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Interviste

#MyproteinChiede…Ilaria Luisi Risponde | Parkour & Freerunning

In copertina, Ilaria a Roma. Fotografia by Emily Santoro.


#MyproteinChiede…Ilaria Luisi Risponde


1) Ciao Ilaria, parlaci un po’ di te e del tuo percorso di atleta.

Mi chiamo Ilaria Luisi, ho 28 anni e sono nata a Roma. Sono un tecnico di ginnastica artistica, un’atleta di parkour e freerunning e una personal trainer. Sono una ragazza che ama sfidare i propri limiti per automigliorarsi e capire fin dove può arrivare.

Pratico sport da una vita, ho iniziato a praticare ginnastica artistica all’età di 7 anni, grazie a mio padre.

Ho frequentato il CONI, il centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” a Roma per 4 anni, però ho interrotto questo percorso perché non riuscivo a reggere la pressione delle gare e lo stress degli allenamenti che duravano 6 ore al giorno, così all’età di 15 anni ho fatto una scelta e ho lasciato il centro.

Dopo la ginnastica sono tornata alla normale scuola statale e ho praticato per un breve periodo il karate.


2)  Hai voglia di spiegarci che cos’è il parkour, come è nato e cosa ti ha portato ad avvicinarti a questa  disciplina?

Il parkour è l’arte dello spostamento, ovvero l’arte di sapersi muovere da un punto A ad un punto B nella maniera più veloce possibile. Lo scopo è quello di scavalcare ostacoli, arrampicarsi e saltare durante un tracciato in modo efficiente.

E’ una disciplina metropolitana che nasce in Francia alla fine degli anni ’80 e il padre fondatore è David Belle.

Ho scoperto il parkour nel 2012 all’età di 24 anni, guardando dei film di azione e video su Youtube, sono stata colpita soprattutto da un gruppo di traceurs inglesi e da uno stuntman molto famoso Damien Walters.

Da lì ho cercato più informazioni e sono andata in palestra a provarlo. Dalla prima lezione sono rimasta molto affascinata, ma all’inizio non ho colto subito quale fosse la vera pratica e filosofia del parkour.  Ho iniziato veramente a praticarlo fuori in strada solo nell’estate del 2014.

ilaria luisi parkour

Ilaria a Misano (Napoli). Fotografia by Emily Santoro.


3) Come vedi il parkour in Italia? Noti differenze rispetto ad altri paesi?

Il parkour in Italia è entrato nel 2007, quindi è una disciplina totalmente nuova ai nostri occhi.

Viviamo in un paese straordinario dal punto di vista architettonico e paesaggistico, l’Italia a mio parere è  forse uno dei posti più belli per praticare il Parkour.

Ci sono città come Roma, Napoli, Milano, Bologna che offrono molti spot dove potersi allenare.

Ho viaggiato in Europa e anche fuori, ho notato una sola ed unica differenza, gli altri paesi riescono a valorizzare meglio questa disciplina perchè hanno una mentalità più aperta alle idee nuove.

L’Italia tende a dare spazio e visibilità sempre alle solite cose. Ma piano piano anche qui si sta muovendo qualcosa.


4) Segui un allenamento particolare per praticare questo sport? Se sì puoi descrivercelo brevemente.

La cosa bella del parkour è che decidi tu come allenarti, non c’è nessuno che ti obbliga a farlo o ti dice come fare quel movimento.

In questa disciplina è importante trovare un buon equilibrio interiore, coordinare bene mente e corpo insieme, quindi durante il giorno pratico almeno 20 min di meditazione, poi corro 5 km, vado in bici e seguo soprattutto un allenamento specifico per la forza esplosiva delle gambe: squats, scatti, affondi e corse in salita.

Questa preparazione con molta costanza mi ha portato ad ottimi risultati. Quando passo invece alla parte tecnica del parkour, mi piace lavorare su tricks difficili e particolari, vado alla ricerca della spettacolarità del movimento, ripeto quel salto finchè non mi piace e non lo sento leggero, deve essere bello visivamente e fatto bene nella parte dell’atterraggio, questo per me è fondamentale. Poi curo molto la parte dello streching, senza quello rischierei stiramenti e strappi di continuo.

ilaria luisi parkour

Ilaria a Sintra (Portogallo). Fotografia by Pedro Salgado.


