Alimentazione

Liquirizia | Fa Bene? Proprietà, Benefici E Controindicazioni

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, Dottore in scienze e tecnologie alimentari, laureando in Biological Sciences e Istruttore certificato CSEN.


Liquirizia


Chi di noi non ha mai assaggiato, da bambino ma anche da adulto un bastoncino, una rotella o tonchetto al gustosissimo sapore di liquirizia? In questo articolo affronteremo una panoramica generale sugli aspetti botanici, proprietà e effetti negativi di questo prodotto.

La liquirizia o liquerizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Fabaceae), il nome scientifico Glycyrrhiza glabra L. risulta composto da glykys (dolce) e rhiza (radice), anche detta difatti radice dolce, il termine glabra fa invece riferimento al fatto che la pianta risulti liscia e priva di peli.

È una pianta erbacea rustica, resistente al gelo, con fusti che raggiungono fino il metro di altezza, semplici o con ramificazioni nella parte più alta e alla fine dell’estate diventa “legnosa”. Come la maggior parte delle piante tipiche dei semideserti e delle steppe, questa pianta presenta una radice di massa notevolmente superiore rispetto a quella della parte vegetativa (in superficie).

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È di fatti la parte caratteristica di questa pianta, un grosso rizoma da cui si sviluppano diversi stoloni (rami striscianti sul terreno). Sia il rizoma che le radici sono di colore marrone all’esterno e di colore giallo con gusto dolce all’interno, hanno un elevato potere edulcorante (50-100 volte maggiore rispetto al saccarosio).

Cresce in maniera spontanea lungo le coste dell’Est Europa meridionale, in particolare in terreni sabbiosi o negli argini dei fiumi (basso corso dei fiumi Don e Volga, nelle pianure alluvionali e nelle valli di fiumi delle regioni steppose e semideserte dell’Asia Centrale, Kazakistan Occidentale, Caucaso Settentrionale, in Transcaucasia Orientale).

In Italia la troviamo prevalentemente in Calabria dove è molto diffusa e rappresenta una importante realtà produttiva, Sicilia, Abruzzo e Marche.

Come detto risulta essere originaria dell’Asia sud-occidentale, introdotta in seguito in Europa dai frati domenicani nel XV secolo per poi diffondersi in tutti i continenti (principalmente zone costiere).

Il fabbisogno della materia prima per l’industria farmaceutica i soddisfa grazie alla raccolta delle piante selvatiche. Il fabbisogno mondiale di radice è stato stimato attorno ai 20000-25000 t all’anno.


Proprietà Della Liquirizia


Cerchiamo ora di analizzare la composizione della radice per poi passare ai possibili effetti ad essa associati. Il numero dei componenti (compreso quelli idrosolubili) che vengono ricavati dalla liquirizia (complesso biologicamente attivo) è pari al 40-50% del peso totale secco.

Iniziamo dalla glicirrizina (acido glicirrizico), è il principio attivo dell’estratto di liquirizia, sfruttato in ambito farmacologico come espettorante e come gastroprotettore nell’ulcera peptica. Trova anche impiego come edulcorante alimentare, essendo come detto 50 volte più dolce del saccarosio e rispetto a quest’ultimo il gusto dolce viene percepito più tardi ma permane più a lungo in bocca.

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Gli effetti collaterali dovuti a sovradosaggio di questo estratto sono ipertensione ed edema, dovuti all’accumulo di ioni sodio ed acqua.

È comunque sconsigliato l’uso a chi soffre di ipertensione arteriosa. L’acido glicirrizzico si trova soltanto nella radice.

La radice di liquirizia possiede poi molti mono e disaccaridi che può raggiungere fino al 20% del totale, vi sono poi sostanze peptiniche (4%) e resinose (2-4%), lipidi, sostanze amare e tracce di olio essenziale. L’amido come sostanza di riserva può costituire dal 6 al 34% mentre le proteine circa il 10%. Il colore giallo di liquirizia è legato al contenuto di flavonoidi che possiedono considerevole attività antiossidante.

Le radici e i rizomi vengono utilizzati come materia prima per la preparazione di farmaci sia quelle non decorticate che quelle private del sughero, ripettivamente “naturales” e “mundatae”. Da entrambe si ottengono degli estratti (concentrati e secchi) o altri preparati come sciroppi, o semplicemente la radice stessa triturata.


Benefici Della Liquirizia


Andiamo ora ad elencare alcuni dei benefici della liquirizia.


1. Espettorante 


Tutti queste formulazioni vengono impiegate principalmente come rimedio espettorante e attenuante in caso di infiammazione delle vie respiratorie; come purgante in caso di stitichezza cronica e come aroma per correggere il gusto di molti farmaci.

