Allenamento

Organizzazione del team negli sport da combattimento

Gli sport da combattimento sono visti come uno sport singolo, e di fatto lo sono: le competizioni (kickboxing, pugilato, MMA, K1 ecc…) avvengono sempre uno contro uno, ed è forse quello il fascino proprio di queste discipline; spesso il piacere nella competizione sta proprio nel fatto che sul ring, come nella gabbia, avviene il confronto diretto tra due atleti che hanno sudato mesi in palestra per prepararsi al meglio, giocandosi il tutto in una manciata di minuti cercando di far prevalere le proprie qualità su quelle dell’avversario.

 

Tuttavia, chi ha praticato e chi pratica, sa bene che le righe appena lette sono vere solo in parte: è vero, sul ring si combatte da soli, ma buona parte del lavoro fatto, necessita di altre persone, sia in ambito dilettantistico che professionistico.

Organizzazione del team negli sport da combattimento
Le figure necessarie alla preparazione del match sono molte, a partire dal coach (che spesso, soprattutto in contesto dilettantistico, funge anche da preparatore atletico) passando per eventuali fisioterapisti, fino ad arrivare ai compagni di team e allo (o agli) sparring partner. Alla luce di questo, si può capire quindi che ogni sport da combattimento necessita di una preparazione in team da cui scaturisce una competizione 1 vs 1.

Delle figure elencate, il coach è quello che diventa una sorta di “padre sportivo”, a cui si fa riferimento sempre. Parlando con qualsiasi fighter difficilmente parlerà male del proprio maestro a meno che non sia in procinto di abbandonare il team, e in caso contrario farebbe bene a rifletterci.

Spesso, soprattutto in ambito pro, è il coach a occuparsi dell’analisi del match, visionando gli incontri dell’avversario e studiando una opportuna strategia per imporsi: l’atleta deve quindi porre estrema fiducia nel lavoro del proprio maestro sia nel lavoro che precede la competizione sia durante la stessa.

Organizzazione del team negli sport da combattimento

Per ciò che riguarda invece il gruppo di lavoro, il discorso è diverso: è improbabile che tutto il team stia preparando un match simultaneamente, ma ogni atleta della squadra può essere importante per la preparazione: basti pensare alla motivazione.

Prendiamo come esempio una seduta di lavoro cardio con ripetute al sacco e scatti: in questo contesto lavorare soli o in team fa tutta la differenza del mondo, avendo sempre uno o più termini di paragone con cui confrontarsi, per cercare di dare il massimo.

Una terza figura imprescindibile dalla buona riuscita della preparazione è lo sparring partner, che può essere anche più di uno: esso deve assomigliare il più possibile in termini di caratteristiche fisiche (altezza, peso, lato preferito) e come modo di combattere all’avversario che si andrà ad incontrare.

 

Col proprio sparring partner è bene lavorare in coppia sia sulla tecnica che sullo sparring, cercando di riproporre le strategie studiate col coach sui colpitori.

Sarebbe opportuno distinguere nettamente la preparazione di un professionista da quella di un dilettante, e siccome la realtà dei fatti vuole che la probabilità di allenare un team formato in maggior numero da dilettanti è più elevata, vediamo come si può organizzare la preparazione avendo a disposizione i soggetti presi in esame.

Prendiamo come ipotesi di aver a disposizione 3 settimane per la preparazione, siccome, indicativamente, quelli sono i tempi per il dilettantismo.

Decidiamo quindi quante volte fare allenare l’atleta, scegliendo per esempio di eseguire 5 allenamenti settimanali (ben diversificati) per le prime 2 settimane, e 4 allenamenti settimanali nell’ultima settimana (che sarà quella di scarico).

 

Ovviamente, si sta parlando di un ragazzo che parte già da una condizione di forma buona e che si stava comunque allenando prima di decidere di disputare il match.

Nella tabella a seguire viene presentata l’organizzazione degli allenamenti tenendo in considerazione un allenamento giornalier, per 5 giorni settimanali.

Settimana 1
Organizzazione del team negli sport da combattimento

Settimana 2

Organizzazione del team negli sport da combattimento

 

 

Settimana 3

(questa settimana prevede fasi di scarico e allenamenti più blandi per permettere il recupero dell’atleta).

 

Quella appena mostrata, è un esempio (dei molti possibili) di programmazione della preparazione di un match dilettantistico, abbastanza gestibile anche per un atleta dilettante: richiederà quindi un impegno costante nelle 3 settimane per il ragazzo, ma anche una adeguata disponibilità e sinergia tra i soggetti chiamati in causa.

 

 

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Gabriele Galasso

Gabriele Galasso

Scrittore ed esperto

Professionista nel settore kickboxing- K1, presente nel ranking italiano "classe A pro WTKA"nella categoria -75 kg. Istruttore certificato FIF nel settore del Functional Training.


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