5) Segui un’alimentazione particolare per praticare questo sport? Se sì puoi descrivercela brevemente.

Da quando pratico parkour e sono personal trainer ho iniziato a dare più importanza all’alimentazione, il mio obiettivo è mangiare bene e in modo sano per aumentare la mia forza e resistenza, grazie a quella posso raggiungere maggiori risultati nel parkour.

Ho eliminato molti carboidrati, mangio più spesso il riso e la pasta integrale, a colazione mangio fette biscottate con il miele e bevo il latte di soia, a cena mangio le verdure cotte o legumi, mangio la carne 3 volte a settimana (pollo e bovino).


6) Come fai a scegliere i posti adatti per allenarti?

Il parkour è ovunque! Non c’è un posto più adatto rispetto ad un altro, è tutto l’ambiente che ci circonda.

Basta solo guardarsi bene in giro, usando l’immaginazione tutto può diventare un luogo dove allenarsi.

Le persone camminano e vedono un semplice muro, io no, inizio a pensare a come potrei superare quel muro, quale movimento potrei fare. E’ una disciplina che non segue regole, quindi l’importante è usare intuito e creatività.

ilaria luisi parkour

Ilaria a Santorini (Grecia). Fotografia by Riccardo Luisi.


 7) Quale consiglio ti senti di dare a chi vuole muovere i primi passi in questa disciplina?

Ho vari consigli, il primo è di non imitare gli atleti nei video che girano sul web, il parkour non si apprende guardando un tutorial o un bel video, ma si impara praticandolo giorno dopo giorno, cadendo e riprovando quel salto 100 volte se serve.

Seconda cosa, non inseguire i limiti degli altri ma di focalizzarsi sui “propri” limiti, solo conoscendo te stesso potrai fare quel passo successivo nel tuo allenamento, non dire mai non posso, con la giusta determinazione e grinta si può fare qualsiasi salto che hai in mente, se visualizzi te stesso mentre fai quel salto vuol dire che dentro di te puoi farlo.

Poi ultima cosa, divertiti mentre ti alleni e circondati di persone positive o grandi atleti che hanno raggiunto un ottimo livello, la maggior parte di loro hanno sempre qualcosa da insegnarti e possono motivarti a crescere.


8) Quale  sono le caratteristiche principali per praticare parkour?

Avere una visione positiva della vita, coraggio a superare gli ostacoli, costanza nell’allenamento, fiducia in se stessi e rispetto per gli altri.


9) Quanto può aiutare questa disciplina estrema nella vita reale?

Tantissimo. Ti aiuta sia fisicamente che mentalmente. Conosco più me stessa adesso, ho scoperto pregi, difetti e potenzialità che prima ignoravo.

Affronto le situazioni in maniera più decisa grazie al parkour. Quello che noi facciamo in realtà non è saltare da un palazzo all’altro come molti pensano, ma è entrare in sintonia con il proprio corpo e scorrere fluidi attraverso gli ostacoli, che nella vita reale si traduce a risolvere i problemi in maniera più veloce e risolutiva.

Nella vita siamo continuamente influenzati da schemi e pre-concetti, nel parkour si rompono le regole e si guarda sempre oltre.

ilaria luisi parkour

Ilaria ad Abu Dhabi. Fotografia by Nebeel Merchant.


10) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Viaggiare e saltare in giro per il mondo e grazie al parkour posso farlo. Non voglio limitarmi a lavorare per sopravvivere e rimanere ferma nella mia città.

Al momento sono un’atleta sponsorizzata e ho quindi la grande opportunità di  viaggiare e conoscere persone con differenti culture.  Vorrei trasferirmi all’estero e continuare lì il mio percorso di insegnante e atleta.

Grazie Ilaria….in bocca al lupo!



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Scrittore ed esperto


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