Ad esempio Gliziram è il principale farmaco medicinale di liquirizia prodotto dall’industria, utilizzato in caso di asma bronchiale, ipofunzione delle sostanze corticali surrenali, eczema, dermatite allergica ed altre affezioni.

La glicirrizina e i suoi metaboliti sembrano infatti in grado di inibire il metabolismo epatico di aldosterone (inibizione della 5-ß-reduttasi).

Le strutture derivanti dall’acido glicerretico hanno strutture simili a quelle dei minerlcorticoidi e dei glucocorticoidi (Burlando et al., 2010) e pertanto vengono suggerite attività antiflogistiche (antiinfiammatorie) simili a quelle esercitate dai glucocorticoidi come l’inibizione della fosfolipasi A, delle cicloossifenasi e la formazione di prostaglandine.

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2. Antiossidante


Continuando questa panoramica generale sugli effetti della liquirizia studiati, vengono attribuite proprietà antiossidanti ed epatoprotettive in particolare legate al contenuto in isoflavoni e glicirrizina in grado di ridurre la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e l’ossidazione lipidica a livello epatico (Burlando et al.; 2010).


3. Anticancerogena


Altri studi suggeriscono proprietà anticancerogene, i cui meccanismi sono tutt’ora sotto studio ma che sembrano legati alla repressione della proliferazione anomala di cellule e la formazione/crescita di tumori del seno, fegato e pelle (Czap et al., 2005).


4. Rimedio per le ulcere


Sempre la glicirrizina viene utilizzate per il trattamento delle ulcere favorendo i processi di guarigione della membrana mucosa aumentando la produzione di muco e migliorando l’apporto sanguigno alla mucosa stessa (Nomura et al., 2002).

Secondo alcuni autori l’estratto di liquirizia possiede attività antimicrobica, ad esempio, Prikhodko et al. (1975) e Grinkevic et al. (1983) hanno ottenuto dati interessanti durante la ricerca delle proprietà della liquirizia, in particolare gli estratti alcolici e oli essenziali impediscono la crescita di Candida albicans (200-250 µg/ml), Trichophyton gypseum (100-250 µg/ml) e Microsporum lanosum (10-100 µg/ml).


5. Alleata contro il grasso addominale


Uno studio del 2004 ha provato a valutare gli effetti di un estratto di liquirizia particolarmente ricco di flavonoidi sull’accumulo di grasso addominale e sui livelli di glucosio circolante in ratti diabetici. I topi seguirono una dieta ricca di grassi per 4 settimane e vennero divisi in un gruppo controllo ed uno che assumeva l’estratto etanolico di liquirizia (LFO liquorice flavonoid oil).

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Rispetto al gruppo controllo i ratti che assumevano liquirizia mostrarono minor accumulo di grasso addominale e livelli di glucosio circolante minori suggerendo effetti nei riguardi dell’attivazione del PPAR-gamma (recettore gamma attivato dai proliferatori dei perossisomi) (Nakagawa et al.; 2004).


Controindicazioni


Abbiamo fin qui decantato gli effetti positivi della liquirizia, ma esistono anche aspetti negativi?

Come detto il primo aspetto da prendere in considerazione è che i soggetti che soffrono di ipertensione, essendo considerata vasocostrittrice, dovranno limitarne se non privarsene.

Sembra inoltre essere in grado di aumentare la ritenzione idrica contribuendo al riassorbimento di sodio e parallelamente alla perdita di potassio. 10g di liquirizia contengono circa 1g di glicirrizina dunque se intendiamo masticare i classici bastoncini dovremmo fare un po’ più attenzione a questi aspetti visto che le concentrazioni sono quelle del prodotto fresco, al contrario nelle caramelle sarà più difficile arrivare ad una dose consistente della stessa sostanza.

Come già spiegato nei paragrafi precedenti alla base di questi effetti vi è l’azione dell’acido glicirretico in grado di inibire l’azione dell’11-beta-idrossisteroide deidrogenasi tipo 2 con effetto simile a quello del cortisolo (stimolazione dei recettori mineralocorticoidi) e quindi riassorbimento di sodio e perdita di potassio e successiva vasocostrizione (aldosterone-like action).


Conclusioni


Per concludere possiamo affermare che la radice di liquirizia in tutte le sue forme offre un ampio spettro di effetti benefici, ma come che come sempre, il suo utilizzo vada contestualizzato e moderato per evitare gli effetti relativi ad abusi della stessa.

Riferimenti



Jenny Watt

Jenny Watt

Scrittore ed esperto

Qualified Nutritionist and Personal trainer.


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