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Alimentazione

Dieta Alcalina | In Cosa Consiste? Tutto Spiegato!

Dallo scrittore Myprotein Leonardo Cesanelli, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari, laureando in Nutrition and Functional Food.


Dieta Alcalina


La dieta alcalina è un approccio dietetico che nasce nell’intento di alcalinizzare il nostro corpo. L’idea di fondo è che l’ettività fisica, lo stress e l’alimentazione incontrollata portano ad una tendente acidificazione con conseguenze negative per la salute.

Per far fronte a questa situazione dunque si dovrebbero introdurre alimenti alcalinizzanti ed impostare la dieta secondo determinati standard e valori.

La dieta alcalina ha diverse imprecisioni alla sua base, tuttavia possiamo trarne degli utili consigli.

Perfetta dunque non è, ma diamo subito dei concetti generali per poi arrivare ad un nostro take home message.

dieta alcalina


Alimenti


Prima incomprensione è quella riguardante gli alimenti. La dieta alcalina va a dividere gli alimenti in base al loro potere acidificante o alcalinizzante. Questo potere deriva per lo più dai valori di micro elementi che vanno a costituirli.

Vedremo tra poco cosa si intende in questo senso, per ora però fermiamoci ad un’importante distinzione: un alimento acido, a livello di sapore, può essere alcalinizzante, dunque andare a favorire un ambiente basico.

L’esempio classico è il limone, alimento alcalinizzante che ha un sapore…beh, lo sapete da voi!


PRAL

Tornando dunque al discorso di prima, andiamo a parlare di PRAL. Si tratta di un sistema o valore per andare ad identificare l’effetto, alcalinizzante o acidificante, degli alimenti nel nostro corpo.

PRAL è l’acronimo di Potential Renal Acid Load, ovverosia il carico acido renale potenziale. Ed è un valore frutto del lavoro del Dr. Remer. Viene estratto dalla formula:

PRAL: Cl+P04+S04-Na-K-Ca-Mg

Dove: Cl è il cloro, PO4 sono i fosfati, SO4 i solfati, mentre Na è il sodio, K il potassio, Ca il calcio e Mg il magnesio.

Vediamo quindi che è la composizione dei minerali a determinare l’impatto degli alimenti in termini di effetto alcalinizzante ed acidificante.


Cosa Acidifichiamo?


Ok, fin qui ci siamo, cerchiamo però di capire cosa andiamo ad acidificare/alcalinizzare.

Altro misunderstanding, molti vanno a parlare di variazioni del pH ematico. Questo logicamente non è possibile, una minima variazione dello stesso porterebbe alla morte, non a caso il nostro corpo è perfettamente attrezzato, tramite sistemi tampone, soprattutto respiratori, a far fronte a queste situazioni.

La grande critica alla dieta alcalina è dunque infondata e basata su un’incomprensione (o scarso studio dei suoi principi). Quello che viene alcalinizzata è la matrice cellulare, che è vittima di variazioni di pH per via soprattutto dell’allenamento.


Impatto dell’allenamento

Apriamo ora un’altra, necessaria, parentesi su come la vita, l’attività fisica ed altri fattori influiscono sul pH della matrice. L’allenamento causa un accumulo di metaboliti, di scarti, ioni H+ etc.. che portano ad un abbassamento del pH (effetto acidificante).

Questo effetto, pur portando ad una reazione di adattamento (ipertrofia) risulta dannoso per la salute e deve essere, una volta causato, fronteggiato. Capiamo bene che la tipologia d’allenamento che seguiamo ha un impatto non da poco su quanto questo effetto sarà ampio.

Quel che sappiamo è che l’allenamento porta a due tipologie di stress: metabolico e meccanico.

dieta alcalina

Lo stress metabolico è quello causato proprio dall’accumulo di metaboliti e, conseguentemente, quello che porta ad una maggiore variazione del pH. Stress questo, come sappiamo, tipo del lavoro di Bodybuilding, di pompaggio, a ripetizioni alte e carichi relativamente bassi.

Arrivati a questo punto possiamo trarre un’importante conseguenza: il lavoro di Bodybuilding avrà bisogno maggiormente di essere tamponato per evitare un crollo del pH con annesse difficoltà di ripresa ed adattamento del nostro corpo.


Guida Pratica


Arrivati a questo punto cerchiamo di dare delle indicazioni su come comportarsi e applicare la dieta alcalina.

Non si tratta semplicemente di cercare un’alcalinizzazione per il nostro corpo quanto piuttosto di andare a considerare il pH della matrice ed il PRAL degli alimenti in funzione dell’andamento circadiano degli stessi.


Circadianità

L’andamento del pH è fortemente connesso alla circadianità del nostro corpo. Su un soggetto in fisiologia l’andamento ormonale della giornata va di pari passo con un mutamento dello stato anabolico e catabolico del corpo.

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Al mattino avremo un picco dei valori di cortisolemia che andrà a scendere nell’arco della giornata, parallelamente il SNA (Sistema Nervoso Autonomo) avrà shitato al mattino in ortosimpatico (fight or fly) questo porta ad un assetto tendenzialmente catabolico del nostro corpo (il corpo è attivo, il metabolismo veloce).

La sera viceversa avremo un abbassamento del cortisolo, uno shift nel parasimpatico ed un assetto anabolico.

Cosa c’entra questo con il PRAL? Ebbene un assetto catabolico porta ad una maggiore secrezione di scorie, motivo per il quale si richiede un PRAL negativo (alimenti alcalinizzanti) per far fronte alla tendenza di acidificazione del nostro corpo.

In un contesto invece anabolico il PRAL dovrà essere negativo per far fronte alla tendenza di alcalinizzazione del corpo. In sostanza la dieta alcalina non vuole alcalinizzare il corpo ma solo regolare il pH della matrice.

Il termine “alcalina” deriva da due motivi:

#1 Anzitutto è più complesso alcalinizzare il nostro corpo con la dieta, la maggior parte degli alimenti porta ad un’acidificazione della matrice, il PRAL è positivo, di conseguenza in un programma alimentare “tradizionale” la tendenza sarà quella di acidificare con l’alimentazione (eccesso di cereali, carni, pesci etc..).

#2 Il secondo problema è che il PRAL della giornata avrà comunque una media negativa, questo perchè al mattino la tendenza acidificante sarà motlo alta mentre la sera quella alcalinizzante lo sarà di meno.


Conclusioni e Linee Guida


Diamo allora delle linee guida su come impostare al meglio il proprio piano alimentare sulla base del PRAL.

#1 Al mattino il PRAL dovrà essere tendenzialmente negativo, strada dunque a frutta, verdura e ortaggi come patate.

#2 Negativo dovrà esserlo fino a pranzo ma con un impatto minore, dunque ammessi anche qualche cereale o carni/pesci.

#3 Verso sera terremo un PRAL tendenzialmente positivo dunque carne e pesce in libertà e moderate quantità di frutta e verdura.

#4 La prima regola sarà però di avere un pasto molto alcalinizzante nel pasto successivo all’allenamento, senza doversi ingozzare subito ma aspettando almeno un’oretta.

Le tabelle del PRAL degli alimenti potete trovarle facilmente online. Va detto comunque che si tratta di una finezza in più che ha senso in un soggetto che non risponde ai pogrammi tradizionali. Un soggetto che ha difficoltà ad entrare in fisiologia, che non viene smosso e non migliora può trarre estremo beneficio da questo approccio.. provare per credere!

Riferimenti



Myprotein

Myprotein

Scrittore ed esperto


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