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Diidrotestosterone (DHT) | Quali Effetti Ha Sul Nostro Organismo?

Diidrotestosterone (DHT) | Quali Effetti Ha Sul Nostro Organismo?
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Dallo scrittore Myprotein Domenico Grullo, studente in Medicina e Chirurgia.

Diidrotestosterone (DHT)

Il Diidrotestosterone (DHT) fa parte a pieno titolo degli ormoni steroidei, cioè quella famiglia di ormoni prodotti a partire dalla molecola di Colesterolo, tramite opportune modifiche indotte da specifici enzimi.

In particolare, il composto preso in esame viene prodotto dalle gonadi maschili e dalla prostata grazie all'intervento della 5-alpha-reduttasi sul Testosterone.

Derivando in ultimo proprio da questo ormone androgeno ed anabolizante, svolge anche'esso la stessa funzione ma con una potenza 4-5 volte maggiore avendo più affinità per il recettore degli androgeni a cui si lega lo stesso Testosterone: è quindi un metabolita biologicamente attivo, a differenza di altri composti derivati dalla modifica del Testosterone che non svolgono più nessuna funzione nell'organismo, venendo cioè deattivati, e degli ormoni estrogeni derivati dall'azione dell'aromatasi, che espletano la loro funzione principalmente (ma non esclusivamente) nell'organismo femminile.

1. Funzioni Del DHT

Tra le principali funzioni ritroviamo: formazione dei caratteri maschili, infatti l'ormone è già prodotto dall'utero materno, agendo in questo modo nello sviluppo del feto e nella caratterizzazione del genere maschile; contributo attivo nello sviluppo ed esacerbazione di caratteristiche generalmente attribuite ai maschi, come la crescita dei peli su corpo e faccia,  abbassamento del timbro vocale e diradamento dei capelli.

La differenza sostanziale con il capostipite Testosterone è che il DHT può essere inattivato nel muscolo scheletrico per azione della 3-alfa-idrossisteroide-deidrogenasi (un altro enzima) e quindi non presenta un effetto significativo sull'ipertrofia muscolare, avendo quindi uno scarso potere anabolico.

I valori normali nell'uomo sono tra i 0,5 e 1,5 pg/ml (picogrammi su millilitro) mentre nel bambino i suoi valori si presentano molto più alti, tra i 20 e i 100 pg/ml; anche nella donna sono molto bassi (0,1-0,5 pg/ml). Al di fuori di questi valori, sia in senso negativo che in senso positivo, possono insorgere alcuni effetti particolari, che però sono diversi a seconda che si consideri la donna, l'uomo o il bambino/feto.

2. Quali Effetti produce?

In particolare, un aumento dei valori nella donna può portare al manifestarsi di caratteristiche sessuali secondarie maschili quali abbassamento della voce e comparsa di peli su viso e corpo; nel maschio adulto invece un aumento dei valori oltre il limite massimo contribuisce all'insorgenza dell'ipertrofia prostatica benigna e al tumore della prostata, anche se gli studi sul perchè sono ancora in atto; inoltre è stato parzialmente correlato all'insorgenza della calvizia, andando in questo caso ad agire a livello del bulbo pilifero, inducendone atrofizzazione e quindi mancata formazione del capello.

Le patologie più importanti e in alcuni casi irreversibili sono quelle nel bambino: una drastica diminuzione dei valori dell'ormone o una sua mancata formazione per inibizione enzimatica portano all'insorgenza di pseudoermafroditismo, cioè la presenza nell'individuo geneticamente maschio di organi sessuali androgeni con la contemporanea presenza di abbozzi di organi sessuali femminili e una scarsa presenza di caratteristiche secondarie sessuali come peli, barba e abbassamento della voce.

Abbiamo quindi visto che da un lato ci sono evidenti effetti positivi del DHT per la salute dell'uomo, mentre dall'altro ci sono studi non ancora del tutto confermati sull'insorgenza di alcune condizioni nel maschio adulto e sulle quali le aziende farmaceutiche hanno lucrato; l'uso di anti-DHT (bloccanti la 5-alpha-reduttasi) nelle calvizie non ha sempre portato ai risultati sperati e molti sono gli effetti collaterali. Mantenere invece buoni valori di DHT per il maschio è di gran lunga più benefico, sia per un aspetto fisico e mentale migliore sia per una vita sessuale più attiva.

Diidrotestosterone (DHT) | Quali Effetti Ha Sul Nostro Organismo?

Gli studi sull'importanza del mantenimento dei valori normali di DHT sono molteplici e riguardano vari aspetti:

  1. Diminuzione della percentuale di grasso corporeo: il DHT agisce come gli altri androgeni sia direttamente sul tessuto adiposo sia sugli ormoni che ne determinano un suo aumento.
  2. Aumento di forza e potenza: va a migliorare la contrazione delle fibre bianche, cioè le fibre a metabolismo anaerobico che vengono reclutate per prime negli sforzi massimali e sub-massimali;
  3. Ha effetto inotropo positivo, cioè aumenta la forza della gittata cardiaca, agendo direttamente sulle fibre muscolari del cuore, quindi aumenta l'efficienza della pompa cardiaca;
  4. E come già detto ha effetto sia sul Sistema Nervoso Centrale, modulando i livelli di Noradrenalina e GABA sia sullla sfera sessuale, aumentando il desiderio e la prestazione.

Gli effetti positivi esposti sono sempre correlati ad un aumento dei livelli ormonali entro i limiti fisiologici (visti prima) e senza l'assunzione esterna, cioè si parla di un aumento naturale, apportando delle modifiche al proprio stile di vita e alla propria alimentazione.

Il modo migliore per assicurarsi buoni livelli di DHT è seguire le stesse regole che valgono per il Testosterone: assumenre una adeguata quantità di proteine nobili, una discreta quantità di minerali come lo Zinco, il Magnesio e le vitamine del gruppo B; prodotti in commercio ma la cui funzione non è da tutti accettata quali il Tribulus Terrestris e il Fieno Greco ( i cui effetti benefici sono decantati già dagli antichi popoli del mediterraneo) sui quali gli studi presenti non sono tutti concordi ma molte persone ne hanno trovato benefici nell'assunzione ; limitare l'introduzione di grassi saturi e colesterolo e smettere di fumare.

Inoltre l'esercizio con i pesi, soprattutto quello che coinvolge le grandi masse muscolari, quindi con l'utilizzo di esercizi multiarticolari, o l'allenamento in full-body, ha visto l'incremento ormonale nei soggetti partecipanti ai vari studi scientifici riportati in biografia.

 

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3215840
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15160600
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