anni cibandosi di alimenti autoctoni e di ciò che riusciva a reperire. Solo negli ultimi millenni sono stati introdotti alimenti come cereali, frutta fuori stagione, e altri prodotti provenienti dall’agricoltura.

dieta paleolitica

Gli alimenti industriali sono ancora più estranei a questo tipo di alimentazione in quanto, banalizzando la questione, gli uomini paleolitici nemmeno si sarebbero sognati di mangiare delle merendine al cioccolato o delle patatine fritte.

Il principio per cui l’essere umano si è sviluppato seguendo un certo tipo di alimentazione è un concetto solido che sostiene come questo tipo di regime alimentare comprenda alimenti che l’organismo è maggiormente in grado di assimilare e che non recano danni alla salute.

È come se si considerasse questo tipo di alimentazione il carburante che ha sempre alimentato la specie umana, un altro tipo di combustibile porta solo a confusioni e problematiche nei processi fisiologici.


È Sana?


Mettendo da parte questo dibattito e focalizzandosi invece su ciò che costituisce il regime alimentare Paleo si può dire che è un buon stile alimentare.

L’apporto di zuccheri è ridotto, le fonti alimentari sono rigorosamente naturali. Diversi sono gli studi che dimostrano come l’organismo beneficia di una dieta in cui l’apporto di carboidrati è ridotto in favore di un maggiore consumo di proteine e grassi naturali.

Si potrebbe avanzare la problematica del colesterolo ma se si approfondisce la questione ci si rende conto che non è un reale problema. Il colesterolo che assumiamo con la dieta rappresenta infatti solo il 20 o 30% del colesterolo presente nell’organismo. La restante parte è prodotta dal corpo: esistono dei meccanismi in grado di regolare la produzione endogena di colesterolo per cui di fronte ad un maggiore consumo alimentare di questo nutriente ne viene inibita la produzione.

La reale causa di elevati livelli di colesterolo “cattivo” e trigliceridi è da attribuirsi ad uno stile di vita sedentario e ad un eccessivo consumo di zuccheri. Senza contare che la composizione dei grassi provenienti da animali selvatici è più ricca di grassi salutari rispetto ai prodotti di allevamento.

arachidi

L’apporto limitato di glucidi è un problema relativo in quanto il corpo possiede delle vie metaboliche in grado di produrre substrati energetici a partire dai grassi (componente principale della dieta paleolitica) e anche dalle proteine. Queste vie metaboliche producono corpi chetonici che vengono utilizzati dalle cellule come fonte energetica.

L’effetto dei corpi chetonici può essere quello di abbassare il ph del sangue ma questo si verifica in condizioni di chetosi mille volte più accentuata di quella di una alimentazione povera di zuccheri. Una acidificazione del sangue si verifica in patologie come il diabete, riducendo l’apporto di carboidrati no.

Il corpo possiede dei meccanismi in grado di tamponare una leggera variazione del ph e ripristinare gli adeguati livelli omeostatici. Si è inoltre dimostrato che un apporto elevato di proteine non va a danneggiare i parametri ematici, sono infatti diversi gli studi che dimostrano come una alimentazione caratterizzata da addirittura 3 grammi di proteine per kg di peso non vanno a incidere negativamente sui valori ematici.

Il ridotto apporto di carboidrati infine previene l’insorgere di resistenza insulinica, ovvero una condizione in cui le cellule non sono in grado di utilizzare correttamente gli zuccheri nel sangue, e quindi previene sia sovrappeso che altre patologie.


Conclusione


 Con i dovuti adattamenti ai propri fabbisogni la dieta Paleo può essere una buona scelta. Se ad esempio ci si allena duramente e frequentemente sarà necessario aumentare l’apporto di carboidrati. Le linee guida proposte da questo regime alimentare sono simili a quelle di una alimentazione sana in cui le fonti alimentari sono rappresentate da cibo naturale e non lavorato.



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto