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Dolori Al Collo | Quali Sono Le Cause? Rimedi

Dalla scrittrice Myprotein Chiara Fichera, laureata in Medicina e Chirurgia.


Dolori Al Collo


Il dolore al collo, detto più propriamente cervicalgia, è un disturbo molto diffuso nella popolazione, che può avere origine da molte cause diverse, basti pensare a tutte le strutture anatomiche che compongono il collo: muscoli, colonna vertebrale, legamenti, articolazioni…ma nella maggior parte dei casi è da attribuire a patologie a carico delle vertebre cervicali, che possono instaurarsi in seguito a traumi meccanici (è questo il caso del colpo di frusta ad esempio) o a processi infiammatori (come nel caso dell’artrosi).

A volte, invece, questo dolore può esser provocato da contratture muscolari, determinate dal mantenimento di una postura errata durante la giornata o a letto, oppure dalla movimentazione di carichi troppo pesanti, o ancora da problemi di natura vascolare, dalla sedentarietà, da colpi di freddo o da stati ansiosi, soprattutto qualora questi siano responsabili di bruxismo.

dolori al collo


Quali Sono Le Cause?


La causa ne determinerà sia la modalità di presentazione, al mattino oppure durante la giornata, che i sintomi associati: rigidità, mal di testa, intorpidimento, nausea, ma anche dolore e debolezza alle braccia.

Vediamo adesso più nel dettaglio quali possono essere le patologie responsabili di questo tanto diffuso, quanto fastidioso, disturbo:

  • colpo di frusta: con questo termine si intende una patologia traumatica che solitamente è provocata da movimenti bruschi del capo, che vanno oltre il normale limite funzionale, come avviene ad esempio in caso di tamponamento in macchina. Nei casi meno gravi, la lesione riguarda solamente i muscoli e i legamenti perivertebrali, per cui la prognosi non è particolarmente lunga; nei casi più gravi, invece, si può avere la rottura di una o più vertebre o la formazione di un’ernia discale, che si accompagnerà a intorpidimento e formicolio agli arti superiori.
  • discopatie: patologie degenerative a carico dei dischi intervertebrali, “cuscinetti” che svolgono la funzione di ammortizzatori al fine di permettere e facilitare i normali movimenti di flesso-estensione della colonna. In questo gruppo rientrano numerose patologie, tra cui la protrusione discale, il prolasso e l’estrusione. Spesso queste alterazioni si associano ad artrosi.
  • ipercifosi cervicale: patologia provocata da un’accentuazione della normale curvatura del rachide cervicale, che può insorgere in seguito a postura inadeguata, invecchiamento o per la presenza di anomalie congenite delle vertebre
  • presenza di osteofiti: speroni ossei, simili a spine, che si formano sulla superficie di ossa che sono interessate da processi infiammatori cronici; sono prodotti dall’accumulo di calcio e possono comprimere i nervi che affiorano dalla colonna vertebrale, provocando dolore.
  • artrosi: alterazione cronica delle cartilagini articolari dovuta ad usura, che colpisce soprattutto gli individui che praticano sport o effettuano lavori particolarmente intensi, in cui è previsto un considerevole sovraccarico per la colonna vertebrale. La prevalenza è maggiore anche nei soggetti in sovrappeso e obesi, rispetto alla popolazione generale, proprio per il maggior carico che le articolazioni sono costrette a sopportare.
  • bruxismo: eccessivo digrignamento dei denti durante il sonno, provocato ad una contrazione involontaria dei muscoli masticatori; nonostante il soggetto non se ne renda conto, tale fenomeno può esser così intenso da provocare dolore alla mandibola, al collo, alla faccia, alle orecchie, ed usura dei denti, che potranno divenire ipersensibili, dolenti e mobili.
  • ansia: stato di disagio psicologico che spesso si accompagna a manifestazioni fisiche più o meno eclatanti, potendo assumere a tutti gli effetti i caratteri di una patologia psicosomatica, caratterizzata da una grande varietà di sintomi, tra cui anche il mal di collo.
  • cefalee ed emicrania: sindromi dolorose craniche con etiologie quanto mai varie. In alcuni casi sono definite primarie, non riuscendo a stabilire la causa scatenante, in altri casi, invece, sono secondarie ad altre patologie. Tali disturbi si accompagnano spesso ad altri sintomi, uno dei più comuni è proprio il dolore al collo.
  • artrite reumatoide: patologia infiammatoria autoimmune sistemica che colpisce in prevalenza le articolazioni, provocando un danno irreversibile ad esse, caratterizzato da erosione della cartilagine,  dolore e deformità. Le articolazioni più colpite sono quelle delle mani, polsi, caviglie e ginocchia, ma in alcuni casi può coinvolgere anche i gomiti e la colonna vertebrale.
  • Herpes Zoster: una recrudescenza di questo virus, responsabile della Varicella, causa quello che comunemente è conosciuto come “Fuoco di Sant’Antonio”, un’eruzione cutanea solitamente monolaterale, che si accompagna a intenso dolore e malessere generale.
  • Osteoporosi: patologia progressiva dovuta ad una riduzione della massa ossea, per cui il rischio di fratture, anche spontanee, è particolarmente elevato. Le sedi più colpite sono proprio le vertebre, l’anca ed il femore.
  • radicolopatie: patologie a carico delle radici nervose, spesso dovute ad una loro compressione per la presenza di un’ernia discale, o ancora secondarie a patologie come diabete, tumori meningei e traumi. Oltre al dolore, saranno presenti parestesie e debolezza muscolare.
  • torcicollo: risultato di una postura scorretta mantenuta a lungo, provocato da una contrattura muscolare che limita i movimenti della testa e del collo.


Rimedi


Oltre a queste, numerose altre cause possono essere responsabili di dolore al collo, ma in questo articolo abbiamo ritenuto opportuno accennare solo quelle più frequenti.

Proprio a causa dell’elevato numero di patologie di cui il dolore al collo può esser sintomo, qualora questo non dovesse regredire in un paio di giorni, come fortunatamente accade nella maggior parte dei casi, è indicato rivolgersi al proprio medico affinché intraprenda il giusto iter diagnostico, che spesso comprenderà esame obiettivo, esami del sangue, radiografia e visita specialistica.

La terapia, ovviamente, sarà correlata con la causa sottostante; quelle più comuni comprendono:

  • somministrazione di antidolorifici
  • antibiotici, miorilassanti
  • orticosteroidi
  • esercizi fisici
  • collare cervicale
  • stretching e terapia del calore

Anche la medicina alternativa può essere d’aiuto: massaggi, agopuntura e chiropratica sono le soluzioni a cui si ricorre più spesso. Anche la TENS (Stimolazione Nervosa Elettrica Transcutanea) si è rivelata molto utile ed è sempre più usata.

Ovviamente, qualora si decidesse di affidarsi a tali metodi, raccomandiamo sempre di rivolgersi a professionisti e studi certificati.

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Conclusioni


In alcuni casi, però, lo specialista andrebbe interpellato il prima possibile, questo nel caso in cui il dolore al collo si associ a: febbre, nausea, vomito, presenza di noduli, difficoltà nella deglutizione o nella respirazione, incapacità a muovere gli arti, dolore che si irradia a gambe e braccia, senso di debolezza muscolare; invece, nel caso in cui il dolore compaia in seguito ad un trauma o ad un incidente stradale, è indicato presentarsi immediatamente all’ospedale più vicino.



Myprotein

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Scrittore ed esperto


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