Vai al contenuto principale
Uncategorised

Meditazione e fitness per risalire la china | La storia di Tom

Meditazione e fitness per risalire la china | La storia di Tom
Giulia Andreani
Scrittore ed esperto3 anni In
Visualizza il profilo di Giulia Andreani
In occasione del Mese Mondiale della Salute Mentale, vogliamo celebrare l'impatto positivo che il fitness e la meditazione hanno sul benessere psicofisico. Il modo migliore per farlo, è condividere la storia di persone che hanno dovuto superare momenti difficili. Questa è la storia di Tom Armstrong. 

Tom è cresciuto a pane e rugby.

Originario di Liverpool, ma trasferitosi a St Helen's, città inglese famosa per il rugby, all'età di 5 anni, fu incoraggiato fin da subito a praticare questo sport.

Dopo aver giocato a livello amatoriale, il talento di Tom lo portò a diventare un giocatore professionista, finchè a causa di un brutto infortunio Tom fu costretto a ritirarsi, con una conseguente ricaduta sul suo benessere mentale.

A peggiorare una situazione già difficile, alla moglie di Tom fu diagnosticata una malattia poco dopo aver partorito il primo figlio, Atlas. L'abuso di medicinali e alcool diventarono l'unico modo per  affrontare le sue difficoltà.

Finchè un giorno Tom capí che era arrivato il momento di rialzarsi e riprendere la sua vita in mano, e fu cosí che iniziò a praticare la meditazione e riscoprí gli effetti positivi del fitness sul suo benessere mentale. Ora Tom si è ripreso : ha corsa un'ultra maratona, un triathlon, ha aperto una palestrs e si è da poco trasferito in una nuova casa con sua moglie e suo figlio.

Ecco come Tom ce l'ha fatta.

L'infortunio

Purtroppo gli infortuni fanno parte della carriera di ogni atleta; ma alcuni infortuni sono peggiori di altri, poichè possono porre fine ad una brillante carriera sportiva.

A 28 anni Tom subí un infortunio all'anca a causa di un difetto genetico al femore. Per far sí che tornasse in campo il più presto possibile, Tom fu incoraggiato a fare sottoporsi ad un'operazione, " Mi sono sottoposto a quest'operazione pensando che sarebbe andata bene, ma in realtà le possibilità di pieno recupero sono solo del 10- 20%".

12 settimane dopo l'operazione Tom sentiva ancora dolore all'anca e dentro di sé già sapeva cosa avrebbe significato per il suo futuro da rugbista professionista. Dopo 9 mesi Tom dovette ritirarsi ufficialmente e porre fine alla sua carriera sportiva.

"Cosa faccio ora?"

Dopo questo cambio di rotta, Tom non poteva che chiedersi " ... e ora ?"

Con poco esperienza lavorativa, un neonato e una moglie malata, Tom non aveva molte opzioni nè tempo.

Poi, nel 2020 arrivò la pandemia. Non qualificandosi per poter ricevere aiuti finanziari dal governo, durante il lockdown Tom si diede da fare per creare la sua palestra, diventando cosí direttore della sua compagnia. Tuttavia, la relazione con il suo socio non finí in buoni termini, lasciando Tom in una situazione difficile da affrontare.

Le difficoltà

"Mia moglie era malata, non ho ricevuto aiuti dal governo e non sapevo cosa fare." Tom soffrendo di un disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività, era solito assumere amfetamine sotto prescrizione, che peró diventarono un modo per fuggire dalla realtà. Tom racconta che da una pillola al giorno, finí per assumerne 3 al giorno, Tom spiega "[...] utilizzavo le medicine per svegliarmi la mattina e gli antidolorifici post-operazione per addormentarmi la sera."

Dopo mesi in questa situazione, Tom ebbe un momento in cui realizzò che non poteva continuare cosí.

"Ero sveglio alle 3 di mattina con mio figlio, poi come se nulla fosse, mi ritrovai a prendere una birra dal frigorifero. Ecco, quello è stato il momento in cui ho capito che dovevo smettere".

Meditazione

Dopo aver vissuto al limite per mesi, Tom capí che era arrivato il momento di cambiare. Abbandonò le pillole e smise di bere.

Dopo essersi dilettato nella meditazione durante la sua carriera da professionista, Tom alla fine si impegnò a meditare durante tutto il suo percorso di recupero dalla dipendenza.

Ricorda "quando ero in un posto davvero buio, ancora sveglio alle 4 del mattino a causa delle anfetamine, meditavo per un'ora o un'ora e mezza per distrarmi dalla necessità di bere".

Tom ricorda di essersi detto "Mi siederò qui e cercherò di zittire le voci, e lo ha fatto" e da allora non ho più smesso.

La meditazione è ora una parte fondamentale della nuova routine di Tom. Si sveglia e usa la terapia della luce rossa durante le sue meditazioni mattutine, usando quattro tecniche di meditazione chiave: "Uso metodi di respirazione, come contare fino a 10 e tornare indietro, […] visualizzazione del giorno, della settimana o del mese e gratitudine, pensando a qualunque cosa tu voglia essere grato".

La meditazioneha aiutato Tom così tanto, che Tom ritiene che sarebbe un'aggiunta rivoluzionaria ai piani di preparazione del rugby, e non solo; "se la meditazione facesse parte della giornata di recupero, aiuterebbe gli atleti ad alleviare lo stress e le tensioni pre-partita".

La riscoperta del fitness

Dopo un'operazione all'anca che ti costringe a ritirarti da una carriera sportiva, non ti aspetteresti che qualcuno affronti una 10km, per non parlare di un triathlon e certamente non di un' ultra maratona. Ma è esattamente quello che ha fatto Tom.

"I dottori hanno detto che entro i 40 anni avrei avuto bisogno di una protesi all'anca, ma non mi sono lasciato andare", spiega Tom.

Quando un suo amico e corridore esperto di ultra maratone, gli chiese di iscriversi con lui alla sua prossima gara, Tom accettó subito.

Tom descrive l'ultramaratona nello stesso modo in cui descriviamo la corsa dopo alcuni mesi di pausa: “non era così male”. Aveva accettato le sfide mentali; ne aveva passate molte prima. Descrive persino la sfida fisica della maratona come non troppo difficile, nonostante abbia aggiunto "Sono arrivato fino all'ultimo ¾ di gara e poi il mio fianco ha ceduto".

Il vantaggio di completare queste sfide per Tom non è stato l'evento vero e proprio, ma l'inizio della sua ripresa. "Tendo a mettermi in situazioni in cui devo arrivare preparato, se non voglio fare una figuraccia, mi altrimenti continuerei a procrastinare".

Deve mangiare in modo sano, deve fare stretching e allenarsi adeguatamente, altrimenti, come dice lui "farei una figuraccia". Avere una sfida come questa all'orizzonte è il modo in cui Tom si motiva per vivere meglio e per evitare di rimanere intrappolato in un circolo vizioso.

 

Ti è piaciuto questo articolo?

Lasciati ispirare dal altre storie:

Giulia Andreani
Scrittore ed esperto
Visualizza il profilo di Giulia Andreani
myprotein